Una raccolta di lettere che ci arrivano dal cuore lontano dell'Iran. Il testo è una testimonianza autentica e diretta dove si delinea quella che è la situazione economica, politica, sociale nel Medio Oriente, strettamente legata all'intricato gioco del controllo delle risorse energetiche mondiali.
Il richiamo alle Lettere Persiane di illuministica memoria, non sta solo nel titolo di questo libro di Amir Madami, ma anche nella forma del romanzo epistolare che alla coppia di viaggiatori persiani consentiva di valutare e giudicare con occhio critico la Francia del 1700.

Pubblicato in Amir Madani

Pejman Tadayon è nato a Isfahan nel 1977.
Fin da bambino, ha coltivato la sua predisposizione per la pittura e nel 1987 ha realizzato la sua prima opera, sotto la guida del maestro Ustad Nasr, famoso ad Esfahan per essere stato uno dei primi ad usare la tecnica figurativa realista per ritrarre la natura, usando la tecnica ad olio.
Da allora, Pejman ha lavorato molto sulle proprie capacità, arrivando a ritrarre soggetti sempre più complessi, come le complicate architetture della sua città e a soli 17 anni è diventato maestro di pittura presso la scuola del nonno.
Nel suo percorso, non ha mai abbandonato altri interessi: si è iscritto alla Facoltà di Ingegneria, ha studiato come autodidatta la filosofia e la storia dell’arte.
La passione per la pittura è stata, per un certo periodo, sostituita da quella per la musica, in particolare per la musica tradizionale dell’Iran e per alcuni strumenti persiani, come il setar.
Successivamente, però, la sua ricerca è andata oltre: è riuscito a coniugare queste due espressioni, a mettere in una lo spirito dell’altra.
È quindi tornato a dipingere, a sperimentare nuove tecniche e nuovi materiali; nel 2003 si è trasferito in Italia, si è iscritto all’Accademia di Belle Arti di Firenze, ed ha partecipato a varie mostre collettive.
Dal 2003 vive a Roma, continua a studiare pittura e suona nel gruppo curdo-iraniano Sarawan.

Pejman Tadayon
cel. 339 8120101
www.pejmantadayon.com
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Pubblicato in Artisti iraniani

Questo locale è uno dei rarissimi ristoranti persiani della capitale. Qui è possibile gustare i piatti di questa cucina molto apprezzata dagli italiani, come il riso (polo), carne di pollo (jugé kabab) e agnello (chelo kabab). Organizzano spesso iniziative culturali di musica e poesia persiana, oltre a corsi di lingua. Di giorno si trasforma in una veloce tavola calda self-service.

Il genero iraniano si concede un caffè e la suocera piemontese ne approfitta per prendere la neonata, salire nella cappella al primo piano della clinica e farla battezzare all’insaputa dei genitori. È l’evento che segna la vita di Farian, figlia di uno dei primi matrimoni misti degli anni Sessanta. Dalle sponde del Tanaro alle rive del Mar Caspio, dai monti Elborz alle colline del Monferrato, Farian cammina su un filo teso tra Oriente e Occidente, scoprendosi discendente dal Profeta Maometto secondo la tradizione sciita, sentendosi bollare come «bastarda» dal professore di religione.

Pubblicato in Farian Sabahi
Scultore e pittore iraniano, si è trasferito a Roma nel 1955; qui ha proseguito i suoi studi ed ha iniziato ad esporre le sue opere.
Successivamente è tornato in Iran, dove ha insegnato all’Accademia delle Belle Arti, per poi tornare definitivamente in Italia nel 1985.
Nella sua carriera, ha esposto in numerose mostre, a Teheran e in Italia, ma anche in Germania e negli Stati Uniti.
Inoltre, ha vinto vari premi, fra cui l’ultimo, il premio “Personaggio Europeo 2006", conferitogli dal Comune di Roma.

www.vaziri.it
Pubblicato in Artisti iraniani
Arian è un ristorante di specialità della cucina iraniana. La cucina iraniana di provenienza "mediterranea" è ricca di verdure, legumi, cereali, frutta, erbe aromatiche, olio d'oliva e yogurt; a questi ingredienti si uniscono le carni rosse o bianche e il pesce. Il riso, presente in Persia gia nel VI secolo a.C. è l'elemento basilare del mangiare quotidiano: un riso a chicco lungo e sottile che un particolare metodo di cottura al vapore lo rende estremamente digeribile.

Questo volume ripercorre te vicende dell'Iran partendo dalla rivolta del tabacco del 1890, in occasione della quale i mercanti si allearono con il clero riuscendo a far sentire le proprie ragioni. Un'alleanza, quella tra il bazar e la moschea, che si rivelerà cruciale nel corso del Novecento. Questa edizione presenta un aggiornamento di dieci anni rispetto a quella precedente, pubblicata a fine 2008 e quindi poco prima delle contestate elezioni, segnate da brogli, che videro la rielezione del presidente Ahmadinejad per un secondo mandato.

Pubblicato in Farian Sabahi
Neda Shafiee nasce a Teheran nel 1975 e inizia a studiare disegno e pittura fin dall’età di dodici anni.
Nel 1998 si laurea in Scultura presso l’Università di Teheran, dove studia con illustri artisti iraniani, come Nami Petgar, Victor Yuaf Dorash, Delara Ghahreman, Shahram Seif.
Nel 2002 si trasferisce a Roma e si iscrive l’Accademia di Belle Arti.
Ha collaborato con architetti e interior designer, realizzando statue e bassorilievi, oggi esposti in luoghi pubblici e privati, sia in Italia che in Iran.
Da molti anni conduce inoltre laboratori di scultura e pittura per bambini ed adulti.

cell. 339 8090957
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www.nedashafiee.com
Pubblicato in Artisti iraniani
Nato a Tehran nel 1983,ha frequentato un corso di pittura ed illustrazioni presso l’atelier di Hafez Miraftabi e in seguito ha partecipato a diverse mostre collettive e personali, sia in Iran che in Italia. Ha lavorato anche come scrittore e disegnatore di cartoni animati, vincendo un premio in Iran nel 2005 con il cartone Parvaz di Elham Doosthaghighi. Nel 2010, partecipa all'evento multimediale delle Biblioteche del Comune di Roma, Iran. Sguardi sotterranei, sull'arte e la musica underground di Teheran. Attualmente vive a Roma, dove frequenta il corso di laurea in Grafica multimediale.

cell. 320 9645912
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Pubblicato in Artisti iraniani
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