Letteratura bosniacoerzegovese

In Bosnia raccontare si dice “divaniti”, dalla radice del turco divan - sofà, canapé, ottomana - per alludere a un raccontare disteso, lento, da fare (e ascoltare) in compagnia, come un rito. Chi racconta bene è tenuto in grande considerazione, come una specie di eroe nazionale. Resa famosa da Ivo Andric, premio Nobel per la letteratura nel 1961, entra poi nell'immaginario collettivo per la tragica guerra fratricida del 1992-1995, la Bosnia è per antonomasia, a parere di Scotti, la terra dei narratori.
L'antologia di Scrittori dalla Bosnia presenta per la prima volta insieme, al lettore italiano, le prose di diciannove scrittori del Novecento, alcuni dei quali già apprezzati dal grande pubblico; autori che hanno lasciato un segno profondo nella letteratura bosniaco erzegovese del Novecento. 
 Lo scrittore Izet Sarajlic
Autori: Petar Kocic (1877-1916), Ivo Andric (1892-1974), Borivoje Jevtic (1894-1919) Isak Samokovlja (1899-1955), Zvonimir Subic (1902-1956), Novak Simic (1910-1982), Mesha Selimovc (1910-1982), Skender Kulenovic (1910-1978), Camil Sijaric (1913-1989), Branko Copic (1915-1988), Risto Trifkovic (1924-1992), Vitomir Lukic (1929), Predrag Matvejevic (1932), Nenad Radanovic (1938), Mirko Marianovic (1940), Bozidar Stanisic (1956), Dzevad Karahasan (1966), Miljenko Jergovic (1966), Abdulah Sidran (1944), Izet Sarajlic (1930-2002), Nenad Velickovic (1962).
 
 
Per una bibliografia sulla ex-Jugoslaviawww.victoryproject.net/upload/articoli/1227683096.pdf
 
 
Alcuni scrittori italiani che hanno scritto sulla Bosnia Erzegovina: 

Paolo Rumiz, inviato speciale del “Piccolo” di Trieste ed editorialista de “La Repubblica”. Ha vinto il premio Hemingway nel 1993 per i suoi servizi dalla Bosnia e il Premio Max David nel 1994 come migliore inviato italiano dell’anno. Ha pubblicato, tra l’altro, Danubio. Storie di una nuova Europa (1990), Vento di terra (1994), Maschere per un massacro (1996), La linea dei mirtilli (1993-1997), La cotogna di Istanbul (2010). In una sua intervista ha detto: “Ho bisogno di toni lievi, del suono del flauto solitario in una cripta o in un luogo desertico. Viviamo in un mondo di frastuono e di volgarità... Sembrerà incredibile ma in un luogo che ha espletato il peggio della barbarie di fine secolo, la Bosnia, ho trovato invece la raffinatezza più assoluta nell'espressione di questi sentimenti.”.

Alda Radaelli  si occupava di giornalismo e fotoreportage sul tema dei diritti umani. Ha avuto una lunga dimestichezza con la ex Jugoslavia e l’Albania, da dove nel 1965 ha pubblicato i primi reportage per Il Giorno di Italo Pietra. Ha vissuto dentro la città di Sarajevo dal 1993 al 1997, nel corso e dopo la fine dell’aggressione alla Bosnia. Ha pubblicato Sarajevo, la dimensione del sogno nel 1996. Per Infinito edizioni ha pubblicato Sabur. Racconti d'amore e di massacro (2008). Si è spenta a Milano il 26 gennaio 2012.

Luca Leone, giornalista e scrittore, è nato ad Albano Laziale (Roma). È cofondatore e direttore editoriale della casa editrice Infinito edizioni. Tra i suoi libri: Infanzia negata (Prospettiva edizioni, 2003); Il fantasma in Europa. La Bosnia del dopo Dayton tra decadenza e ipotesi di sviluppo con Stefania Divertito (Il Segno dei Gabrielli, 2004); Anatomia di un fallimento. Centri di permanenza temporanea e assistenza (Sinnos editore, 2004); Srebrenica. I giorni della vergogna (Infinito edizioni, 2005); Il prode Ildebrando e la bella Beotonta (Infinito edizioni, 2005); Sotto il Mattone. L'avventura di cercare casa (Infinito edizioni, 2007); Uomini e belve. Storie dai Sud del mondo (Infinito edizioni, 2008).

Piero Del Giudice, giornalista e scrittore, inviato a Sarajevo durante l'assedio della città, è autore di articoli, libri, saggi, documentari televisivi sulla ex-Iugoslavia (Sarajevo Samizdat edizioni “e” Trieste, 1993; Morire per Sarajevo edizione “e” Trieste, 1994; Sarajevo! edizioni del Gottardo, Lugano; Romanzo balcanico, Aliberti editore, Roma). Del Giudice lo fa a partire da Sarajevo mon amour, il libro-intervista di Jovan Divjak edito di recente in italiano (Infinito edizioni, Roma). Ha voluto e curato le edizioni italiane delle opere di Abdulah Sidran, Filip David e Marko Vesovic. 
 

Nato a Visoko (Bosnia Erzegovina), nel 1956, Bozidar Stanisic  si è laureato alla Facoltà di filosofia all’Università di Sarajevo nel 1978 in lingua e letteratura serbocroata. Fino al 1992 ha vissuto e lavorato a Maglaj (località a nord di Sarajevo), come professore di lingua e letteratura presso il locale liceo. Impegnato in diverse attività di pace e di solidarietà, dopo lo scoppio delle ostilità nel suo Paese ha trovato rifugio in Friuli, a Zugliano, dove si trova attualmente.


Emina Gegic, autrice multimediale originaria della Bosnia Erzegovina, è nata nel 1976 a Gorazde. Si è laureata presso l’Accademia delle Arti Sceniche di Sarajevo. Dal 2006 è guest docent per la sceneggiatura presso il Sae Institute di Milano. Vive in qualità di cittadina planetaria, lavorando per teatro, televisione e cinema. Per Infinito edizioni ha pubblicato il libro in due lingue (italiano e bosniaco) Dida.


Nato nel 1970 a Sarajevo, dove vive, Senadin Musabegovic durante l’assedio della città (1992-1995), ha combattuto nelle file dell’esercito bosniaco e ha cominciato a scrivere saggi, poesie e racconti. Dopo la guerra è arrivato a Siena, in Italia, dove ha finito gli studi presso la locale Facoltà di Lettere e Filosofia. Ha pubblicato nel 1995 il primo libro, Udarci tijela.


Elvira Mujcic è nata in Serbia nel 1980; vissuta a Srebrenica, in Bosnia Erzegovina, fino al 1992, quando ha iniziato il suo girovagare per stabilirsi, infine, a Roma. Laureata in Lingue e letterature straniere, scrittrice e traduttrice letteraria, ha scritto pezzi teatrali, saggi e reportage per diverse riviste italiane.


Nato a Mostar da padre russo e madre croata, oggi Predrag Matvejevic è considerato uno dei massimi intellettuali europei. Ha insegnato letteratura francese all'università di Zagabria. Costretto a fuggire dalla Croazia nel 1991 durante la guerra dei Balcani, è stato prima professore di letterature comparate alla Sorbona di Parigi e poi ordinario di slavistica all'Università la Sapienza di Roma dal 1994 al 2009.