Vikram Seth

Nato in India nel 1952, studia a Oxford e a Standford dove si laurea in Economia.
Scrive romanzi, poesie e racconti di viaggio.

Viaggio dallo Xinjiang al Tibet.
Estate 1981. Terminato il corso annuale, Vikram Seth, studente indiano all'Università di Nanchino, decide di tentare un'impresa quasi impossibile per uno straniero in Cina: staccarsi dal gruppo di compagni in gita scolastica e viaggiare da solo.
Il suo obiettivo è ritornare a casa, a Delhi, per la via più bella e difficile: il Tibet.

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Ispirato all’Evgenij Onegin di Puskin, Golden Gate è un vero e proprio romanzo scritto in versi: 590 sonetti in rima che raccontano le vicissitudini di un gruppo di personaggi, tutti intorno ai trent’anni, tutti a modo loro alla ricerca di qualcosa: dell’amicizia, dell’amore, della felicità, del senso stesso della vita.Sullo sfondo di una San Francisco specchio perfetto dei conflitti (morali, religiosi, etnici, nucleari) del mondo globale, Vikram Seth dipinge, a metà degli anni Ottanta, un ritratto sincero e ancora attualissimo dei nostri tempi, che parte dalla dimensione famigliare per conquistarsi un respiro via via sempre più ampio, sino a diventare una profonda e appassionata riflessione sul futuro del nostro pianeta, in grado di toccare tutte le corde dell’animo umano.

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L'amore per la musica, la musica dell'amore. Un incontro casuale su un autobus londinese, una lettera che non avrebbe mai dovuto essere letta, una pianista con un segreto che tocca il cuore della sua musica. E, ancora, la ricerca di un raro quintetto per archi di Beethoven e un violino amato fino all'ossessione, ma mai posseduto. Il romanzo di Vikram Seth è insieme una storia d'amore, intensa e struggente e una meditazione profonda sulla musica (e sull'essere musicisti) e su come la passione per quest'arte possa tramutarsi nel tema dominante e costante di tutta una vita.

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Le due vite narrate sono quelle del prozio dell'autore, Shanti Behari Seth, e di sua moglie Henny Caro. Per alleviare la solitudine in cui precipita Shanti dopo la morte della moglie, avvenuta nel 1989, la madre di Vikram Seth propone al figlio di "intervistarlo", e durante alcuni mesi di conversazioni l'autore prende appunti per scrivere un libro su di lui. Saranno poi le lettere di Henny, scoperte per caso dal padre di Seth in un baule, a far nascere il progetto del libro, un affresco che spazia dall'India d'inizio secolo - quella dell'infanzia di Shanti - fino all'Inghilterra degli anni 70, quelli vissuti da Vikram con gli zii come ospite nella loro casa londinese.

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Siamo a Brahmpur, nell'India settentrionale; è il 1951. La signora Rupa Mehra ha appena benedetto il matrimonio della figlia Savita e già sta pensando all'altra figlia, Lata, e al "buon partito" che sicuramente troverà anche per lei. Ma Lata ha deciso di opporsi all'usanza dei matrimoni concordati: vuole scegliere da sé l'uomo con cui dividere l'esistenza...

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