Caraibi di lingua francese

A cura di Marie-José Hoyet

Jacques Stephen Alexis, Gli alberi musicanti, Edizioni Lavoro, 1992.
Grande classico di uno dei padri fondatori della letteratura haitiana moderna, pubblicato per la prima volta nel 1957, il romanzo si svolge durante l’occupazione americana di Haiti e la cosiddetta campagna antisuperstizione che, con la scusa di combattere il culto vudù, mira essenzialmente a spossessare i contadini dalle loro terre. Espressione di un immaginario favoloso e poetico, la scrittura di Alexis ci immerge in un mondo enigmatico e lussureggiante, che illustra perfettamente la sua originale concezione della letteratura definita da lui stesso “realismo meraviglioso propriamente haitiano”.

Marie Vieux Chauvet, Amore rabbia follia, Bompiani, 2007.
Capolavoro della letteratura femminile haitiana, la mitica trilogia, apparsa nel 1968 e subito censurata dal dittatore Duvalier che costrinse l’autrice all’esilio, deve essere letta come una rivendicazione di libertà individuale, sociale ma anche sessuale. Avvalendosi di una scrittura classica, senza esotismo, senza tabù e senza ambiguità, l’autrice restituisce, attraverso figure di donne mirabilmente disegnate, la cupa atmosfera di quegli anni e il grido di rivolta che accompagna la presa di coscienza della quasi impossibilità di raggiungere gli ideali giovanili e una seppur minima felicità.

Maryse Condé, Segù 1. Le muraglie di terra e Segù 2. La terra in briciole, Edizioni Lavoro, 1988 e 1994.
Avvincente saga tra Africa e Americhe che narra lo sconvolgimento fin dall’epoca della schiavitù di una famiglia originaria di Segù in Mali, attraverso le tragedie personali e collettive di più generazioni in un turbinio di vicende. Considerato il capolavoro della scrittrice (nata in Guadalupa nel 1937) e autentico best seller della letteratura francofona nel mondo, si muove tra cronaca, storia e fiction e affronta conflitti di ogni tipo, non solo fra animismo, islam e cristianità ma anche fra gli stessi popoli africani.

Maryse Condé, La traversata della mangrovia, Edizioni Lavoro, 2002.
In un villaggio della Guadalupa viene scoperto il cadavere di un misterioso straniero. Le singole testimonianze degli abitanti accorsi alla veglia funebre offrono versioni divergenti sull’identità e la personalità dell’uomo e non risolvono l’enigma. Labirinto di razze culture e religioni, il microcosmo dipinto dall’autrice attraverso la metafora della mangrovia è in piena mutazione e ognuno deve inventarsi un futuro.

Émille Ollivier, Madre Solitudine, Edizioni Lavoro, 1999.
Un giovane haitiano indaga attraverso i ricordi di un anziano domestico sulla morte misteriosa della madre impiccata dal regime dittatoriale di Duvalier e ricompone i frammenti di una tragica storia famigliare. Per esplorare le radici culturali dell’isola e le sue tradizioni magico-religiose, l’autore si muove tra visione poetica, costruzione elaborata e scrittura barocca firmando così il suo libro più possente.

Patrick Chamoiseau, Il vecchio schiavo e il molosso, Il Maestrale, 2005.
Il mito dello schiavo fuggiasco, tema ricorrente della letteratura caraibica, è rivisitato in modo egregio in questo breve racconto del martinicano Chamoiseau, noto per romanzi di più ampio respiro. La folle corsa dell’uomo, diventata attraversamento dell’isola e della sua storia, è espressa in una lingua ricca di neologismi e di immagini poetiche.

Lyonel Trouillot, Bicentenario, Edizioni Lavoro, 2005.
Haiti 2004: si dovrebbe festeggiare il bicentenario della Repubblica nell’isola liberatasi dalla colonizzazione francese grazie a una ribellione degli schiavi e prima repubblica nera nel mondo. L’autore ripercorre le ultime ore di vita di uno studente durante una marcia di protesta contro violenza e corruzione. Una costruzione magistrale, precisa come il meccanismo di un orologio, firmata da uno dei più interessanti scrittori della nuova generazione haitiana.