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Hu Lanbo è nata a  Pechino ma vive in Italia da 18 anni ed è sposata con un italiano da cui ha avuto due figli. Ha studiato a Parigi per un dottorato in Letteratura francese. Arrivata in Italia, dopo alcuni anni dedicati ad attività di scambio commerciale con la Cina, ha fondato nel 2001 la rivista bilingue cinese-italiano Cina in Italia e nel 2009 il suo primo libro La strada per Roma

Marco Wong nasce a Bologna nel 1963. Attualmente vive a Roma ed è il Presidente onorario di Associna (Associazione dei cinesi di seconda generazione). Il libro di esordio, intitolato Nettare rosso, viene pubblicato nel 2010.

Giornalista e scrittrice laureata in medicina, nonostante l'esperienza del carcere impostale dalle autorità algerine in seguito a un suo articolo sul terrorismo pubblicato nel 1993 e la condanna a morte dal Gruppo Islamico Armato nel 1994, ha scelto di proseguire la strada del giornalismo quando in Algeria è stata autorizzata la stampa indipendente, caso unico nel mondo arabo.
Da dieci anni vive tra Roma e Algeri e collabora con diverse testate arabe e italiane.
Membro della giuria del premio giornalistico multietnico Mustafa Souhir, ha recentemente pubblicato un libro sui pregiudizi degli italiani sull'islam e sulla ricerca di un dialogo aperto, libro che vuole negare la tesi dello scontro di civiltà tra oriente e occidente, Scontro di inciviltà, Sperling & Kupfer, 2005.
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Yousef Wakkas, nato in Siria (A'zaz) nel 1955 e immigrato in Italia nel 1982, ha scontato una condanna in carcere dal 1992 per traffico internazionale di stupefacenti.
Proprio in prigione, nel 1995, ha iniziato a scrivere. Più volte è stato tra i vincitori del premio letterario per scrittori migranti Eks & Tra con i racconti Io marokkino con due kappa (antologia Le voci dell'arcobaleno, Fara Editore, 1995), Una favola a staffetta (antologia Mosaici d'inchiostro, Fara Editore, 1996), Shumadija kvartet (antologia Destini sospesi, Fara Editore, 1998).
Nel 1998 è stato insignito della medaglia al valor culturale dal Presidente della Repubblica.
Ha pubblicato tre raccolte di racconti: Fogli sbarrati. Viaggio surreale e reale tra carcerati migranti, Eks & Tra, 2002, Terra Mobile, Cosmo Iannone Editore, 2004, La talpa nel soffitto, Edizioni dell'Arco, 2005. Il suo ultimo romanzo è L'uomo parlante, Edizioni dell'Arco, 2007.
La sua storia ha ispirato una fiction televisiva realizzata da RaiTre e un documentario prodotto dalla Televisione Svizzera Italiana.
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Salah Methnani è nato in Tunisia, dove si è laureato in Lingue e letterature straniere. Vive in Italia dal 1988 e lavora a Roma come traduttore di libri arabi. È autore, insieme a Mario Fortunato, del romanzo autobiografico Immigrato, Theoria, 1990, diario del suo periodo di clandestinità in Italia, ma soprattutto racconto della sua delusione e importante documento per comprendere il rapporto degli italiani con gli stranieri. Questo è uno dei primi romanzi della letteratura della migrazione in Italia e ha avuto diverse riedizioni, l'ultima della Bompiani nel 2006.
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Thea Laitef è nato nel 1953 a Samarra, Iraq, ed è morto a Roma nel 1994.
Nel suo paese ha pubblicato racconti e poesie sui giornali dell'opposizione e ha collaborato con Al Karmil, mensile di cultura in lingua araba edito a Cipro.
Esule in Italia nel 1978 come profugo politico, è vissuto a lungo a Roma, dove ha lavorato dal 1983 al 1987 come corrispondente del quotidiano del Kuwait Al Watan, occupandosi di letteratura italiana contemporanea.
Ha tradotto in arabo Il sogno di una cosa di Pier Paolo Pasolini, Dialoghi con Leucò e una raccolta di poesie di Cesare Pavese, articoli scelti da Letteratura e vita nazionale di Antonio Gramsci, una scelta di poesie di Salvatore Quasimodo.
In Italia i suoi racconti e poesie sono usciti sulle riviste Versicolori, Tracce, Linea d'ombra, Kùma e nel Quaderno Mediorientale I della collana Cittadini della poesia, Loggia dei Lanzi, 1999.
Ha pubblicato articoli sul quotidiano Il Manifesto e il romanzo Lontano da Bagdad, Sensibili alle foglie, 1994.
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Palestinese, nata nel 1973 ad Haifa, in Israele, giunge a Bologna con un diploma di fisioterapista per seguire un corso di perfezionamento, ma si dedica al giornalismo e inizia a scrivere di politica mediorientale su Carlino, Giorno e Nazione.
Partecipando a una puntata di Diario di guerra, come giornalista e militante del Movimento palestinese per la democrazia e la pace, viene notata dal direttore del Tg de La7 e ottiene un contratto per la rassegna della stampa araba.
Nel 2003 ottiene la conduzione del TgLa7. Collabora anche con Il Messaggero.
Come scrittrice pubblica i romanzi La strada dei fiori di Miral, Rizzoli, 2004, La sposa di Assuan, Rizzoli, 2005 e il saggio Divieto di soggiorno. L'Italia vista con gli occhi dei suoi immigrati, Rizzoli, 2007.
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Nato ad Algeri nel 1970, vive a Roma dal 1995.
Laureato in filosofia all’Università di Algeri e in antropologia culturale alla Sapienza di Roma, prepara una ricerca di dottorato nella stessa università dal titolo Vivere l’Islam in condizione di minoranza. Il caso della prima generazione degli immigrati musulmani arabi in Italia.
In Italia ha pubblicato il suo primo romanzo Le cimici e il pirata, Arlem, 1999, in arabo con traduzione in italiano. In Algeria e in Libano ha invece pubblicato il secondo romanzo, Come farti allattare dalla lupa senza che ti morda, 2003, poi riscritto in italiano e pubblicato con il titolo Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio, E/O, 2006. Con questo romanzo, da cui è stato tratto un film, ha vinto il premio Flaiano per la narrativa 2006 e il premio Racalamare - Leonardo Sciascia 2006.
Amara ha assunto la direzione editoriale della nuova collana Sharq/Gharb, in lingua araba, della casa editrice E/O.

www.amaralakhous.com
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Nato a Teheran nel 1941, ma dal 1960 vive a Roma, dove ha studiato architettura e scienze politiche.
È stato per venti anni fra i quadri dirigenti della sinistra iraniana in esilio e ha partecipato all’opposizione iraniana al passato regime dello scià.
Ha cominciato l’attività giornalistica nel 1980, dopo la rivoluzione islamica, ed è esperto di politica mediorientale per il gruppo L'Espresso-Repubblica. Ha pubblicato saggi sul mondo iraniano e le biografie di Mohammad Mossadegh e dell’ayatollah Khomeini (Ed. Cei, 1974), Documenti di un dirottamento (Ed. Eri, 1988), sul caso dell’Achille Lauro e il romanzo La grande casa di Monirrieh (Feltrinelli, 2004), ambientato in Iran fra gli anni Trenta e il periodo del conflitto con l’Iraq.
Nel suo ultimo libro, L’estate è crudele (Feltrinelli, 2007), racconta la storia di un amore di Parviz e Maryam, nato e finito ai tempi della repressione in Iran.
Nato a Teheran 54 anni fa, da padre iraniano e madre italiana, dopo il diploma si trasferisce in Italia per continuare gli studi presso la facoltà di Scienze politiche all’Università di Perugia. In seguito si iscrive all’Università di Francoforte al corso di specializzazione di Psicologia dei mezzi di comunicazione di massa.
Dal 1977 lavora come giornalista professionista. In questi anni ha collaborato con i maggiori quotidiani e settimanali italiani, europei e nordamericani.
Per 21 anni è stato l’inviato di punta del settimanale spagnolo Tiempo. Attualmente lavora come esperto delle vicende iraniane e mediorientali presso l’agenzia Adnkronos International (Aki) di Roma.
Membro fondatore dell’associazione Iniziativa per la Libertà d’Espressione in Iran, Ahmad Rafat fa parte anche del comitato esecutivo di Information Safety and Freedom.
Traduttore di alcuni libri di Che Guevara in farsi, ha scritto nel 1991 una breve biografia di Saddam Hussein in spagnolo, e nel 1981 ha pubblicato, in diverse lingue, una raccolta delle fatwa emesse dall’Ayatollah Khomeini durante gli anni dell’esilio a Najaf. Ha curato il libro L’ultima primavera. La lotta per la libertà di informazion in Iran (2006), edito da Polistampa, in cui dodici dei più famosi giornalisti iraniani raccontano liberamente le proprie vicissitudini con la repressione e la censura nel proprio Paese.
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