Mário de Andrade

Nato a Sâo Paulo nel 1893 e morto nel 1945, fu tra i leader dell'avanguardia brasiliana del 1922. Fu narratore, poeta, etnografo, musicologo, critico letterario.
Nella foresta vergine brasiliana, in un mondo ancora prodigioso, dove uomini e animali si parlano e si trasformano gli uni negli altri, dove i grandi morti diventano astri e costellazioni, nasce Macunaíma, «l’eroe senza nessun carattere», essere dai grandi poteri e dai grandi vizi, pigro, lussurioso e violento, come la sua terra.
Ancora bambino, Macunaíma si dedica a formidabili imprese erotiche, combatte, inganna, si trasforma, gioca e se la spassa fra i suoi compagni mitologici. Ma alla morte del suo grande amore, Ci, la regina delle foreste vergini, Macunaíma sceglierà di andare per il mondo.
E così lo vediamo comparire a San Paolo e Rio de Janeiro, scontrarsi con l’altra magia, quella della civiltà moderna.
Dopo estenuanti avventure, dove de Andrade fa trasparire un'acuta satira del Brasile contemporaneo, Macunaíma vince, ma al ritorno nella foresta, la trova spopolata. Di fronte alla visione di una civiltà che scompare, Macunaíma morirà, sarà trasformato in una stella e continuerà la sua vita nel cielo.

Informazioni aggiuntive

  • Anno 1970
  • Autore Mário de Andrade