Ubax Cristina Ali Farah

Ubax Cristina Ali Farah è nata a Verona nel 1973 da padre somalo e madre italiana.
Dal 1976 al 1991 è vissuta a Mogadiscio.
Allo scoppio della guerra civile ha lasciato il paese.
Dal 1997 vive stabilmente a Roma e dal 1999 si occupa di educazione interculturale ed è presidentessa dell’associazione Migra, un portale informativo gestito da migranti.
Ha collaborato con numerose associazioni e Ong come il Cies e il Forum per l'Intercultura della Caritas.
Nel 2001, si è laureata in Lettere presso l'Università La Sapienza.
Lavora alla redazione delle riviste di letteratura della migrazione "El Ghibli" e "Caffè".
Collabora, inoltre, con numerosi periodici e testate come "Repubblica", "Nigrizia", "Carta", "Liberazione".
Ha pubblicato racconti e poesie in diverse antologie ed è responsabile di importanti eventi letterari e incontri con le voci più autorevoli africane.
Nel 2006 ha vinto la prima edizione del premio Lingua madre alla Fiera internazionale del libro di Torino.
Cristina Ali Farah, scrive in italiano, la lingua che ha imparato dalla madre, ma anche la lingua che è parlata in Somalia dai tempi della colonizzazione.
Una duplice ricerca di identità linguistica e generazionale.

C’è una leggenda in Somalia che si tramanda di generazione in generazione. Poiché il loro paese era privo di corsi d’acqua e non c’era da bere, gli abitanti affidarono a due saggi l’incarico di creare un fiume. I saggi esaudirono la richiesta, ma nel fiume nuotavano anche i coccodrilli, creature crudeli. Qualcuno doveva governarli per consentire l’accesso all’acqua, e il popolo elesse un comandante, che aveva il potere di annientare le bestie se non avessero ubbidito ai suoi ordini.

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Allo scoppio della guerra civile somala, le cugine Barni e Domenica sono costrette a lasciare Mogadiscio.
Barni trova a Roma un faticoso equilibrio grazie al lavoro di ostetrica.
Domenica, invece, vaga nel mondo, trasportata dai flussi della diaspora, tentando dolorosamente di riallacciare nessi che restituiscano un significato alla sua storia.
Quando si accorge di aspettare un figlio, dopo quasi dieci anni, decide di trasferirsi a Roma dove incontra la cugina. Da quel momento, Barni, le sarà sempre accanto.

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