Giovedì, 03 Marzo 2016 16:02

Una casa a Bogotá

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Grazie al denaro di un premio letterario, il filologo protagonista del romanzo può comprarsi una casa a Bogotà nel quartiere della sua infanzia. Orfano dall’età di sei anni (i genitori sono morti in un incendio) vi abiterà con l’anziana zia che l’ha cresciuto e con la quale ha condiviso una vita nomade all’estero, una donna colta e raffinata, ex funzionaria dell’Onu e militante di sinistra.

Grazie al denaro di un premio letterario, il filologo protagonista del romanzo può comprarsi una casa a Bogotà nel quartiere della sua infanzia. Orfano dall’età di sei anni (i genitori sono morti in un incendio) vi abiterà con l’anziana zia che l’ha cresciuto e con la quale ha condiviso una vita nomade all’estero, una donna colta e raffinata, ex funzionaria dell’Onu e militante di sinistra. La ricerca di un luogo da sentire come proprio, la nostalgia del passato, il ricordo di viaggi, incontri, scoperte e amori, sono il filo conduttore di una storia che si sviluppa a partire dalla descrizione delle varie stanze della casa, ciascuna dotata della sua speciale magia evocativa. Da lì il filologo, guidato dal fido autista, muove alla scoperta degli aspetti più inquietanti della città che non somiglia più a quella della sua adolescenza: covi di drogati, spettacoli di sesso dal vivo, persino una festicciola omoerotica di nazisti. Non meno drammatiche sono le rivelazioni che lo attendono in un baule alla morte della zia, e che lo spingeranno sull’orlo del suicidio. Con la sua consueta abilità, Santiago Gamboa costruisce un racconto a tratti intimista e ricco di elementi autobiografici che vede fra i suoi maggiori protagonisti Bogotà, la cittadina provinciale degli anni giovanili e la caotica metropoli odierna.

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Letto 1019 volte Ultima modifica il Martedì, 11 Aprile 2017 12:30
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