Orhan Kemal

Orhan Kemal è lo pseudonimo dello scrittore turco Mehmet Reşit Öğütçü (Adana 1914 - Sofia 1970). Per le sue attività politiche fu costretto a fuggire in Siria e in Libano; nel 1932, tornato ad Adana, lavorò in fabbrica e a causa delle sue opere di ispirazione marxista fu imprigionato nel carcere di Bursa, dove conobbe Nazim Hikmet. I temi trattati da O. K. riguardano la vita delle classi più umili e degli operai, la lingua utilizzata è semplice e spesso arricchita da espressioni mutuate da altre lingue (curdo, arabo, ecc.), sulla traccia dell'antica arte dei narratori popolari.

Figlio di un funzionario statale politicamente impegnato, con il quale vive un rapporto molto conflittuale, il protagonista di questo romanzo passa da un’infanzia relativamente agiata nella Turchia di inizio Novecento a un’adolescenza segnata dalla miseria più nera durante l’esilio della famiglia in Libano.

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Ventiquattro racconti, ambientati negli anni Quaranta del Novecento, di ciò che nelle vie, nelle piazze, nei cortili, negli occhi, nei corpi il narratore vede e sente succedere: in una attualità aggiornata che mantiene la vivacità e l’indugio, i puntini sospesi del fraseggio dei narratori professionali, re-instaurando fra i personaggi messi all’opera, tirati in ballo e visti agire, il dialogo,reversibile in apostrofe al pubblico, al lettore, a se stessi. È una discesa in campo, nell’arena della drammatica lotta per il pane.

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