Fang Fang

Fang Fang (il suo vero nome è Wang Fang) è nata a Nanchino nel mese di maggio 1955. Si è laureata in letteratura cinese all’Università di Wuhan. Dopo aver lavorato in televisione, si è dedicata alla scrittura.
Fang Fang è considerata una rappresentante importante della "letteratura sperimentale" e al tempo stesso della corrente neorealista.
Oggi dirige una rivista letteraria dove promuove i giovani autori del suo paese.
Se la nonna cerca di ammazzarsi con l'insetticida, è già una brutta storia. Ma se oltretutto non ci riesce, e resta lì più morta che viva, le cose si complicano.
Ora è all’ospedale, e i suoi familiari devono decidere il da farsi: la nonna è anziana e malandata, l’importante è che non soffra. Poi, a pensarci bene, i suoi familiari hanno tutti qualcosa da guadagnare, se la vecchia toglie il disturbo.
Inizia così un girotondo di cinismo e rimorsi, in un crescendo di situazioni sempre più assurde e crudelmente comiche.
L'autore usa le piccole e grandi difficoltà della vita quotidiana per scatenare l’ilarità del lettore, per mettere a nudo la vera natura dei rapporti sociali e familiari e per smascherare alcuni degli aspetti meno piacevoli dell’animo umano.

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  • Anno 2001
  • Autore Fang Fang

Unendo intimità e dimensione epica, la riflessione profonda e il racconto dei piccoligesti quotidiani, Fang Fang firma la testimonianza unica di un tempo straordinario. Contro ogni censura.Dal 25 gennaio al 24 marzo 2020, sessanta giorni, sessanta capitoli pubblicati online. Dai primi momenti di incertezza alla speranza, passando per le ore più difficili, Fang Fang ha messo nero su bianco la vita durante la prima quarantena mondiale, quando l’Occidente guardava ancora a Wuhan come a un caso eccezionale e lontano. Che non lo riguardava. Mentre l’autrice documenta l’inizio della crisi sanitaria globale in tempo reale, ci troviamo a riconoscere chiaramente, quasi fossimo di fronte a uno stupefacente ritorno al futuro, le fasi che tutti abbiamo vissuto, con poche settimane di scarto. Le difficoltà e le emozioni, potenti e impreviste. Fino al giorno in cui la libertà sembra spuntare in lontananza. Il giorno in cui, chiudendo il diario, Fang Fang cita San Paolo: “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede”.

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