Nella Persia del 1800 Tahirih Qurratu'l-Ayn è diversa da tutte: nata in una famiglia benestante, è cresciuta "come un uomo", libera di studiare e imparare. Bellissima, sensibile e curiosa, scrive poesie e discute di politica, proclama la dignità delle donne. La sua fama di poetessa e ribelle ("strega e puttana" per chi ne ha paura) è ormai diffusa in tutto il Paese quando, accusata di omicidio, fugge, tenendo in scacco la polizia dello Shah come se potesse prevederne le mosse.

Pubblicato in Bahiyyih Nakhjavani

Asiatica è un festival internazionale di cinema asiatico, realizzato dall’Associazione Culturale Mnemosyne, con il sostegno della Direzione Cinema del Ministero dei Beni Culturali e del Comune di Roma e con il patrocinio di Ambasciate e Istituti Culturali di vari paesi asiatici.
Asiatica, giunta alla tredicesima edizione, continua a tenersi ogni anno in ottobre e a sostenere la diffusione della cultura e del cinema asiatici attraverso una selezione di alcune decine di film e documentari, realizzati nei mesi che precedono la manifestazione, in una trentina di paesi del continente asiatico e del mondo arabo: in Afghanistan, Birmania, Cina, Cambogia, Corea, Filippine, Georgia, Giappone, Hong Kong, India, Indonesia, Iran, Israele, Iraq, Kazakhistan, Kirghizistan, Libano, Malesia, Mongolia, Pakistan, Palestina, Singapore, Siria, Sri Lanka, Tagikistan, Thailandia, Turchia, Tibet, Uzbekistan, Vietnam, oltre che in Egitto, Tunisia, Marocco, Algeria, Libia.

c/o Ass. Cult. Mnemosyne
Via Nicolò V, 12/14
tel. 06 39388386 fax 06 39386904
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www.asiaticafilmmediale.it

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In questo laboratorio si effettuano lavori di restauro e conservazione di tappeti, ma anche di manufatti tessili, arazzi e materiali organici.
È gestito da alcuni esperti del settore, fra cui Zahra Azmoun, una giovane restauratrice iraniana.
Zahra si è laureata ad Isfhan in Organizzazione della produzione e manifattura di tappeti, per poi trasferirsi a Roma, dove ha proseguito i suoi studi, dapprima presso l’Istituto Centrale di Restauro e, successivamente, iscrivendosi al corso di laurea in Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti. Si è quindi specializzata nel restauro di tappeti, lavorando in alcuni laboratori, fino ad arrivare ad aprire uno studio privato.
Recentemente, ha collaborato ad alcuni importanti interventi di restauro, fra cui: restauro conservativo del rivestimento tessile degli arredi all’interno del Palazzo Reale di Torino; restauro di due arazzi della collezione "Museo P. Cannonico" di Roma; restauro conservativo e integrativo di nove tappeti della Camera dei Deputati di Roma.

via Vercelli, 19
tel. 06 70304265
Zahra Azmoun cell. 338 3486699
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Chador e tagli punk, feste clandestine e preghiere del venerdì, musica rock e misticismo religioso, poesia sufi e blog su Internet, disoccupazione e voglia di fuggire all'estero. Il 70% della popolazione iraniana ha meno di 30 anni e non ha partecipato alla rivoluzione che ha dato origine alla Repubblica islamica.
È una generazione nata durante la terribile guerra con l'Iraq e cresciuta in un contesto economico e sociale difficile.
Orgogliosi della loro identità culturale e religiosa, ma insofferenti nei confronti di un regime oppressivo, saranno proprio i giovani iraniani a decidere il destino di una nazione, giunta a un punto di non ritorno.
Il ritratto di un Paese unico attraverso le voci dei ragazzi di una gioventù bella e vivace.

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Nove persone sono in viaggio nel deserto fra La Mecca e Medina, a metà del diciannovesimo secolo. Ognuna di loro incontrerà un misterioso oggetto, capace di cambiare l'esistenza di chi lo possiede: una bisaccia, in apparenza assolutamente normale, che contiene pero' qualcosa di così prezioso e potente da poter dispensare morte o gioia, rovina o salvezza. La bisaccia è stata rubata, e nelle ventiquattr'ore successive al furto le vite delle persone che 3ne entrano via via in possesso si intrecciano in modo imprevedibile. Nasce così questa storia circolare ed eterna, che si dipana sulla Via della Seta cinese, tra India e Iran, Costantinopoli e Londra.

Pubblicato in Bahiyyih Nakhjavani
Quest’azienda ha un’esperienza trentennale nel campo dei tappeti, sia moderni che antichi.
Inoltre, grazie al suo personale composto da architetti e arredatori, è in grado di offrire alla clientela un valido servizio di consulenza.
Effettua inoltre servizio di lavaggio e restauro.

lungotevere flaminio, 72
tel. 06 3232780 – 06 3232807
fax 06 3232782
via della giuliana, 21/23
tel. 06 39733815 fax 06 39733230
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www.teatappeti.com

Dal 1979 per la maggior parte degli occidentali l’Iran è sinonimo di fondamentalismo islamico, di terrorismo, di pericolo. Le cronache hanno ridotto la Persia a “problema”, offuscando 2.500 anni di storia.
Molto prima di Khomeini e Ahmadinejad, l’Iran ha dato al mondo Ciro il Grande, Rumi, Avicenna, Hafez e Khayyam e ha scritto un pezzo di storia fondamentale dell’intera umanità. Una storia che ci porta in una terra di bellezze assolute e ingiustizie profonde. Una storia complessa, affascinante e misteriosa. E troppo spesso sottovalutata. Una storia di musulmani sciiti, zoroastriani, cristiani ed ebrei.

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Quest’azienda è attiva a Roma già dal 1950, ed ha accumulato una notevole esperienza nel settore dei tappeti.
La passione del suo fondatore, Keyan Zinouzi, e della sua famiglia, si esprime attraverso la vendita di tappeti di alta selezione, provenienti dall’Iran, ma anche da Pakistan, Cina, Nepal, New York.
Qui è possibile inoltre trovare tessuti e complementi d’arredo.

circ.ne Clodia, 165/a
tel. 06 68136690 fax 06 20382919
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www.zinouzi.com

La crisi in Iran dell’estate 2009 non è solo elettorale. È la crisi di un regime, di un sistema di valori, dei suoi protagonisti.
Esattamente trent’anni dopo la rivoluzione e venti dopo la morte di Khomeini, le diverse forze politiche e sociali dell’Iran sono entrate in rotta di collisione. È perciò sbagliato ridurre la crisi post-elettorale a uno scontro tra potentati politici in cui i cittadini vengono usati come pedine. Le proteste di piazza sono fenomeni autentici e rappresentativi di una società che è cresciuta a una velocità maggiore rispetto alla politica.

Pubblicato in Antonello Sacchetti

Milioni di persone sono rimaste folgorate dalla bellezza sensuale dell’Iran, dai suoi posti, dalla sua gente. “Trans-Iran” è un viaggio oltre le barriere linguistiche, oltre i pregiudizi, oltre i luoghi comuni. Per imparare a conoscere e ad amare un Paese, l’Iran, che non è come ci viene raccontato dai giornali e dalla politica ma molto di più, molto meglio, decisamente molto altro... Dalla letteratura al cinema, dalla poesia alle donne, questo libro vi racconta e spiega che cosa è l’Iran e perché non ne possiamo fare a meno.
“L’Iran non è privo di contraddizioni stridenti e grandi problemi. Ma per chi cerca anche l’‘altro’ Iran, consiglio la lettura di questo libro”. (Anna Vanzan, New York University)

Pubblicato in Antonello Sacchetti
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