Scrittori migranti a Roma
Alessandro Ghebreigziabiher, teatro-terapeuta e narratore, è nato a Napoli nel 1968 da padre eritreo e madre italiana ed attualmente vive a Roma. Dal 1993 è impegnato nell’area educativa e terapeutica, tra scuole e centri sociali, comunità di recupero, centri di salute mentale ed organizzazioni del terzo settore. Lavora dal ’94 con il CE.I.S. e dal 2005 collabora con il Centro culturale Libreria Bibli. Da anni conduce laboratori formativi per docenti, educatori ed animatori a livello nazionale. E' autore di narrativa e di teatro.
Dal 2003 al 2006 ha collaborato con la rivista Carta, di Roma, attraverso testi con attenzione a tematiche sociali. Come narratore orale si ricordano le sue partecipazioni nella rassegna di letteratura orale Evocamondi, organizzata dalla rivista El-Ghibli, nella rassegna Voci afro-italiane, organizzata dal Circolo Gianni Bosio e dal Comune di Roma, in collaborazione con Rialto S. Ambrogio e nell’ambito della quarta edizione del Convegno nazionale “Culture e letterature della migrazione” organizzato dal CIES e dal Comune di Ferrara.
Nel 2005 ha ideato e messo su il Laboratorio interculturale di narrazione teatrale che ha debuttato nel 2006 con la compagnia “I diversi, quasi uguali, ma diversi” nello spettacolo, da lui diretto, “Storie allo specchio”. E’, inoltre, l’ideatore ed il direttore artistico della Rassegna di narrazione orale “Il dono della diversità”.
Tra le sue opere ricordiamo il libro Tramonto (Lapis Edizioni,2002), che ha ricevuto alcuni importanti riconoscimenti e Mondo giovane, (Ed. La Ginestra,2006), una raccolta frutto di numerose pubblicazioni di racconti in riviste letterarie. Sempre nel 2006 esce il romanzo Il poeta, il santo e il navigatore (Ed. Fermento, 2006). Nel 2007 esce un’antologia di storie e giochi dal mondo e dall’Italia, Lo scrigno cosmopolita (Ed. La Ginestra, 2007).
www.alessandroghebreigziabiher.it
Dal 2003 al 2006 ha collaborato con la rivista Carta, di Roma, attraverso testi con attenzione a tematiche sociali. Come narratore orale si ricordano le sue partecipazioni nella rassegna di letteratura orale Evocamondi, organizzata dalla rivista El-Ghibli, nella rassegna Voci afro-italiane, organizzata dal Circolo Gianni Bosio e dal Comune di Roma, in collaborazione con Rialto S. Ambrogio e nell’ambito della quarta edizione del Convegno nazionale “Culture e letterature della migrazione” organizzato dal CIES e dal Comune di Ferrara.
Nel 2005 ha ideato e messo su il Laboratorio interculturale di narrazione teatrale che ha debuttato nel 2006 con la compagnia “I diversi, quasi uguali, ma diversi” nello spettacolo, da lui diretto, “Storie allo specchio”. E’, inoltre, l’ideatore ed il direttore artistico della Rassegna di narrazione orale “Il dono della diversità”.
Tra le sue opere ricordiamo il libro Tramonto (Lapis Edizioni,2002), che ha ricevuto alcuni importanti riconoscimenti e Mondo giovane, (Ed. La Ginestra,2006), una raccolta frutto di numerose pubblicazioni di racconti in riviste letterarie. Sempre nel 2006 esce il romanzo Il poeta, il santo e il navigatore (Ed. Fermento, 2006). Nel 2007 esce un’antologia di storie e giochi dal mondo e dall’Italia, Lo scrigno cosmopolita (Ed. La Ginestra, 2007).
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Chidi Christian Uzoma è nato a Port Harcourt (Nigeria) nel 1964.
Ha studiato all'Istituto Statale d'Arte "A. Frangipane" (Reggio Calabria)e si è laureato in architettura a Roma presso l' Università La Sapienza.
Oltre ad essere architetto è anche poeta e consulente in materia di comunicazioni.
Attualmente abita a Roma, sposato con una ragazza del Mali che gli ha dato un figlio.
Partecipa come giornalista alla pubblicazione di un noto quotidiano della capitale. Ha pubblicato la raccolta di poesie I limoni di Oforula (Quaderni di lavoro ed., 1996) e Stagioni di Oforula (Ed. Fermenti, 2000).
Ha studiato all'Istituto Statale d'Arte "A. Frangipane" (Reggio Calabria)e si è laureato in architettura a Roma presso l' Università La Sapienza.
Oltre ad essere architetto è anche poeta e consulente in materia di comunicazioni.
Attualmente abita a Roma, sposato con una ragazza del Mali che gli ha dato un figlio.
Partecipa come giornalista alla pubblicazione di un noto quotidiano della capitale. Ha pubblicato la raccolta di poesie I limoni di Oforula (Quaderni di lavoro ed., 1996) e Stagioni di Oforula (Ed. Fermenti, 2000).
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Igiaba Scego è nata a Roma nel 1974, da genitori somali, rifugiatisi in Italia dopo il colpo di stato militare di Siad Barre che mise fine alla felice parentesi democratica del paese. È laureata in lingue e letterature straniere all’Università La Sapienza di Roma. Ha collaborato con alcune riviste che si occupano di immigrazione tra cui "Latinoamerica", "Carta" e "Migra".
Nel 2003 ha vinto il premio letterario Eks&tra per scrittori migranti con il racconto "Salsiccia". Il suo interesse per il mondo dell’intercultura non è nato solo per le sue radici somale, ma anche grazie all’incontro con persone illuminate (sia nel mondo accademico sia all’esterno).
Dopo gli studi, infatti, ha collaborato con alcune ONG (anche sul triste fenomeno delle mutilazioni dei genitali femminili) ed ha continuato il suo percorso di studi.
Attualmente vive a Roma dove si divide tra la passione per la scrittura e il lavoro. Ha pubblicato i romanzi "La nomade che amava Alfred Hitchcock" e "Rhoda" (entrambi Sinnos editrice), due racconti nell’antologia "Pecone nere" (Laterza,2006) e ha curato insieme a Ingy Mubiayi il libro "Quando nasci è una roulette.Giovani figli di migranti si raccontano" (TerrediMezzo, 2007).
Nel 2003 ha vinto il premio letterario Eks&tra per scrittori migranti con il racconto "Salsiccia". Il suo interesse per il mondo dell’intercultura non è nato solo per le sue radici somale, ma anche grazie all’incontro con persone illuminate (sia nel mondo accademico sia all’esterno).
Dopo gli studi, infatti, ha collaborato con alcune ONG (anche sul triste fenomeno delle mutilazioni dei genitali femminili) ed ha continuato il suo percorso di studi.
Attualmente vive a Roma dove si divide tra la passione per la scrittura e il lavoro. Ha pubblicato i romanzi "La nomade che amava Alfred Hitchcock" e "Rhoda" (entrambi Sinnos editrice), due racconti nell’antologia "Pecone nere" (Laterza,2006) e ha curato insieme a Ingy Mubiayi il libro "Quando nasci è una roulette.Giovani figli di migranti si raccontano" (TerrediMezzo, 2007).
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Kpan Teagbeu Simplice, nato nel 1952 in Costa d'Avorio, studia fino all'età di 15 anni nel villaggio natale dove apprende i segreti dell'Africa tradizionale da suo padre Téa, capo del villaggio.
Frequenta il liceo classico e moderno di Bouaké e in seguito l'Università di Abidjan, che gli apre le porte dell'Europa.
Laureato in Economia e commercio presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", ha svolto varie attività a favore degli immigrati in Italia, prima come studente, poi come lavoratore.
Ha pubblicato La danza fuori dal cerchio ( Emi,2002)e Il condottiero (Emi, 2003).
Frequenta il liceo classico e moderno di Bouaké e in seguito l'Università di Abidjan, che gli apre le porte dell'Europa.
Laureato in Economia e commercio presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", ha svolto varie attività a favore degli immigrati in Italia, prima come studente, poi come lavoratore.
Ha pubblicato La danza fuori dal cerchio ( Emi,2002)e Il condottiero (Emi, 2003).
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Ndjock Ngana, è nato in Camerun nel 1952 e nel 1973 ha lasciato il suo paese per trasferirsi in Italia. Attualmente vive a Roma. Ha seguito la strada dell’impegno politico, sociale, culturale per la conservazione delle culture africane e per la diffusione delle altre culture. Infatti, nell’89 ha fondato l’associazione Baobab con intellettuali africani e latinoamericani per l’integrazione degli immigrati per la convivenza tra razze, culture, religioni e l’ associazione Kel ‘Lam ("un bel giorno" in lingua basaa).
E’ attualmente consulente per la multietnicità del Comune di Roma e vicepresidente della consulta per l’immigrazione del VI Municipio. E’ membro del gruppo direttivo del Forum Intercultura della Caritas di Roma.
Ma Ndjock Ngana è anche e soprattutto poeta e scrittore. In Italia ha pubblicato le raccolte di poesie "Foglie vive calpestate" ( 1989, Ucsei-Regione Lazio) e "Nhindo-Nero" (Anterem, 1995), in lingua basaa con traduzione in italiano. E’ autore inoltre, di "Il segreto della capanna. Poema. Djimb li lapga. Hiembi" (Lilith Edizioni, 1998), di una raccolta di poesie e racconti "Maeba. Dialoghi con mia figlia" (Ass. Kel 'Lam, 2005), primo libro della collana "Integrazioni interculturali" nata per iniziativa di Kel ‘Lam per rafforzare l’opera di sensibilizzazione portata avanti da anni nelle scuole. Ultimo suo libro pubblicato è "Stress 1: Quel maledetto pezzo di carta" (Kel ‘Lam, 2006), che parla di storie di normale disavventura di un immigrato in Italia, raccontate in chiave tragicomica.
E’ attualmente consulente per la multietnicità del Comune di Roma e vicepresidente della consulta per l’immigrazione del VI Municipio. E’ membro del gruppo direttivo del Forum Intercultura della Caritas di Roma.
Ma Ndjock Ngana è anche e soprattutto poeta e scrittore. In Italia ha pubblicato le raccolte di poesie "Foglie vive calpestate" ( 1989, Ucsei-Regione Lazio) e "Nhindo-Nero" (Anterem, 1995), in lingua basaa con traduzione in italiano. E’ autore inoltre, di "Il segreto della capanna. Poema. Djimb li lapga. Hiembi" (Lilith Edizioni, 1998), di una raccolta di poesie e racconti "Maeba. Dialoghi con mia figlia" (Ass. Kel 'Lam, 2005), primo libro della collana "Integrazioni interculturali" nata per iniziativa di Kel ‘Lam per rafforzare l’opera di sensibilizzazione portata avanti da anni nelle scuole. Ultimo suo libro pubblicato è "Stress 1: Quel maledetto pezzo di carta" (Kel ‘Lam, 2006), che parla di storie di normale disavventura di un immigrato in Italia, raccontate in chiave tragicomica.
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Aminata Fofana nasce in Guinea e trascorre l'infanzia immersa nella vita tribale del suo piccolo villaggio.
La sua vita è segnata profondamente dalla figura del nonno, grande uomo di "ginnah bjè", magia bianca, sciamano della tribú.
Appena adolescente, Aminata lascia con la sua famiglia la vita incontaminata del villaggio e si trasferisce a Kindia, una città alle porte della capitale Conakry, per poi stabilirsi in Europa, dove inizia la sua carriera prima di modella e poi di cantante.
Da anni vive a Roma e "La luna che mi seguiva"(Einaudi, 2006) è il suo primo libro scritto direttamente in italiano, lingua da lei adottata.
www.aminatafofana.com/bio
La sua vita è segnata profondamente dalla figura del nonno, grande uomo di "ginnah bjè", magia bianca, sciamano della tribú.
Appena adolescente, Aminata lascia con la sua famiglia la vita incontaminata del villaggio e si trasferisce a Kindia, una città alle porte della capitale Conakry, per poi stabilirsi in Europa, dove inizia la sua carriera prima di modella e poi di cantante.
Da anni vive a Roma e "La luna che mi seguiva"(Einaudi, 2006) è il suo primo libro scritto direttamente in italiano, lingua da lei adottata.
www.aminatafofana.com/bio
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Elisa Kidané è nata a Segheneiti, in Eritrea, nel 1956.
Dopo aver studiato nel collegio femminile delle suore missionarie Comboniane ad Asmara, nel 1980 è diventata lei stessa missionaria comboniana.
Dopo i primi anni di formazione, ha realizzato il suo ideale missionario ed è partita per l’America Latina.
Dal 1986 al 1993 ha vissuto in Ecuador, Perù e Costa Rica. In seguito è tornata a vivere in Italia, a Verona, dove è stata redattrice della rivista delle suore missionarie Comboniane Raggio. Attualmente vive a Roma. Ha pubblicato le raccolte di poesie Ho visto la speranza danzare e Fotocopia a colori , per la casa editrice veronese Novastampa e l’antologia Orme nel cuore del mondo per le edizioni Studio Iride.
Dopo aver studiato nel collegio femminile delle suore missionarie Comboniane ad Asmara, nel 1980 è diventata lei stessa missionaria comboniana.
Dopo i primi anni di formazione, ha realizzato il suo ideale missionario ed è partita per l’America Latina.
Dal 1986 al 1993 ha vissuto in Ecuador, Perù e Costa Rica. In seguito è tornata a vivere in Italia, a Verona, dove è stata redattrice della rivista delle suore missionarie Comboniane Raggio. Attualmente vive a Roma. Ha pubblicato le raccolte di poesie Ho visto la speranza danzare e Fotocopia a colori , per la casa editrice veronese Novastampa e l’antologia Orme nel cuore del mondo per le edizioni Studio Iride.
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Ingy Mubiayi Kakese è nata al Cairo nel 1972, da madre egiziana e padre congolese. A quattro anni si è trasferita a Roma con la famiglia, dove ha sempre vissuto, salvo brevi periodi.
Si è laureata in Storia della civiltà arabo-islamica all' Università di Roma La Sapienza. Nel corso degli anni ha partecipato a diverse associazioni, operanti prevalentemente nell'ambito dell'immigrazione.
Si è occupata di traduzioni e insegnamento, mentre dal 2000 ha aperto una piccola libreria a Primavalle, dove oltre alla lettura si dedica alla scrittura.
Nel 2004 è stata premiata nell'ambito del concorso letterario di Eks&Tra e alcuni suoi racconti sono stati pubblicati in antologie e riviste letterarie.
Ha pubblicato con L.Wadia, G. Kuruvilla,I. Scego, Pecore nere. Racconti, edito da Laterza 2006 e ha curato con Igiaba Scego il libro "Quando nasci è una roulette. Giovani figli di migranti si raccontano.", edito da TerrediMezzo, 2007.
Si è laureata in Storia della civiltà arabo-islamica all' Università di Roma La Sapienza. Nel corso degli anni ha partecipato a diverse associazioni, operanti prevalentemente nell'ambito dell'immigrazione.
Si è occupata di traduzioni e insegnamento, mentre dal 2000 ha aperto una piccola libreria a Primavalle, dove oltre alla lettura si dedica alla scrittura.
Nel 2004 è stata premiata nell'ambito del concorso letterario di Eks&Tra e alcuni suoi racconti sono stati pubblicati in antologie e riviste letterarie.
Ha pubblicato con L.Wadia, G. Kuruvilla,I. Scego, Pecore nere. Racconti, edito da Laterza 2006 e ha curato con Igiaba Scego il libro "Quando nasci è una roulette. Giovani figli di migranti si raccontano.", edito da TerrediMezzo, 2007.
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Masa Mbatha Opasha ha vinto il primo premio nel 1° concorso letterario per immigrati, chiamato “Io e Roma” e istituito dalla X Commissione del Campidoglio, cantando il suo “amore eterno” per Roma. Tenore e compositore, nato a Durban 45 anni fa e arrivato alla "città eterna" all'età di 28 anni, ha lavorato nel campo artistico immergendosi completamente nella cultura italiana.
Come tanti altri stranieri, che hanno poi deciso di stabilirsi a Roma, Masa Mbatha-Opasha è approdato in Italia per motivi di studio, con una borsa di studio del governo italiano per la lirica.
È specializzato in consulenze linguistiche per attori, doppiatori e cantanti; è scrittore e compositore (autore di testi poetici, letterari e musicali). Ha collaborato con l'ambasciata Sud Africana per raccontare in prima persona la storia del Sud Africa e dell'Apartheid nelle scuole italiane e ha presentato la proposta per il Programma elettorale del nuovo Sud Africa.
Ha inciso il CD "Thank you Lord" (Edizioni Paoline), e pubblicato anche una raccolta di poesie dedicate alle ottantuno vittime di Ustica intitolato "Morti in cielo: Ustica, perché?" (Edizioni Il Ventaglio).
Nel 1998 ha vinto il Premio Internazionale Italiano per gli artisti africani "Beato Angelico per l’Africa". È in preparazione di pubblicazione il libro “L’ottimismo naturale delle cose”, Edizione Nuove Idee.
web.tiscali.it/masa/mbathaopasha.htm
Come tanti altri stranieri, che hanno poi deciso di stabilirsi a Roma, Masa Mbatha-Opasha è approdato in Italia per motivi di studio, con una borsa di studio del governo italiano per la lirica.
È specializzato in consulenze linguistiche per attori, doppiatori e cantanti; è scrittore e compositore (autore di testi poetici, letterari e musicali). Ha collaborato con l'ambasciata Sud Africana per raccontare in prima persona la storia del Sud Africa e dell'Apartheid nelle scuole italiane e ha presentato la proposta per il Programma elettorale del nuovo Sud Africa.
Ha inciso il CD "Thank you Lord" (Edizioni Paoline), e pubblicato anche una raccolta di poesie dedicate alle ottantuno vittime di Ustica intitolato "Morti in cielo: Ustica, perché?" (Edizioni Il Ventaglio).
Nel 1998 ha vinto il Premio Internazionale Italiano per gli artisti africani "Beato Angelico per l’Africa". È in preparazione di pubblicazione il libro “L’ottimismo naturale delle cose”, Edizione Nuove Idee.
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Ribka Sibhatu è nata ad Asmara, in Eritrea, nel 1962. A causa della dittatura è stata costretta a lasciare il suo paese e ad andare a vivere in Etiopia.
In seguito si è trasferita in Francia, ma da alcuni anni si è stabilita a Roma.
Attualmente è ricercatrice in Antropologia culturale presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza ed è esperta di cultura orale eritrea.
Nel 1993 ha pubblicato il testo bilingue Aulò. Canto-poesia dall’Eritrea, con l’introduzione di Tullio De Mauro, presso la casa editrice Sinnos di Roma. Nel 1999 è uscito, presso le Edizioni Interculturali di Roma, il saggio Il cittadino che non c’è, con la prefazione della sociologa Maria Immacolata Macioti.
Alcuni suoi testi sono raccolti nell’antologia Alì e altre storie. Letteratura e immigrazione, edito dalla Rai-Eri.
In seguito si è trasferita in Francia, ma da alcuni anni si è stabilita a Roma.
Attualmente è ricercatrice in Antropologia culturale presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza ed è esperta di cultura orale eritrea.
Nel 1993 ha pubblicato il testo bilingue Aulò. Canto-poesia dall’Eritrea, con l’introduzione di Tullio De Mauro, presso la casa editrice Sinnos di Roma. Nel 1999 è uscito, presso le Edizioni Interculturali di Roma, il saggio Il cittadino che non c’è, con la prefazione della sociologa Maria Immacolata Macioti.
Alcuni suoi testi sono raccolti nell’antologia Alì e altre storie. Letteratura e immigrazione, edito dalla Rai-Eri.
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