Ba Jin

Ba Jin, il famoso romanziere della Cina contemporanea, nasce nel 1904. Giovanissimo va a vivere a Parigi dove si immerge nello studio della letteratura internazionale: i suoi idoli sono Bakunin e Kropotkin, Sacco e Vanzetti, Emma Goldman.
Rientrato in patria, prosegue con la sua attività di scrittore impegnato ma, con l’avvento della Repubblica popolare, il nuovo governo lo costringe a spurgare le sue opere di quei fermenti giudicati eterodossi.
Nel 1968 la rivoluzione culturale lo travolge: la sua produzione artistica è messa all’indice, lui stesso processato e inviato in un campo di lavoro a "rieducarsi".
Si tornerà a parlare di lui solo nel 1976: da allora i suoi romanzi sono stati ripubblicati in Cina e tradotti all’estero.

Protagonisti di questa saga sono i tre fratelli Gao: Juexin, Juemin e Juehui. Juemin, innamorato della giovane Qin, abbandona la propria casa per sfuggire al matrimonio imposto dal padre. Ciò finirà col mettere gli altri due fratelli l'uno contro l'altro, costringendoli a scegliere se rispettare l'autorità paterna o la libertà del fratello. A fare da contraltare ai fratelli Gao ci sono le figure tragiche di tre donne: Mei, Mingfeng e Ruijue. Quest'ultima, felice nel suo matrimonio con Juexin, muore giovane di parto.

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Gelide notti è la tragica e sommessa descrizione, giorno per giorno, del calvario di un uomo ammalato di tisi nella Cina miserevole che vive l’ultimo anno di guerra. Questo romanzo è il capolavoro della maturità di Ba Jin. Sullo sfondo la Cina martoriata, dove ogni evento, ogni gesto, ogni parola sono antieroici, semplici, quotidiani al punto che la banalità esalta e acuisce la tragedia ed è penosamente rivelatrice di una condizione umana universale e al tempo stesso specifica.
 

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