Scholastique Mukasonga

Scholastique Mukasonga è nata in Ruanda nel 1956. Di etnia tutsi, nel 1973 è stata costretta a fuggire prima in Burundi poi in Francia per sfuggire alle persecuzioni degli hutu. Nel 1992 si è stabilita in Normandia, dove vive tutt’ora, scampando così al genocidio del 1994 in cui hanno perso la vita ventisette membri della sua famiglia, tra cui la madre. Nel 2006 ha pubblicato per Gallimard Inyenzi ou les Cafards, un’autobiografia scritta per sé stessa, «per non dimenticare». Nel 2008, sempre per Gallimard, ha pubblicato un omaggio alla madre Stefania, La femme aux pieds nus, con cui ha vinto il Prix Seligmann, un premio contro il razzismo, l’ingiustizia e l’intolleranza. Il terzo libro, una raccolta di racconti intitolata L’Iguifou: Nouvelles rwandaises, ha segnato il passaggio a una prosa più poetica e venata di umorismo, con cui nel 2010 si è aggiudicata il Prix Renaissance de la Nouvelle e il Prix de l’Académie des Sciences d’Outre-Mer.

Arrivano a bordo di portentose Range Rover, Mercedes e jeep militari, arrivano la domenica pomeriggio, a ottobre, quando la stagione delle piogge sta per cominciare, arrivano al liceo Nostra Signora del Nilo che svetta nel cielo in tutta la sua fierezza, non lontano dalla sorgente del Grande fiume dove si erge la statua della Madonna nera. Ad accoglierle ci sono le suore, la madre superiora, il cappellano, le guardie comunali e il sindaco, e un immancabile stuolo di curiosi. Siamo a Nyaminombe, Ruanda, nei primi anni Settanta, e ad arrivare sono le allieve, figlie di ministri, uomini d’affari e ricchi commercianti – Gloriosa, Frida, Goretti, Godelive, Immaculée e tante altre, le ragazze destinate a diventare un modello per tutte le donne del paese.

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