È nato in una città devastata da una guerra infinita, dove ogni minuto potrebbe essere l’ultimo. Ha respirato – a ogni attentato, a ogni bombardamento – inquietudine e paura. E un giorno, come migliaia di altri giovani dell’Afghanistan, ha deciso di partire. Affidando soldi e speranze a quella rete di mercanti di uomini che assicura ai migranti un illusorio “viaggio tranquillo”.

Pubblicato in Fawad e Raufi

Il 1948 è l'anno della Nabka, la catastrofe che vede l'espulsione di migliaia di persone dalla Palestina e la distruzione di centinaia di villaggi ad opera del nascente Stato di Israele. A distanza di settant'anni, Cecilia Dalla Negra ripercorre le principali tappe del processo di colonizzazione israeliano, fino a giungere agli eventuali attuali segnati dalla Grande Marcia del Ritorno, luogo simbolico in cui la storia della Nabka e la sua attualità si incontrano. Integrando alcune testimonianze dirette, il libro segue il cammino di un popolo che ancora oggi resiste al tentativo di annientamento operato da Israele e alle sue strategie di esproprio e repressione.

Pubblicato in Cecilia Dalla Negra

Dice Svetlana Aleksievič del suo libro: Questo libro non parla di Černobyl’ in quanto tale, ma del suo mondo. Proprio di ciò che conosciamo meno. O quasi per niente. A interessarmi non era l’avvenimento in sé, vale a dire cosa era successo e per colpa di chi, bensì le impressioni, i sentimenti delle persone che hanno toccato con mano l’ignoto. Il mistero. Černobyl’ è un mistero che dobbiamo ancora risolvere... Questa è la ricostruzione non degli avvenimenti, ma dei sentimenti.

Pubblicato in Svetlana Aleksievič

Questo volume ripercorre te vicende dell'Iran partendo dalla rivolta del tabacco del 1890, in occasione della quale i mercanti si allearono con il clero riuscendo a far sentire le proprie ragioni. Un'alleanza, quella tra il bazar e la moschea, che si rivelerà cruciale nel corso del Novecento. Questa edizione presenta un aggiornamento di dieci anni rispetto a quella precedente, pubblicata a fine 2008 e quindi poco prima delle contestate elezioni, segnate da brogli, che videro la rielezione del presidente Ahmadinejad per un secondo mandato.

Pubblicato in Farian Sabahi

Dopo averci fatto ascoltare in Preghiera per Černobyl’ le voci delle vittime del disastro nucleare, Svetlana Aleksievič fa parlare qui i protagonisti di un’altra grande tragedia della storia sovietica: la guerra in Afghanistan tra il 1979 e il 1989. Un milione di ragazzi e ragazze partiti per sostenere la “grande causa internazionalista e patriottica”. Almeno quattordicimila di loro rimpatriati chiusi nelle casse di zinco e sepolti di nascosto, nottetempo, cinquantamila feriti,  mezzo milione di vittime afgane, torture, droga, atrocità, malattie, vergogna, disperazione...

Pubblicato in Svetlana Aleksievič

(Traduzione di Arno Baehr)

Pubblicato in Amos Oz

In una terra dominata dagli uomini, una ragazza viene costretta al matrimonio all'età di quindici anni dai maschi di famiglia. Siamo nella Libia di Gheddafi. Dal matrimonio combinato nasce Suleiman, e la madre da quel momento è soltanto Um Suleiman. Una giovanissima madre lasciata troppo sola dal marito, sempre lontano da casa per misteriosi affari. Nell'estate del 1979 l'equilibrio del mondo di Suleiman riceve un colpo definitivo.

Pubblicato in Hisham Matar

Questa raccolta delle poesie di Anna Achmatova, che uscì in prima edizione nel 1962 e dunque solo quattro anni prima della scomparsa della grande poetessa russa, resta a tutt'oggi la più completa e organica antologia della sua opera poetica in edizione italiana.

Pubblicato in Anna Achmatova

Una donna scrive all’ex marito lontano per chiedere aiuto per sè e per il loro figlio, un ragazzo difficile e ribelle.
Si avvia così una corrispondenza che apre la “scatola nera” dei ricordi e dei risentimenti, delle ragioni e dei silenzi che hanno portato alla catastrofe dei personaggi.

Pubblicato in Amos Oz

"Ci sono volte in cui l'assenza di mio padre mi pesa sul petto come se ci stesse seduto sopra un bambino". Così il narratore di questa storia, Nuri el-Alfi, avvia il suo ricordo, e il bambino lì evocato è anche il se stesso di tanti anni prima, un Nuri quattordicenne lasciato a contemplare l'assenza del padre, Kamal Pasha, quando questi viene strappato al suo letto dalla lunga mano del potere di uno stato mediorientale in cui si riconosce l'Iraq degli anni Settanta, per non farvi mai più ritorno.

Pubblicato in Hisham Matar
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