Murid al-Barghuthi

Nato nel 1944 in Palestina, è esule dal 1967: ha vissuto in Ungheria e al Cairo, dove si è laureato e dove tuttora risiede.
Poeta già famosissimo e pubblicato a Beirut, Amman e al Cairo, con questo romanzo ha vinto il prestigioso premio “Mahfuz” per la narrativa (1997).
La storia di una tragica assenza e un coraggioso ritorno.
Dopo trent’anni, Murid al-Barghuthi racconta i ricordi della sua giovinezza a Ramallah, poi il giorno in cui ha dovuto abbandonare tutto, senza sapere che non sarebbe tornato. Come lui, c’è chi ha lasciato la pentola sul fuoco, chi un bambino che dormiva, le distese degli ulivi, i forni d’argilla…
Ma adesso, sul ponte che lo ricongiunge alla sua Terra, le prime immagini della Palestina occupata scorrono davanti agli occhi di un uomo maturo, che finora, in paesi lontani, non ha mai avuto una collocazione precisa: rifugiato, turista, straniero…
Questa è la vita della ghurba, la condizione di chi vive altrove e non si sente mai a casa, nello straordinario racconto di un esilio lontano dai comuni percorsi dell’odio.

Additional Info

  • Anno 2005
  • Autore Murid al-Barghuthi