Underground è il lavoro maturo di un affermato scrittore che viene in questi anni continuamente riproposto e studiato in Russia, in quanto testo essenziale per la comprensione del cruciale passaggio dall'era sovietica al postcomunismo.

Pubblicato in Vladimir Makanin

Fino a martedì 15 settembre 2015, al Complesso del ‪Vittoriano‬, piazza Venezia, in mostra le opere di ‪YuriKalyuta‬, uno dei più talentuosi pittori contemporanei del mondo accademico russo. L’arte di Yuri Kalyuta coniuga organicamente la tradizione della scuola accademica e le combinazioni violente e contrastanti, che caratterizzano la pittura decorativa, conferendo ai suoi dipinti toni forti e decisi attraverso la pennellata libera e l’uso emozionale del colore...

Pubblicato in Mostre

Irina Vladimirovna, autentico genio di bellezza e d'amore, assoluta e generosa, vive in un'epoca che volge alla fine e che preannuncia profondi cambiamenti.

Pubblicato in Viktor Erofeev

Mosca, 1876: in un parco assolato e pieno di gente, un giovane si spara davanti agli occhi attoniti di una ragazza che poco prima gli aveva rifiutato un bacio. E' solo il primo di una inquietante catena di suicidi assai bizzarri e apparentemente inspiegabili.

Pubblicato in Boris Akunin

Venerdì 16 ottobre 2015 alle ore 20,30 nella Sala S. Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, viale Pietro De Coubertin 30, si esibirà l’Orchestra giovanile italiana diretta da Stanislav Kochanovsky. Il concerto è patrocinato dall’Ambasciata della Federazione Russa in Italia.

Pubblicato in Musica

Russia, anni Sessanta, un'austera donna si divide tra la cura dei figli e la professione di cibernetico. Porta da tre anni i capelli lunghi e decide di tagliarli.

Pubblicato in Irina Grekova

Da molti anni in Russia si combatte una guerra segreta: è quella tra la cultura e il potere. Nel loro paese gli autori delle opere raccolte in questa antologia sono considerati scomodi: accusati spesso di pornografia, di estremismo, di tradimento dello spirito russo, hanno subito pressioni e censure, sono stati al centro di campagne diffamatorie e di condanne che riecheggiano tristemente il destino riservato ad altri scrittori d'eccezione come Solženicyn e Pasternak.

Pubblicato in AA.VV.

Dopo aver studiato e tradotto l’opera di Marina Cvetaeva e Arsenij Tarkovskij, Irina Dvizova ed Emiliano Panconesi hanno compiuto una scelta che offre una immagine partecipe e suggestiva di alcuni temi fondamentali comuni ai due poeti.

Pubblicato in AA.VV.

È con una penna graffiante e provocatoria che Ljudmila Petruševskaja restituisce innanzitutto a sé stessa la memoria di un’infanzia sovietica a cavallo della seconda guerra mondiale. Il filo dei ricordi si snoda in un quadro familiare ricco e stravagante, dove emergono l’affetto bruciante per il bisnonno Tato, tra i primi ad aderire alla causa bolscevica, le vibrazioni nostalgiche per una madre assente e l’ammirazione per nonno Kolja, il celebre linguista che tenne testa a Stalin. La piccola Ljudmila figura tra i tanti sfollati che nel gelo del 1941 lasciano Mosca per Kujbyšev, al riparo dalla linea del fronte. Con la nonna e la zia, la vita nella cittadina è segnata dagli stenti: cibo e cherosene sono razionati, il calore di un cappotto è un sogno.

Pubblicato in Ljudmila Petruševskaja

Mercoledì 13 dicembre 2017 ore 18 alla Casa Internazionale delle Donne, via della Lungara 19, a 100 anni dalla rivoluzione del 1917, verrà proiettato Le Donne di Ryazan di Olga Preobrazhenskaya. Presenta Nadia Pizzuti. Interviene Maria Luisa Boccia. Le donne di Ryazan (Babya Ryazanske) è un film muto del 1927, primo lungometraggio di finzione realizzato da una donna in Urss. E’ un melodramma di ambientazione rurale che si svolge parte prima della rivoluzione del ’17 e parte nei primi anni post-rivoluzionari. Contrappone due figure di giovani donne, Anna, vittima delle tradizioni patriarcali, e Vassilisa, che incarna la ribellione e il cambiamento ed è considerato il primo film femminista sovietico.

Pubblicato in Cinema
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