AA.VV.

Il libro è figlio di un ciclo di colloqui dal titolo Scritture migranti, svoltosi tra il 2004 e il 2005, nell'ambito del quale 15 scrittori stranieri hanno presentato le loro prime opere in lingua italiana. I colloqui erano stati organizzati con la collaborazione di due docenti dell'Università La Sapienza di Roma, Armando Gnisci e Sandro Portelli.
Un'iniziativa dal duplice senso: sottolineare la fonte di nuove sensibilità, il catalizzatore di arricchimento culturale rappresentata dalle culture dei migranti e al tempo stesso mettere alla prova la disponibilità di intellettuali stranieri a mettersi in gioco, a ripensarsi, a reimparare ad esprimersi letterariamente in una lingua diversa dalla loro.

 

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  • Anno 2005
  • Autore AA.VV.

Un volume che raccoglie nuovi voci che raccontano l’Italia che muta. Undici autori migranti con tanta voglia di raccontare. Raccontare in una lingua nuova che si prende per mano e non si sente più estranea. È già successo altrove, ora tocca alla nostra, di lingua, diventare parola transfuga. Italiani per vocazione è la testimonianza di una lingua che si contrae, scivola, si distende, e che percorre gli immaginari con la ricchezza del suo ritmo, dei suoi suoni, della sua sintassi complicata ed espressiva.

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  • Anno 2005
  • Autore AA.VV.

Questa antologia raccoglie una serie di racconti divertenti o "impegnati" di scrittori stranieri che hanno scelto di esprimersi in lingua italiana. Gli stranieri che vivono in Italia, che qui lavorano e scrivono e producono cultura, stanno componendo una biblioteca di letteratura nuova. Con la loro scrittura, con la loro poesia, con i loro italiani, questi scrittori stanno costruendo una nuova realtà, una realtà creola che non possiamo più ignorare.

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Il prof. Gnisci, che insegna Letterature Comparate all’Università "La Sapienza" di Roma, nel saggio introduttivo fa notare come molto recentemente siano apparsi i segni di canonizzazione della letteratura migrante in italiano da parte della nostra cultura letteraria ufficiale.
"Sono segni a volta importanti, e a volte confusi e addirittura mistificanti" - ha dichiarato in più occasioni.
Con l’antologia e con il gruppo dei coautori cerca di porre al centro del dibattito "una riflessione complessiva e utile, non accademicamente erudita ma piuttosto criticamente pedagogica, di tutto quello che è successo in questi anni in Italia, con una serie di confronti con altre realtà europee".

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La prima generazione di figlie di immigrati, nata o cresciuta in Italia, racconta con leggerezza e ironia la propria identità divisa, a cavallo tra il nuovo e la tradizione, una identità obliqua, preziosa, su misura. Quattro voci (G.Kuruvilla,I.Mubiayi,I.Scego;L.Wadia), otto storie. Molte culture. L'incrocio dei mondi e delle esperienze, tra integrazione e diversità, accoglienza e rifiuto. Tra noi e loro.

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  • Anno 2006
  • Autore AA.VV.

Lui italiano, lei straniera. Lui straniero, lei italiana.
Oppure nuovi italiani, figli a loro volta di genitori di nazionalità diverse.
Nella relazione a due le identità si moltiplicano, si mescolano, si frammentano, a volte si contrappongono, diventano un caleidoscopio ricco e complesso.
I matrimoni tra stranieri e italiani negli ultimi dieci anni sono triplicati e negli ultimi quattro anni il numero dei bambini nati da loro è aumentato del 22 per cento.
In queste pagine, i racconti di quattro autori della nuova letteratura italiana fotografano la società che cambia, ne colgono le sfumature, i dettagli, li rileggono in modo ironico, svagato, intenso.

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  • Anno 2008
  • Autore AA.VV.

Il volume è a cura di Silvia Camilotti, dottoranda in Lingue, Culture e Comunicazione Interculturale presso il dipartimento SITLeC dell’Università di Bologna, con un progetto di ricerca che indaga il ruolo della letteratura nei processi di emancipazione delle popolazioni immigrate in Italia, in particolare delle donne. Il testo raccoglie contributi di docenti e scrittrici italiane, immigrate e figlie di immigrati sui temi dell’interculturalità della letteratura italiana, nelle sue espressioni più recenti e, a ritroso, fino a toccare autori del “canone” novecentesco.

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  • Anno 2008
  • Autore AA.VV.

Secondo le statistiche del 2010, in Italia un matrimonio ogni sette coinvolge un partner straniero. Quante siano le unioni di fatto è impossibile quantificare. C’è qualcosa che rende emotivamente più ricca la coppia mista? Dove si cela la magia dell’eros multietnico? L’espatrio è lacerazione. Alienazione. Il tuffo in una cultura estranea frantuma tutti riferimenti abituali, l’identità si sbriciola nel labirinto di nuovi modelli di comportamento. Per trovare l’equilibrio fra due mondi, il migrante ha estremo bisogno di relazioni, di calore e di affetto. 

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Parole di frontiera è una raccolta di racconti e poesie di autori latinoamericani che vivono in Italia e scrivono in italiano. I loro testi rappresentano l’affermazione di uno spazio letterario che nasce dall’incrocio di più ambiti culturali. Sono scrittori che associano elementi nuovi alla tradizione latinoamericana: una lingua, l’italiano e un contesto, quello dell’Italia che cambia.

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Sette ragazzi e ragazze di origine africana spiegano cosa significa essere nati a Roma da genitori stranieri (o esserci arrivati da piccoli): la scuola, il rapporto con la famiglia e con i coetanei, la religione, il razzismo, i sogni.

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