Yolande Mukagasana

Yolande Mukagasana è nata a Butare da una famiglia tutsi. All'età di 5 anni viene ferita nel corso della rivoluzione hutu. Diplomatasi nel 1972, solo nel 1988 le è riconosciuto ufficialmente il titolo di infermiera anestesista, e scopre che anche in questo campo esistono quote hutu e quote tutsi. Nel 1992 apre a Kigali un piccolo ambulatorio privato, che la espone a invidie e critiche che esploderanno durante il genocidio del 1994. Yolande collabora oggi a molti progetti pedagogici che la vedono impegnata a portare la sua testimonianza nelle scuole in Europa, in Africa e negli Stati Uniti ed è co-autrice e attrice dello spettacolo teatrale “Rwanda 94” in cui, interpretando se stessa, racconta, in scena, le atrocità del genocidio. Yolande ha portato la sua testimonianza in tutto il mondo ospite di Governi, enti, associazioni, Università, scuole e ha partecipato al 6° summit mondiale dei premi Nobel per la pace tenutosi a Roma nel 2005. Yolande ha ricevuto molti riconoscimenti per il suo impegno. Attualmente vive a Bruxelles.

I massacri del Rwanda del 1994, così vicini nel tempo e così lontani dalla nostra consapevolezza, sono raccontati in questo libro, un'autobiografia, da chi li ha vissuti. Yolande, una donna medico tutsi, vede la sua vita completamente capovolta in poche ore, ma nonostante il massacro del marito, dei figli e di tutta la famiglia, sopravvive per testimoniare. E' la storia di un nuovo genocidio a cui il mondo ha dedicato poche pagine sui giornali.

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"Tra gli Hutu e i Tutsi non c'è mai stata differenza. Ma nel 1994 io donna Tutsi mi sono seduta davanti alle rovine della mia casa. Il primo vicino non c'era più, era stato assasinato dagli Hutu. Il secondo sterminato con la sua famiglia. Ho visto la stessa cosa anche per il terzo vicino. Ho scritto questo libro perchè non accada più."

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"Dietro il silenzio delle vittime si nasconde la paura. Dietro i loro sguardi si nasconde la sofferenza quotidiana. Dietro questo silenzio si nasconde il dolore di ogni singola persona. Dietro il silenzio dei carnefici si nasconde la paura, diversa da quella che provano le vittime, poiché dietro il loro silenzio si nasconde il timore per la verità e la giustizia. Ho visto i traumi dei carnefici. Al solo pensiero, ne provo vergogna. Come vittima, non so se ho il diritto di commuovermi per la loro sofferenza, di cui sono gli unici responsabili."

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