Kalaman non ha dimenticato Shoolongo, la piccola amica dei giorni felici, con cui esplorava i primi misteri del sesso. Così, quando lei ricompare a Mogadiscio con la violenza di un uragano, Kalaman non può non farla entrare di nuovo nella sua vita, anche perché Shoolongo è mossa da una ragione precisa: vuole un figlio da lui. Ma una fitta trama di segreti e tabù avvolge i due e soprattutto le loro famiglie.

Pubblicato in Nuruddin Farah

Una storia d'amore non convenzionale tra due personaggi non convenzionali che, sullo sfondo di una Mogadiscio assediata dalla miseria e segnata dalle tensioni prebelliche, s'innamorano nonostante tutto. Nonostante tutto perché sono persone mature, cui la vita ha già riservato amarezze e disillusioni, ma ancora capaci di donare e donarsi. Lei, Duniya, è una trentacinquenne con due matrimoni alle spalle, fiera di poter crescere i tre figli con il suo lavoro di inferiera.

Pubblicato in Nuruddin Farah

Medina, la protagonista di Sardine, lavora come direttrice di un quotidiano nazionale controllato dal regime.
Nonostante il suo livello culturale e la sua posizione, è vittima del ricatto sociale che alimenta, all’interno della stessa famiglia, il perpetuarsi della subordinazione della donna.

Pubblicato in Nuruddin Farah

Primo romanzo della trilogia Variazioni sul tema di una dittatura africana, che termina con Chiuditi sesamo. Il romanzo, ambientato nella Somalia degli anni Settanta, all'ombra della feroce dittatura di Siad Barre, è costruito come un giallo, ma a differenza di quanto accade in questo genere narrativo, all'enigma non viene data soluzione. Il colpevole della morte del ventinovenne Soyaan, raffigurata nel prologo iniziale, non solo non verrà scoperto ma nel corso dei quattordici capitoli che coprono i sette giorni del compianto rituale si insinua anche il dubbio che non ci sia neanche stato un assassinio...

Pubblicato in Nuruddin Farah

Ultimo romanzo della trilogia, è forse il libro più complesso e articolato dell'autore, dove il rapporto tra oralità e scrittura costituisce una delle strutture portanti.
Deeriye è un patriarca profondamente religioso che ripercorre nelle visioni, nei solitari monologhi e nei dialoghi con Dio, i familiari e gli amici, il proprio passato di combattente contro il colonialismo italiano e britannico, interrogandosi sul dilemma di un tormentato presente.

Pubblicato in Nuruddin Farah

In Mozambico un branco di leoni attacca a più riprese un villaggio, causando oltre venti vittime. Per eliminare le belve assassine il governo invia una squadra di cacciatori, che si trova a fronteggiare non solo gli animali ma anche gli uomini e le loro convinzioni. Tra la popolazione si è diffusa la credenza che i leoni siano inviati del mondo dei morti o evocati da astuti stregoni per compiere vendette e seminare il terrore. Mia Couto prende spunto da una storia vera, per quanto inconsueta, e a questa premessa sovrappone il proprio sguardo.

Pubblicato in Mia Couto

Questa è la vera storia del colonnello Martillimi Lopez, figlio di Mammà Nazionale, comandante della sua ernia (mostruosa metafora per indicare nell'organo sessuale il simbolo del potere e lo scettro), la vera storia così come la racconta la gente del paese.

Pubblicato in Sony Labou Tansi

Pubblicato nel 1961 e salutato come un capolavoro, sebbene sia l'unico romanzo dell'autore, è divenuto un classico della letteratura africana.
Samba Diallo, il protagonista, si distacca progressivamente dalla realtà in cui ha sempre vissuto, diventando sempre più un osservatore esterno.

Pubblicato in Cheikh Hamidou Kane

La vicenda di Nemico del popolo nasce da una storia vera raccolta dall'autore: il protagonista Nitu Dadou, cittadino modello e padre di famiglia, è direttore di una scuola femminile. La bellissima studentessa Yavelde si invaghisce di lui e questa passione sconvolgerà completamente la vita dell'uomo, fino a portarlo a far parte delle forze clandestine rivoluzionarie con l'incarico di giustiziare il "nemico del popolo", il dittatore in carica.

Pubblicato in Sony Labou Tansi

All’inferno è un non-romanzo, o meglio un anti-romanzo, da quanto si evince dalle coordinate che lo stesso autore e il mutevole narratore non si esimono a fornirci, che fa perno su un topos letterario consolidato: il protagonista viene imprigionato in una villa dalla quale potrà uscire soltanto se riuscirà a scrivere un romanzo che possa essere giudicato come un capolavoro.

Pubblicato in Arménio Vieira
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