My Luck, quindicenne soldato igbo, è stato addestrato come sminatore nell’Africa orientale. Al risveglio dopo un’esplosione si ritrova solo, separato dalla sua unità e nel mezzo della foresta, territorio inospitale che però, dopo anni di giungla e guerra, conosce bene. E la mente di My Luck ritorna ai ricordi e alle visioni della violenza di cui è stato attore o testimone. L’addestramento lo ha reso capace di individuare una mina e disinnescarla con un coltello stando in equilibrio su un solo piede, ma ha anche reso necessario recidere le sue corde vocali: urlare in guerra rappresenta un rischio per i compagni.
Pubblicato in Chris Abani

Libertà è un passaporto stretto in pugno che schiude le porte di una nuova vita; è una sciarpa dai colori sgargianti che puoi finalmente indossare senza temere censure; è un ombrello che ti aspetta a braccia aperte sotto la pioggia. Ognuno dei passeggeri sul volo diretto da Dubai a Londra ha una sua verità in proposito, racchiusa in un sogno o in un segreto. E come ogni aereo, anche quello è uno scrigno di storie: distinte e parallele finché una turbolenza, quasi fosse la mano del destino, non arriva a intrecciarle.

Pubblicato in Hanan al-Shaykh

Come dev'essere una festa? Chi mai potrebbe dirlo. Una festa vera non ha uno spazio, sconfina nella vita della gente. Per un fatto stupefacente, creature inoffensive e vulnerabili erano venute da lontano in quel luogo, neppure una fazenda, tra il Fiume e la Serra dei Gerais. E la festa si disperdeva nell'incalzante meraviglia dei loro racconti. Nell'universo mitico di Guimarães Rosa si delinea un altro suggestivo personaggio, Manuelzone, grande protagonista di "Una storia d'amore", quasi sessant'anni, quasi benestante: è lui che ha organizzato la festa ricca di cose e di persone. Manuelzone sapeva di essere arrivato a poggiare su qualcosa di nuovo, che lo faceva sconfinare in mezzo ai sogni della gente, dentro le sterminate storie del sertao, permettendogli la memoria. E la memoria gli aveva portato la fiducia nel meglio.

Pubblicato in João Guimarães Rosa
Nata a Valona (Albania) nel 1972, attualmente vive e lavora a Roma. Dopo aver studiato letteratura a Tirana, ha lavorato nel suo Paese presso testate giornalistiche radiotelevisive e vari quotidiani. Ha soggiornato anche in Svizzera, dove ha vinto il primo premio per la poesia albanese contemporanea (Losanna 1996). Rosso come una sposa (Einaudi, 2008) è il suo primo romanzo, scritto direttamente in italiano.

Scritti d'Africa è un gruppo volontario nato nel 1997 presso la Casa delle Culture di Roma, con l'obiettivo di informare e sensibilizzare il pubblico italiano sulle culture dei diversi paesi africani, in particolare diffondendo una maggiore conoscenza delle loro letterature, sia quelle prodotte nei diversi paesi sia quella scritta direttamente nella nostra lingua da autori che vivono in Italia.

Nei suoi primi anni di attività, dal 1997 al 2001, tutte le iniziative promosse da Scritti d'Africa sono state realizzate con il contributo e presso la sede della Casa delle Culture di Roma e hanno avuto il patrocinio dell'Istituto di Lingue della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma.

Nel maggio 2005, il gruppo ha deciso di costituirsi in un'Associazione, che ha conservato lo stesso nome e confermato nel proprio Statuto le finalità originarie:
"L’Associazione ha come finalità promuovere la conoscenza e la diffusione delle culture africane attraverso le sue letterature, scritte e orali, la filosofia, il teatro e il cinema, con la consapevolezza che solo attraverso il riconoscimento di tale patrimonio culturale possa essere superata l’immagine stereotipata che la maggior parte degli italiani ha del continente africano".

Gli obiettivi dell’Associazione sono:
promuovere la conoscenza e la diffusione delle letterature dei paesi africani in lingua originale e nella traduzione italiana; promuovere la conoscenza e la diffusione della produzione letteraria in italiano degli autori africani che vivono in Italia; svolgere un lavoro di sensibilizzazione presso le librerie, le biblioteche, le associazioni, le scuole, i mezzi di informazione, gli editori con lo scopo di far conoscere tale patrimonio culturale; collaborare con il mondo editoriale interessato alla traduzione e pubblicazione di testi di autori africani; organizzare incontri pubblici (reading, spettacoli teatrali, eventi multimediali) con gli autori africani e/o con i curatori e traduttori di testi; promuovere e organizzare corsi di formazione e aggiornamento per docenti delle scuole primarie e secondarie;
organizzare rassegne e premi letterari; realizzare ricerche nel settore o collaborare ad attività di ricerca con associazioni, istituzioni pubbliche e private e di qualsiasi nazionalità, purché in sintonia con gli obiettivi dell’associazione.

Per informazioni:
tel.06 5894140 - 340 6680437 - 333 4122434
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.scrittidafrica.it

Pubblicato in Letteratura africana

Con uno stile confidenziale, venato d'ironia e di una sottile malinconia, il protagonista, Bento Santiago, racconta al lettore la propria avventura umana segnata, sin dall’adolescenza, dall'amore per Capitu e dalla gelosia, il presunto tradimento di lei con il suo miglior amico, il progressivo rinchiudersi in un'esistenza cupa e isolata dal mondo, popolata di ricordi e di fantasmi.
Una storia tutt’altro che sentimentale, sulla cui versione Machado ci induce a sospettare, facendoci diventare interpreti e giudici di una personalità che cela dentro di sé una forma di delirio.

Pubblicato in Joaquim Machado de Assis

E' il ritratto dell'Iraq durante l'epoca di Saddam Hussein.
Vengono descritti episodi di crudeltà inaudita e di violenta repressione: tutto sotteso a spiegare i motivi che spingono Muhammad al-Hadi, uno dei protagonisti, a voler lasciare la propria patria, emulando così quei gabbiani che volano via al sopraggiungere dell'inverno.

Nella vita e nell'arte la Cvetaeva aspirò sempre, impetuosamente, avidamente, quasi rapacemente, alla finezza e alla perfezione: e nell'inseguirle si spinse molto in avanti, sorpassò tutti. Oltre al poco che ci è noto, essa ha scritto una quantità di cose che da noi sono ancora sconosciute: opere immense, tempestose...

Pubblicato in Marina Cvetaeva

Questo breve romanzo in forma di diario, opera estrema di quello che è a buon titolo considerato uno dei maggiori scrittori brasiliani, può persino sconcertare a una prima lettura per la voluta semplicità dell'andamento narrativo e per l'apparente ingenuità con cui si sofferma su episodi e riflessioni prive di peso. Poi però ci si accorge che, oltre il velo tenue delle situazioni e dei fatti (un'anziana coppia adotta due giovani che non tarderanno a innamorarsi l'uno dell'altra e a partire insieme per l'Europa), lo scrittore disegna un dramma e un contrasto senza tempo.

Pubblicato in Joaquim Machado de Assis

Dona Flor e i suoi due mariti è uno dei capolavori di Jorge Amado: la ricchezza verbale, la perfetta architettura narrativa, lo humour e il contagioso amore per la vita sono quelli dei grandi classici della narrativa sudamericana. Nella moltitudine dei personaggi, nel delicato mormorare delle comari, nelle inquietudini di Flor, inseguita dal desiderio, la miseria e la grandezza degli abitanti di Bahia hanno la loro celebrazione.
Il romanzo ruota attorno alla vedovanza di dona Flor e al suo lutto stretto, vissuto nel ricordo di Vadinho, delle loro ambizioni, del fidanzamento e dello sposalizio. Coglie l’intimità della giovane vedova, il suo riserbo, le sue notti insonni e la sua insoddisfazione.

Pubblicato in Jorge Amado
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