Giorgia DM
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Le note dell’Amoroso di Vivaldi, il profumo della filipendula, una scatola di banane firmata Chiquita. Ecco i primi ricordi di Savelij, della sua infanzia vissuta nel giardino della palazzina dei Morozov. Savelij altro non è che un gatto moscovita che coglie del destino ogni opportunità. Dal giorno in cui il giovane Vitja decide di adottarlo e portarlo a casa con sé, la vita di Savelij si rivoluziona improvvisamente e si riempie di incredibili avventure: passa dal convivere con un pappagallo stonato ad essere assunto alla Galleria d’arte Tret’jakov, dall’accompagnare in bicicletta un fattorino kirghiso nelle consegne a domicilio a dividere la cuccia con un brabantino strabico.

Questa ricerca etnografica condotta da un antropologo iraniano sulla natura non solo fisica ma anche immaginaria dei confini prende le mosse da un'esperienza di migrazione illegale vissuta in prima persona. Così l'auto-narrazione si coniuga alla scrittura etnografica in un'indagine a tutto campo sull'attuale regime delle frontiere e sui concetti chiave di cittadinanza, Stato-nazione, diritti, disuguaglianza. Nell'investigare quel «feticismo dei confini» che contrassegna la nostra epoca, Khosravi si muove nel tempo e nello spazio, mettendo insieme le riflessioni sul tema di autori come Kafka, Benjamin e Arendt con l'analisi dei flussi migratori in atto, o meglio dei suoi protagonisti clandestini, trafficanti di esseri umani compresi.

Un ragazzo di quindici anni si mette in viaggio dalla Costa d’Avorio per raggiungere l’Europa. Il suo nome è Kader Diabate. In questo libro racconta la fuga da casa e l’attraversamento del deserto, l’incarcerazione in Libia e il viaggio nel Mediterraneo, fino all’arrivo in Italia. Ma soprattutto racconta la sua voglia di libertà e la sua ribellione contro l’arroganza e l’ingiustizia degli uomini. Perché la sofferenza vissuta è diventata il carburante per alimentare la sua lotta pacifica, nutrita dalla passione per i libri e la cultura. Oggi Kader ha poco più di vent’anni.

E' disponibile online la sintesi delle linee guida della Carta di Roma in arabo, inglese e francese: uno strumento per conoscere e raccontare le migrazioni in modo accurato e completo. Una sintesi dei quattro principi e del glossario relativo a migranti, rifugiati e richiedenti asilo nella convinzione che seguire fino in fondo queste quattro regole così semplici contribuirà a promuovere buone pratiche giornalistiche nel racconto delle migrazioni. Le Linee guida per l’applicazione della Carta di Roma sono uno strumento pratico per giornalisti, pensato e scritto da giornalisti.

NAIM, Associazione Nazionale di Intermediatori Culturali, nata a febbraio 2020, è un'associazione senza scopo di lucro che riunisce i Mediatori Interculturali di varie regioni d’Italia. L’associazione promuove la cultura dell’integrazione nel mondo di oggi, ormai interconnesso ed interculturale. I membri non sono solo interpreti linguistici, ma esercitano una vera e propria funzione di orientamento culturale nei confronti dei migranti, guidando il loro percorso di integrazione negli ospedali, nelle scuole, nei centri d’accoglienza e, in generale, nella vita del Paese in cui hanno deciso di vivere.

Una coraggiosa esplorazione sulle due sponde del Mare Mediterraneo lungo le rotte dei viaggiatori di ieri e di oggi, di donne, uomini e non di rado bambini che cercano un futuro e trovano una barriera di acciaio e pregiudizio, alla mercè di mercanti di esseri umani, feroci carcerieri e crudeli accordi internazionali, come quello tra Italia e Libia. Sant’Agostino era africano. Oggi che ne sarebbe di lui? Forse respinto in Libia. Oppure disperso in mare. Magari rinchiuso in un centro di espulsione…Tre anni di inchieste, un viaggio tra memoria e attualità che vi farà trattenere il fiato dalla prima all’ultima pagina. Una raccolta di testimonianze e storie che fanno la storia. La nostra storia. E quella di un Mediterraneo sempre più blindato dalla paura dell’altro.

Abu Ahmad, Samir, Umm Ibrahim e Mohannad, in fuga dalla guerra siriana, si sono conosciuti nel campo profughi di Moria, nell’isola greca di Lesbo, dove, con forza, ironia, fatica e umiliazioni, condividono l’obbligata quotidianità del campo in un intreccio di attesa e di disillusione. Oltre che di speranza, al-amal in arabo, come il titolo di questo libro.

Il racconto di un viaggio lungo quella rotta balcanica che dal 2015 rappresenta la principale porta d’ingresso all’Europa e per la quale sono transitate oltre un milione di persone. Un viaggio nel fango dei campi profughi, in mezzo a donne e bambini incatenati dalla burocrazia; tra le reti e i muri che hanno reso di nuovo l’Europa un continente diviso e ostile; tra sogni che s’infrangono contro la dura realtà fatta di respingimenti e di campi di raccolta in Grecia e in Turchia e in qualunque altro Paese non faccia parte dell’Unione europea.

L’ASGI è un’associazione di promozione sociale nata dall’intenzione di condividere la normativa nascente in tema d’immigrazione da un gruppo di avvocati, giuristi e studiosi, che ha, nel tempo, contribuito con suoi documenti all’elaborazione dei testi normativi statali e comunitari in materia di immigrazione, asilo e cittadinanza, promuovendo nel dibattito politico-parlamentare e nell’operato dei pubblici poteri la tutela dei diritti nei confronti degli stranieri. Nel tempo essa è diventata punto di riferimento di associazioni, enti pubblici e privati, oltre che di studenti, praticanti avvocati, assistenti sociali e quanti hanno interesse e necessità di rimanere aggiornati e confrontarsi giornalmente di fronte all’evolversi del fenomeno dell’immigrazione.

NAIM, Associazione Nazionale di Intermediatori Culturali, nata a febbraio 2020, è un'associazione senza scopo di lucro che riunisce i Mediatori Interculturali di varie regioni d’Italia. L’associazione promuove la cultura dell’integrazione nel mondo di oggi, ormai interconnesso ed interculturale. I membri non sono solo interpreti linguistici, ma esercitano una vera e propria funzione di orientamento culturale nei confronti dei migranti, guidando il loro percorso di integrazione negli ospedali, nelle scuole, nei centri d’accoglienza e, in generale, nella vita del Paese in cui hanno deciso di vivere.

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