Giorgia DM
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Domenica 16 giugno 2019 alle ore 18 presso lo spazio sociale Nido di Vespe in via dei Ciceri 131 è prevista la proiezione del documentario L'amico Isaias di Fabrizio Gatti. A seguire dibatto e cena sociale.

Venerdì 14 giugno 2019 alle ore 19 in via dei Volsci, 159 Esc Infomigrante e Esc Atelier invitano alla serata di presentazione dell'associazione NAIM - National Association Intercultural Mediators. Tutto il ricavato andrà a sostegno dell'associazione.

Giovedì 13 giugno 2019 dalle ore 18 alle 20 presso la Casetta Rossa in via G.B. Magnaghi 14 è prevista la presentazione del libro Il bagaglio di Luca Attanasio, Storie e numeri del fenomeno dei migranti minori non accompagnati. La seconda edizione, aggiornata e ampliata, dell’inchiesta che ha fatto luce sul fenomeno dei minori stranieri non accompagnati in Italia. Il libro riporta dati, interviste ad operatori, educatori, rappresentanti delle istituzioni e politici e dà voce ai veri protagonisti del fenomeno, ragazzi stranieri giunti da minorenni soli nel nostro Paese dopo viaggi drammatici. All’interno una sezione interamente scritta dai giovani immigrati intitolata Deserto che documenta da dentro la tragica esperienza del viaggio.

Giovedì 13 giugno 2019 dalle ore 19 alle 22 in via Casilina 607 BAZAR - Taverna Curdo Meticcia e Arci Solidarietà Onlus presentano un evento culturale interamente dedicato alla città più grande, simbolo del Kurdistan Bakur (Kurdistan del Nord) nell'attuale Turchia: Amed (Dyarbakir in turco, "Città del Rame") con il suo incantevole centro storico "Sur", recentemente bombardato e parzialmente rasa al suolo. Ora nei nuovi spazi "liberati" dai bombardamenti lentamente crescono enormi palazzi destinati alle fasce più abbienti. Vittima di una violenta gentrificazione che assume i toni di una sostituzione etnica, tuttavia Amed resiste. Vernissage Amed, incontri in bianco e nero di Valerio Tursi con aperitivo e musica dal vivo di Mübin Dünen.

Domenica 16 giugno 2019 dalle ore 18:30 presso L'Asino Che Vola in via Antonio Coppi 12d è prevista la presentazione del progetto Sguardi senza diritti, insieme alla partecipazione della Presidente dell'associazione Ulaia onlus Olga Ambrosanio, della Professoressa dell'Accademia delle Belle Arti di Roma Angela Landini e di Monica Maureer attiva nella Fondazione Archivio Audiovisivo del movimento operaio e democratico. A seguire musica, balli e la possibilità di cenare con piatti tipici del sud.

Shamim Shamse, affermato professore di letteratura persiana dell’Università di Tehran, si sta affacciando alla soglia dei quarant’anni quando il passato riemerge con prepotenza nella sua vita. Una studentessa polacca, Eliza, si presenta nel suo studio senza preavviso dicendo di essere la figlia di Adri, la ragazza che Shamim aveva amato da giovane e che gli aveva spezzato il cuore con una partenza tanto inspiegabile quanto definitiva. Adesso, ventitré anni dopo, Eliza è arrivata da Varsavia carica di notizie e determinata a far luce sul vissuto di sua madre e della nonna, Barbara, che durante la Seconda guerra mondiale aveva trovato rifugio nella città di Isfahan dopo essere approdata in Iran insieme ad altre migliaia di profughi polacchi reduci dai gulag sovietici.

Venerdì 7 giugno 2019 alle ore 17 in via Alberto Caroncini, 19 l'Istituto per l'Oriente C.A. Nallino invita alla presentazione di L'Islam italiano. Un'indagine tra religione, identità e islamofobia (Meltemi ed.) di Fabrizio Ciocca.

Il Sumal è un paese felice, almeno fino a quando gli uomini della Fratellanza, feroci integralisti islamici, non occupano il nord dello stato. Per la maggior parte della popolazione, non integralista, comincia un incubo fatto di violenza, barbarie, giustizia sommaria e rigido moralismo in osservanza alle norme della sharia. In queste difficili condizioni un ristretto gruppo di intellettuali decide di fare opera di resistenza attraverso un giornale di opposizione che scatena il furore di Abdel Karim, crudele capo della polizia islamica. Ne consegue un’immediata e spietata repressione che fa sorgere dubbi morali al dottor Malamine, al professor Déthié, alla bella informatica Madjigueen Ngoné e agli altri autori del giornale clandestino: qual è l’effettiva utilità della loro azione, se deve portare all’arresto e alla tortura di chiunque legga o detenga una copia del foglio ribelle? Nel frattempo si scatena la caccia ai misteriosi giornalisti condotta da Abdel Karim con una micidiale alternanza di brutalità spiccia e astuzie psicologiche.

Il secondo volume del Quartetto ottomano, l’affresco-capolavoro dello scrittore turco Ahmet Altan, segue le vicissitudini dei personaggi che avevamo conosciuto nel primo volume, Come la ferita di una spada. Ne emerge un affresco impressionante per potenza e vivacità della crisi dell’Impero ottomano all’inizio del ‘900, attraverso le storie intrecciate di personaggi vivissimi alle prese con amori tormentati, intrighi, giochi di potere e rivolte. Questo secondo romanzo si apre subito dopo il tentativo di suicidio di Hikmet Bey, figlio del medico personale del sultano, mentre cerca di dimenticare la donna all’origine della sua tristezza, la sua sposa, la bellissima e superba Mehpare Hanım. Mentre in un ospedale di Salonicco Hikmet ritrova lentamente le forze e la voglia di vivere, le cose cambiano nella capitale ottomana. Il potere del sultano è minacciato, si prepara la rivolta, le strade di Istanbul diventano teatro di ogni violenza.

Biografia romanzata di uno dei padri del sufismo (la corrente mistica dell’Islam), è un romanzo storico, d’avventura, di viaggio e d’amore, che restituisce un’immagine del santo sufi ripulita dall’alone di leggenda: Ibn ‘Arabi uomo in carne e ossa, che si sposa e divorzia, che piange e ride, che viaggia alla ricerca del senso della vita. Il titolo si riferisce proprio a un detto di Muhyi-d-din Ibn ‘Arabi: L’amore è una piccola morte. In questo ambizioso romanzo, Mohamed Hasan Alwan ci conduce in un’epoca lontana, a cavallo tra il XII e il XIII secolo, ricostruendo passo dopo passo e con dovizia di particolari la vita del “sommo maestro” Muhyi-d-din Ibn ‘Arabi, uno dei più grandi sheikh sufi di tutti i tempi, filosofo, mistico e poeta la cui opera ha influenzato molti intellettuali e mistici tanto in Oriente quanto in Occidente (secondo alcuni studiosi avrebbe influenzato, seppur indirettamente, anche Dante Alighieri e San Giovanni della Croce). In apertura del romanzo, Alwan immagina Ibn ‘Arabi, in eremitaggio su una montagna in Azerbaigian, intento a scrivere la propria autobiografia.

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