Caio Fernando Abreu

Nasce nel 1948 a Rio Grande do Sul. Dopo aver abbandonato gli studi, si dedica all’attività di giornalista. Vive vari anni fra Porto Alegre, Rio de Janeiro e San Paolo, oltre a trascorrere lunghi periodi all’estero. Nel 1994 dichiara pubblicamente di aver contratto il virus dell’HIV, malattia che lo porterà alla morte, all’età di 47 anni.
Costruito come un giallo, il romanzo si svolge nell’arco di una settimana ed è una discesa negli inferi delle megalopoli contemporanee dove, come all’interno di un immenso televisore, la vita si mescola a brani musicali, spezzoni di film, personaggi di soap-opera in una danza folle e macabra, a caccia di una possibile catarsi.

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  • Anno 1993
  • Autore Caio Fernando Abreu

Single occupati di giorno nelle attività del terziario avanzato e appollaiati di notte sopra megalopoli nei loro microappartamenti - tra libri, dischi e amori distanti - che restano incerti tra prepararsi un sushi o farla finita, disingannati e stanchi vacanzieri che si incontrano, e si sfiorano nei "loro bungalow a cinque stelle e antenna parabolica", adolescenti che scoprono con fascino e paura la bellezza che li attende, donne di quasi quarant'anni, con la loro "indissimulabile stanchezza", che scoprono il sesso feroce nella notte del venerdì santo.

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