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Malgrado un diffuso pregiudizio i nativi brasiliani non vivono fuori dalla civiltà e dal divenire storico, ma frequentano attivamente gli spazi urbani, padroneggiano le nuove tecnologie e si inseriscono nei circuiti della comunicazione globale, utilizzando la scrittura come espressione della propria identità culturale.
Questo volume, nato da un progetto dell'associazione Zoe Onlus con la collaborazione di antropologi e docenti delle università di Sào Paulo e Marilia, costituisce un primo passo verso la conoscenza e la diffusione del pensiero nativo contemporaneo, un tentativo di dare voce e spazio alla nascente esigenza di comunicazione delle popolazioni indigene del Brasile, una possibilità di esprimere "altre" visioni del mondo e di raccontare storie diverse o modi diversi della stessa storia.
Suddiviso in una sezione saggistica e una narrativa, il libro propone otto contributi firmati da autori di diverse etnie (Guarani, Tukano, Terena) che parlano di Aids e pratiche divinatorie, di cronache e leggende, e osservano la propria terra con uno sguardo etnografico e antropologico, riflettendo su temi cruciali come il rapporto tra progresso e salvaguardia della tradizione, le responsabilità storiche della dominazione portoghese, il tortuoso cammino verso un riconoscimento giuridico della specificità indigena.

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