Letteratura latinoamericana

Questo è l'elenco, in un ordine tra l’alfabetico, il tematico e l’arbitrario, di libri suggeriti da Rosalba Campra, scrittrice argentina e docente di Lingua e Letterature Ispanoamericane all’Università di Roma La Sapienza:

Tutto Roberto Bolaño, autore cileno prematuramente scomparso nel 2003, e in particolare I detective selvaggi, Sellerio, 2003, romanzo grandioso (anche per numero di pagine: 843) nel quale attraverso un mosaico di voci si ricostruisce un’epoca sfrenata, e La pista di ghiaccio, Sellerio, 2004: un noir molto fuori dagli schemi (e di dimensioni molto più abbordabili!).

Tutto Borges, nella nuova proposta sotto la direzione di Antonio Melis, Fabio Rodríguez Amaya e Tommaso Scarano per Adelphi, in particolare L’altro, lo stesso, Adelphi, 2002, un libro di poesie bellamente tradotte da Tommaso Scarano (Premio di Traduzione Monselice, 2003).

Di Miguel Barnet, cubano, premio José Donoso 2007 per l’intera opera, l’evocazione fascinosa de Le regine dell'Avana, Einaudi, 2007

Un altro cubano, Antonio Benítez Rojo, in Il mare delle lenticchie, Ilisso, 2005, che intreccia narrazione romanzesca e riflessione saggistica, illuminando in modo singolare il mondo dei Caraibi.

Di Raúl Brasca, argentino, L’edonista e altri racconti, Falzea, 2006: racconti brevi e micronarrazioni folgoranti.

Del peruviano Alfredo Bryce Echenique viene riproposto il romanzo Un mondo per Julius, (Guanda, 2006): un mondo spietato e frivolo visto attraverso lo sguardo di un bambino.

Julio Cortázar (testi) e Julio Silva (immagini) hanno creato un piccolo libro incantevole per la sua fantasia tenera e inquietante, Silvalandia, Vertigo, 2007: non solo per adulti.

Assassini dei giorni di festa, Sellerio, 1999, in cui l’argentino Marco Denevi trascina il lettore in una avventura imprevedibile, dalle tinte insieme macabre e umoristiche (da questo romanzo Damiano Damiani ha tratto il film dello stesso titolo, 2002).

Abilio Estévez, cubano, nel romanzo Tuo è il regno, Adelphi, 1999, racconta il momento a cavallo tra la dittatura di Batista e la Rivoluzione attraverso la contrapposizioni di spazi immaginari immersi in un’atmosfera fantastica.

Di Octavio Paz, Pietra di sole, Il Filo, 2006, “ammirevole poema d’amore” secondo Cortázar, ma anche sapiente riflessione sul passato azteco e sulla poesia stessa, nella eccellente traduzione di Francesco Fava (Premio Monselice Opera Prima 2007).

Un viaggio nel mondo dell’improvvisazione poetica, proposto nell’antologia Cuba Improvvisa, Gorée, 2006 (a cura di G. Della Valle e D. Mitrani). Il carattere orale, popolare e estemporaneo di questa forma è messo in evidenza nel reportage fotografico e il DVD che accompagnano i testi.

Un classico degli anni Quaranta: del guatemalteco Miguel Angel Asturias, Il Signor Presidente, Fahrenheit 451, 2007, un romanzo che attraverso una rappresentazione barocca e ossessiva propone in modo paradigmatico l’orrore di ogni dittatura.

I lampi d’agosto, Sellerio, 2002, del messicano Jorge Ibargüengoitia, in cui i soprusi, i brogli, le congiure, la corruzione, i tradimenti degli ideale della Rivoluzione Messicana vengono visti attraverso la lente della satira: una lettura spesso esilarante e di grande efficacia nella denuncia.

Infine, un romanzo della stessa Rosalba Campra, Gli anni dell’arcangelo, Il Filo, 2007: l’itinerario tragicomico di un arcangelo volonteroso e impacciato alla ricerca di un senso nei meandri della storia argentina, sempre segnata dalla violenza.