Rabindranath Tagore

Uno dei più grandi scrittori della letteratura indiana moderna, poeta, romanziere, educatore e uno dei primi sostenitori dell'indipendenza dell'India.
Nasce a Calcutta nel 1861.
Vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1913, muore nel 1941.

Pubblicato nel 1917, Dono d'amore ("Palataka") è una raccolta di  sessanta poesie che completa il percorso iniziato da Rabindranath Tagore con Petali sulle ceneri ("Pushpanjali"). Scritte e continuamente  rimaneggiate in un lungo periodo tra il 1885 e il 1915, in ricordo dei  grandi affetti perduti ma che sopravvivono nella vita del poeta, queste  liriche contengono, accanto ai temi ricorrenti di tutta la sua opera -  l'amore, il dolore, la solitudine, la natura, l'incontro con Dio, il  significato della vita e della morte - un messaggio che oltrepassa il  tempo: ogni aspetto della vita è dono, bisognerebbe goderne finché lo si  riceve, senza mai perdere di vista la sua gratuità e la gioia che se ne  ricava.

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Il poeta è anche un mistico, un saggio, un veggente: così, quando Tagore parla d'amore, parla di una sintesi suprema di amante e amato, di qualcosa di vicino a Dio, se non a Dio stesso. L'amore è l'esperienza più piena e totale che un individuo possa compiere, perché l'incontro tra gli innamorati è l'unione di sacro e profano, anima e desiderio, spirito e corpo.

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La migliore produzione lirica di Tagore, personalità assai complessa nella quale si fondono la saggezza di una cultura plurimillenaria con la spinta verso la modernità, insignito nel 1913 del Premio Nobel per la letteratura per "la profonda sensibilità, per la freschezza e bellezza dei versi che, con consumata capacità, riesce a rendere nella sua poeticità, espressa attraverso il suo linguaggio inglese, parte della letteratura dell'ovest". La sua migliore produzione lirica è raccolta ne "Il giardiniere", del 1913.

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Tredici racconti in cui sono trattati e analizzati con delicatezza e ironia tutti i grandi temi della poetica di Tagore: atmosfere misteriose e impalpabili, l’amore coniugale, il dramma sociale delle caste, il mondo dei bambini con la sua magia.
Un affresco di temi continuamente variati che ci restituisce l’estrema ricchezza della realtà indiana.

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Neonato è un testo ricco di virile vitalità che riguarda tutto  quanto accade intorno a Tagore nel suo mondo contemporaneo. Scritto  intorno al 1940, tocca temi che sono per noi oggi straordinariamente  attuali: le poesie nascono infatti dall'incontro del poeta con "l'età  nuova", l'avvento cioè di quel "nuovo mondo" che negli ultimi anni della  sua vita gli stava nascendo davanti agli occhi, ed esprimono tutto il  suo curioso interesse e la sua diffidenza per la moderna evoluzione.    - See more at: http://www.romamultietnica.it/it/bibliografie/letteratura-subcontinente-indiano/india/rabindranath-tagore/item/10445-neonato.html#sthash.0S2ZaSSo.dpuf Neonato è un testo ricco di virile vitalità che riguarda tutto  quanto accade intorno a Tagore nel suo mondo contemporaneo. Scritto intorno al 1940, tocca temi che sono per noi oggi straordinariamente  attuali: le poesie nascono infatti dall'incontro del poeta con "l'età  nuova", l'avvento cioè di quel "nuovo mondo" che negli ultimi anni della  sua vita gli stava nascendo davanti agli occhi, ed esprimono tutto il  suo curioso interesse e la sua diffidenza per la moderna evoluzione.

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Raccolta di liriche in cui si fondano mirabilmente lo slancio mistico e la religiosità millenaria della cultura indiana con i valori universali della solidarietà verso i propri simili e del rispetto della natura circostante. L’amata canta la dedizione sconfinata verso il proprio Re e Signore sfiorando i vertici dell’estasi con un linguaggio immaginifico, colmo di languida sensualità e di trepida attesa. I versi raggiungono una raffinatezza e perfezione formale che hanno valso il Nobel a uno dei più celebrati poeti del Novecento.

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Antologia che raccoglie i versi più significativi di Tagore composti sui temi a lui più cari: la vita, la morte, Dio, il dolore, la gioia. Il poeta celebra soprattutto l'amore, con sensibilità tutta orientale: una sintesi di amante e amato, vicina a Dio o identificabile con Dio stesso, un sentimento tormentoso e insieme vitale, che muove energie che investono la realtà intera e il cosmo. Come ha scritto W.B. Yeats, Tagore, al pari della civiltà indiana, ha realizzato la sua pienezza nello scoprire l'anima e nell'abbandonarsi alla sua spontaneità.

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Tra il 1912 e il 1913 Rabindranath Tagore pronunciò per gli studenti di Harvard, rappresentanti ideali dell'Occidente, le otto conferenze basate sugli insegnamenti della sua scuola di Santiniketan qui presentate nella traduzione di Brunilde Neroni dall'originale bengali. Questo libro ha il significato di un incontro: il grande poeta indiano si fa interprete della propria civiltà e della propria cultura, isolando alcuni temi fondamentali ed eterni (l'amore, il lavoro, la bellezza) ed esplorando l'importanza che essi hanno avuto per i due mondi: quello in cui è nato e quello a cui si presenta.

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Tutta l’opera di Rabindranath Tagore è costellata di massime, di riflessioni sulla vita, di rapide intuizioni, di brevi lampi in cui si manifesta un vero e proprio sadhana, un percorso di vita ideale suggerito e guidato da una saggezza di radici profonde; una saggezza che proviene dalle Upanisad, si richiama alle visioni di armonia dei Rsi, i bardi dell’India antica. Questa scelta di massime cerca di ricostruire tale cammino desiderato verso una felicità possibile, in due pertinenti direzioni: la ricerca segreta di un equilibrio interiore, di un’armonia individuale e di tutto ciò che può aiutare a raggiungerla; e la scoperta dell’altro da sé fino all’arrivo a una meta possibile di tutta l’esistenza, la gioia che tutto pervade.

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