Venerdì, 22 Marzo 2019 12:28

L’energia della vergogna

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Diventare grandi è difficile. Diventare grandi in un villaggio della provincia russa prima e durante la Seconda guerra mondiale lo è ancora di più. Tra le incongruenze delle imposizioni statali, le purghe staliniane e lo sguardo frettoloso di un mondo adulto preso da problemi incommensurabili, un ragazzino non ha altri strumenti che le proprie emozioni - oltre, naturalmente, al proprio ingegno, ironia e forza di volontà - per crescere e trasformare la debolezza in energia.

Diventare grandi è difficile. Diventare grandi in un villaggio della provincia russa prima e durante la Seconda guerra mondiale lo è ancora di più. Tra le incongruenze delle imposizioni statali, le purghe staliniane e lo sguardo frettoloso di un mondo adulto preso da problemi incommensurabili, un ragazzino non ha altri strumenti che le proprie emozioni - oltre, naturalmente, al proprio ingegno, ironia e forza di volontà - per crescere e trasformare la debolezza in energia. E il protagonista scopre ben presto che una delle emozioni più disprezzate, la vergogna, è in realtà un elisir sorprendente. Fazil' Iskander percorre l'infanzia con arguzia e tenerezza, come se fosse un territorio inesplorato. La sua narrazione è asciutta, precisa, con una qualità fiabesca che rimanda al racconto orale, trasposta in una scrittura piena di suggestioni. Ma non tralascia nulla Iskander, non dimentica mai la satira, la denuncia, la tragedia del totalitarismo vissuto dalla periferia dell'impero sovietico; e quella vita marginale, impregnata di pigre discussioni, diventa assoluta, intima, specchio delle contraddizioni e dell'esistenza di ciascuno.

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Letto 75 volte Ultima modifica il Venerdì, 22 Marzo 2019 12:37
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