Giorgia DM
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

L'Istituto Italo-Latino Americano invita giovedì 11 febbraio alle ore 19 all'inaugurazione della mostra Circus Errans di Andrea de Carvalho,con performance di Myriam Laplante che si terrà nella Galleria dell'IILA, Scuderie di Palazzo Santacroce, vicolo dei Catinari, 3.

Sud Africa, 1998. L'apartheid è stato ormai ufficialmente abolito, ma il cammino perché le parole "verità e riconciliazione" diventino realtà è ancora infiorito di frutti amari. Il frutto amaro è lo stupro, di cui esempio simbolo è Mikey Ali, concepito dalla violenza che la madre, nera, ha subito da un poliziotto, bianco.

La prima parte del romanzo si immerge nella foresta e nel tempo mitico del Continente Nero. Il lettore incontra i personaggi e gli elementi tipici della civiltà africana non ancora venuta in contatto con l'Occidente. Nella seconda parte del libro, l'ordine coloniale si sovrappone alla situazione già critica di un ordine ancestrale perturbato, che si ostina a perpetrare soprusi nel nome della tradizione. La storia di Mankunku, il protagonista, diventa la storia di tutta l'Africa, nel periodo drammatico che segue l'arrivo dei colonizzatori.

Grande classico della letteratura africana, questo volume, pubblicato nel 1982, è la sua opera più letta e più tradotta nel mondo. E' composto di otto racconti: due imperniati sul grande musicista di jazz John Coltrane ed altri di satira politica che fecero censurare il libro per anni in Congo. Autore eclettico, insieme poetico e ironico, sconfina anche con umorismo e sensibilità nella fantascienza; pur trattando argomenti vari, si sofferma spesso sul tema dell'infanzia e non ha mai smesso di interrogarsi sulle sorti del mondo e in particolare sul destino futuro dell'Africa.

L'autore descrive tutto l'orrore e l'insensatezza della condizione dei bambini-soldato tracciando il ritratto affettuoso e partecipe di due ragazzini che sanno lottare come adulti ma conservano tracce di dolcezza e di ingenuità che aprono squarci di commozione, umorismo e speranza nella cruda realtà della guerra.

Da un giovane autore africano che è già stato paragonato a Salman Rushdie e a Gabriel Garcia Marquez, una saga trascinante ambientata nell'Uganda del Ventesimo secolo. Io narrante di questo affascinante romanzo è Mugezi, uomo dall'intelligenza lucida e dallo spirito acuto, nato in un villaggio ugandese agli inizi degli anni Sessanta. Tanto la sua infanzia è libera e selvaggia, quanto la sua adolescenza è segnata dalla controversa esperienza del seminario e dalla difficile convivenza con i compagni. E una volta superato questo scoglio, altri lo aspettano, tra speranze e delusioni, conquiste e amarezze, finché decide di partire per Amsterdam e ricominciare tutto daccapo.

Kampala, nei turbolenti anni Settanta. Bat Katanga torna in patria dopo una lunga esperienza da studente all'università di Cambridge. La formazione europea ha raffinato la sua intelligenza, ma ne ha fatto, nell'Uganda di Idi Amin, un uomo incapace di percepire i segnali e i codici del nuovo ambiente. Tuttavia Bat, colto e brillante, dà la scalata al potere grazie a una folgorante quanto effimera carriera amministrativa, inconsapevole di essere solo una pedina nel gioco del tracotante generale Bazooka, ignorante, ombroso e ferino.

Domenica 7 febbraio alle ore 17 presso la Galleria291Est in viale dello scalo San Lorenzo 45 avrà inizio l'evento En Attendent…bondyé organizzato da un gruppo di artisti provenienti della Scuola dell’Arte della Medaglia con il fine di raccogliere fondi da devolvere a Medici Senza Frontiere.
Il vernissage, che si svolgerà il giorno 7 febbraio vedrà gli artisti “esporre se stessi” lavorando direttamente in galleria, produrranno alcune opere sotto gli occhi degli spettatori, il tutto in contemporanea ad una performance musicale. L’esposizione, che rimarrà visitabile fino al domenica 14 febbraio.

Quando in Sierra Leone la guerra civile raggiunge il culmine, la piccola Mariatu ha dodici anni. Da un giorno all'altro le sue giornate spensierate a Magborou, il tranquillo villaggio in cui vive, sono stravolte dalla minaccia rappresentata dai ribelli armati, che incendiano, devastano, torturano e uccidono. Per sottrarsi ai loro attacchi è costretta a cercare rifugio nella boscaglia con la sua famiglia, dove ben presto le provviste iniziano a scarseggiare. Nel disperato tentativo di procurarsi cibo in un villaggio vicino, Mariatu viene sorpresa dagli insorti. Molti di loro sono suoi coetanei, ma non meno spietati degli adulti. I bambini soldato la costringono ad assistere a orrori e violenze inimmaginabili, per poi offrirle la libertà in cambio di un'atroce "punizione".

Vicky Rai l'ha fatta franca un'altra volta. Grazie all'intervento del padre, il potente ministro dell'Interno dell'Uttar Pradesh, è stato assolto dall'accusa di aver assassinato la giovane barista Ruby Gill e ha deciso di festeggiare la notizia nella sua villa vicino a Delhi. Ma cinque minuti dopo la mezzanotte le luci si spengono e un colpo di pistola uccide il padrone di casa. La polizia individua sei sospetti, ciascuno con un'arma, un movente e l'opportunità di sparare a Vicky Rai: un ingenuo aborigeno in cerca di una pietra sacra rubata alla sua tribù, una stella di Bollywood che non perde occasione per citare Nietzsche e Sartre, un funzionario in pensione posseduto dallo spirito del Mahatma Gandhi, un ladro di telefonini finito in un guaio più grosso di lui, un giovane texano venuto in India per trovare moglie e, infine, il padre stesso di Vicky, a cui il figlio aveva soffiato un'amante.
Pagina 279 di 300