Giovedì, 12 Marzo 2015 12:30

Il racconto di Nàdia

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10 ore. Un viaggio da Maputo a Lisbona diventa per Nádia un’aspettata occasione per ripensare ad alta voce alla propria vita e al proprio mondo che quel soggiorno sembra aver stravolto. Un incontro che le permette di aprire il proprio cuore e condividere la propria esperienza con chi, come lei, sta salutando il proprio Paese dal finestrino di un aereo che riporterà entrambe in Europa, ormai da tempo loro nuova casa. E così Nádia racconta con dovizia di particolari la sua affascinante e toccante vita, le cui vicende personali si legano a doppio filo con gli eventi storici di un Mozambico pre e post coloniale, che segnano in modo indelebile il destino della sua numerosa quanto complessa famiglia.

10 ore. Un viaggio da Maputo a Lisbona diventa per Nádia un’aspettata occasione per ripensare ad alta voce alla propria vita e al proprio mondo che quel soggiorno sembra aver stravolto. Un incontro che le permette di aprire il proprio cuore e condividere la propria esperienza con chi, come lei, sta salutando il proprio Paese dal finestrino di un aereo che riporterà entrambe in Europa, ormai da tempo loro nuova casa. E così Nádia racconta con dovizia di particolari la sua affascinante e toccante vita, le cui vicende personali si legano a doppio filo con gli eventi storici di un Mozambico pre e post coloniale, che segnano in modo indelebile il destino della sua numerosa quanto complessa famiglia. Un’infanzia, quella di Nádia, trascorsa all’ombra di un padre musulmano dalle mille sfaccettature, uomo dolce e padre padrone, che però lascia in eredità alle sue due mogli e ai suoi quindici figli un legame forte quanto indissolubile. Uno sfogo dolce e amaro al tempo stesso, che apre al lettore europeo orizzonti spesso sconosciuti proiettandolo al centro della storia di un Paese che, come la sua gente, lotta ogni giorno per un futuro migliore.

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Letto 712 volte Ultima modifica il Giovedì, 12 Marzo 2015 12:40
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