Li Yu

Li Yu nasce nel 1611 nel Jiansu. Pubblica nel 1634 il suo primo romanzo attirando le antipatie dei circoli culturali dell’epoca Ming sia per la carica satirica verso la società al potere, sia per l’accentuato erotismo.
Abbandonati gli studi giuridici, Li Yu si occupa soltanto di teatro e di letteratura, cercando la protezione di alti funzionari, per i quali inizia a viaggiare da una regione all’altra, componendo drammi e organizzando spettacoli teatrali con una propria compagnia di attrici e ballerine. Considerato una specie di Shakespeare cinese, al teatro ha dedicato una serie di dieci opere drammatiche. Nel 1677 si stabilisce ad Hangzhou, dove si ritiene sia morto tra il 1679 e il 1680.

Immaginiamo un mondo senza angoscia del peccato della carne, dove passando per taoismo, buddhismo e confucianesimo e ignorando il cristianesimo, si riesca ancora a rintracciare il legame più antico e profondo tra erotismo e magia.
Yin e yang, principio femminile e principio maschile, regolano i modi e i tempi dell’unione sessuale. Ogni scena erotica ne genera altre cento, il lettore è incatenato come il protagonista di questa storia, definita "edificante" dall'autore, ma dove si assiste invece alla laicizzazione del sacro in una società dove yin e yang servono soltanto a designare gli organi sessuali.
Quest’opera può essere letta come puro erotismo esotico d’alta classe, ma si presta anche a una seconda lettura al di là delle tecniche della camera da letto. Ogni accoppiamento del Chierico della Prima Veglia presuppone infatti una diversa concezione della vita e del sesso che varrebbe la pena di prendere in considerazione.

Informazioni aggiuntive

  • Anno 2000
  • Autore Li Yu

Questi racconti classici dell’erotismo cinese sono un piccolo capolavoro di ironia e raffinata miscela di colpi di scena e trovate.
Li Yu, come ogni uomo di teatro, aveva il gusto per le coincidenze provvidenziali e le sorprese, ed era a suo modo un "rivoluzionario dei costumi".
In questi racconti capitano le situazioni più incredibili: servi che si fanno beffe dei padroni, intrighi di corte, ménage à trois omosessuali, divinità in competizione amorosa con gli umani. Il tutto raccontato con una leggerezza, un sorriso disilluso e una malizia di grande modernità.

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