Giovedì 12 dicembre 2013 alle ore 20 Cipax, via Ostiense 152/B, organizza la serata I colori del mondo. Arti e culture per la pace, un luogo di pace per ascoltare racconti, scambiare esperienze, costruire il futuro arti e culture per la pace. A seguire concerto di musiche orientali e occidentali con il concerto di Vahid Haji Hosseini, artista iraniano, e Coro Iride, diretto dal Maestro Fabrizio Barchi. In collaborazione con Adista, Calcio Sociale, CdB San Paolo, Confronti, Donne per la Dignità, FUCI, Pax Christi.

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Navâ è  il nome di uno dei sette modi principali della musica persiana e in lingua farsi significa “suono”.
Dai sette modi principali, ne derivano altri cinque, che creano nell’esperienza dell’ascolto, ognuno di essi, uno stato d’animo particolare. In farsi tali modi musicali sono chiamati dastgâh.
Come in altri paesi, anche in Iran coesistono importanti tradizioni musicali locali, legate strettamente alle varie etnie che compongono il grande puzzle iraniano (persiani, turchi-azeri, kurdi, armeni, baluci, turkmeni, arabi, ecc). Esiste poi una “musica d’arte“ nazionale, nata nelle corti delle grandi città, che si è sviluppata nel corso dei secoli assimilando nel proprio seno e rielaborando tutti gli influssi “etnici” dell’area d'influenza persiana, arrivando a costituire una vera e propria tradizione classica complessa: il radif.  Il radif a sua volta ha finito per influenzare le musiche locali, arricchendole di nuove sonorità e tecniche esecutive. In questo contesto, a metà strada tra la tradizione classica e quella delle musiche popolari iraniche, si situa il lavoro dell’ensemble Navà, con particolare attenzione al repertorio del tasnif, brevi poemi musicati.

I timbri strumentali, a volte brillanti a volte nasali, le melodie vocali, riccamente fiorite, eseguite all’unisono con gli strumenti o in melismatici contrappunti, le ritmiche spesso asimmetriche conferiscono alla musica di Navà quell’atmosfera tipicamente persiana, unica nel contesto delle musiche orientali. Il canto utilizza la voce indifferentemente sia per produrre fonemi, come fosse uno strumento musicale, sia per veicolare le poesie persiane, usando le tecniche tradizionali (tahrir).

I componenti del gruppo al completo sono:
Pejman Tadayon: târ, setâr, oud, robab, voce
Reza Mohsenipur Samii: târ
Hamid Mohsenipur Samii: tombak
Martina Pelosi: voce
Paolo Modugno: daf, dayereh, dohol
Shideh Fazaee: daf

contatti:
Pejman Tadayon: +39 339 81 20 101 – This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
Martina Pelosi: +39 347 754 91 39 - This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
Paolo Modugno: +39 06 8690 4148 - This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

http://mymondomix.com/pejmantadayon/navaensemble
http://www.myspace.com/navaira

 

Via della Rivoluzione è una strada ma anche il simbolo, legato a un momento storico ben preciso, della tensione verso il cambiamento di una società complessa che vive sospesa nel perenne contrasto tra spinta modernizzatrice e conservazione della tradizione. Con una prosa essenziale e incisiva, l’autore propone una riflessione sconvolgente sulla condizione della società iraniana che appare multiforme e amaramente inerme di fronte alla sopraffazione degli apparati di potere.

Published in Amir Hassan Cheheltan
Gruppo formato perlopiù da elementi italiani, che però abbraccia, con la sua musica, tutta l’area mediterranea e mediorientale.
Mishmash, termine mobile che in varie lingue racchiude diversi significati legati al concetto di “mescolanza”, propone infatti una versione molto originale e affascinante del complesso di suoni che abitano il Mediteranneo, il mondo medio-orientale e i paesi dell’ Est.
Gli spunti principali sono nel repertorio klezmer, la musica delle comunità ebraiche askhenazite, nelle romanze sefardite che abbracciano un territorio dalla Spagna alla Turchia, nei brani tradizionali di musica persiana e medio-orientale, nei brani originali e d’autore ispirati da queste stesse culture musicali, con scelte di arrangiamento e d’esecuzione che ricreano quel sapore “vagabondo” che da sempre caratterizzano questi repertori.
Il quartetto, che si esibisce regolarmente in numerosi festivals nelle principali città italiane e estere, partecipando anche a trasmissioni radiotelevisive, ha pubblicato gli album Delta (2000) e Parvanè (2003).
È composto da: Mohssen Kasirossafar, percussioni persiane; Bruno Zoia, contrabbasso; Marco Valabrega, violino e viola; Domenico Ascione, chitarre.

Mosshen Kasirossafar
tel. 06 5882484 cel. 328 8718746
www.myspace.com/mohssenkasirossafarmusic
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Bruno Zoia
www.brunozoia.com
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www.mishmashensemble.com

Barbad, inizialmente chiamato Masnavì come uno modi della tradizione musicale iraniana classica dei “gushe” dei “dastgah”, già dal 2011 è stato accolto in Italia e in Francia con grande interesse e curiosità da parte del pubblico amante della musica e della danza iraniana.
Del gruppo fanno parte i fratelli Mohssenipour (Reza, Hamid e Navid), Ramin Rahmi, Paolo Modugno, e saltuariamente Pejman Tadayon e Ranà Shieh. Collabora con il danzatore Sharokh Moshkin Ghalam, che vive a Parigi. Nella loro carriera ricordiamo esibizioni con artisti come Said Shanbehzadeh accompagnato dal Shanbehzadeh Ensemble e nell'ambito del prestigioso festival musicale Cori in Coro organizzato a Salerno, dove il gruppo si è confrontato con la sperimentazione della musica popolare del sud Italia eseguita però con i classici strumenti musicali persiani.

Ensemble di musica e danza sufi diretto da Pejman Tadayon, unisce musica, danza e poesia per celebrare alcuni dei più grandi mistici di tutti i tempi: Jalalludin Rumi, Hafez, Omar Khayyam e per diffondere il loro messaggio universale di armonia e pace fra tutte le religioni e le culture, come è tradizione delle confraternite sufi.
Insieme alla musica tradizionale persiana che fa rivivere questo messaggio, suonata con gli strumenti originali come setar, ney, tar , oud, tombak, daf, vengono recitati i poemi dei grandi mistici sufi che più rappresentano la loro ricerca spirituale, mentre l'intervento di danzatori rievoca il Sema dei dervisci rotanti Mevlevi, oltre che l'arte dell'antica danza persiana.

Le moschee islamiche presenti a Roma non sono molto frequentate dalla comunità iraniana. Segnaliamo solo la grande Moschea di Roma e il Centro islamico sciita.

Moschea di Roma
Centro Islamico Culturale d'Italia
Responsabile: Abdullah el Radwan
viale della Moschea, 85
tel. 06 8082167 06 8082258
fax 06 8079515

Centro islamico sciita
Associazione islamica
Presso il centro, 'è a disposizione degli interessati e dei ricercatori una biblioteca multilingue (con testi in italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, arabo, persiano ed urdu).
Inoltre, vengono periodicamente organizzati corsi e lezioni su varie branche dell'Islam e vengono periodicamente realizzate le più importanti cerimonie e celebrazioni religiose islamiche.

Responsabile: Imam Mahdi
via Gualdo Tadino, 17
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Published in Religione persiana
Il sufismo è un movimento religioso sorto attorno al IX secolo nell’ambito del mondo islamico.
Generalmente il sufismo è considerato la dimensione mistica dell’Islam. Si tratta di musulmani che rispettano le regole dell’Islam e si distinguono per l’attenzione che dedicano alla dimensione spirituale della loro vita.
Alcuni ricercatori affermano che il termine sufi derivi dalla parola ahl-suffa, “le persone della panca” riferendosi al gruppo di discepoli che insieme a Mohammad sedevano sulla panca per celebrare e lodare Dio. Altri precisano che sono stati chiamati sufi perché avevano l’abitudine di vestirsi di sûf (lana). Altri hanno concluso che derivi dalla parola safâ che significa purezza di cuore e di azioni.
Inizialmente condannato dalla teologia ufficiale, il sufismo venne riconosciuto a partire dal XII secolo e ancora oggi è molto praticato.
I sufi si caratterizzano, tra l’altro, per il culto dei santi, che possono essere grandi maestri del passato, ma anche personaggi estranei alla loro dottrina, compresi gli imam sciiti. Inoltre, praticano vari metodi di meditazione (tecniche respiratorie, ripetizione del nome o degli attributi di Dio), volti alla conoscenza di se stessi e alla purificazione dell’individuo. Nell’ambito del movimento, che non prevede un sistema dottrinale omogeneo, sono sorte delle confraternite, come quella dei Dervisci Mevlevi (dal persiano, darwish,“mendicante”), alcuni dei quali sono tradizionalmente itineranti, mentre altri vivono in monasteri e si dedicano alla preghiera e all’ascesi. Una loro pratica è la ormai nota danza dei Dervisci rotanti.

Maktab Tarighat Oveyssi Shahmaghsoudi School of Islamic Sufism
Scuola di sufismo
Questa è un’organizzazione didattico-religiosa che ha come fine ultimo l’insegnamento del sufismo.
Fra le attività, le lezioni del maestro Maktab Tarighat Oveyssi Shahamaghsoudi, che vengono trasmesse in diretta sul sito internet della scuola (giovedì alle 20, venerdì alle 19, sabato alle 18 e domenica alle 17) e l’organizzazione di laboratori Tamarkoz, pratica di meditazione sufi.
MTO si muove a livello mondiale su diversi fronti, dalla salute fisica e psicologica, alla formazione scolastica, fino ad arrivare all’editoria.
Presso la sede di Roma, si svolgono, oltre alle lezioni di sufismo, numerose attività culturali, fra cui lezioni di lingua persiana, di musica e di calligrafia. Inoltre, si organizzano serate di lettura di poesia e feste in occasione delle ricorrenze tradizionali come il norouz (capodanno).

via Valle Della Storta n.90/B interno3
tel. 06 30895156 fax 06 30895156

www.mtoshahmaghsoudi.org
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Published in Religione persiana

Tutti i mercoledì alle ore 19,30 presso la Biblioteca Rispoli, in piazza Grazioli, 4 si tengono gli incontri del Bibliopersiano. Circolo di lettura Persepolis a cura dell'associazione italo-iraniana Alefba, conversazioni in lingua farsi su temi di letteratura, attualità, arte adatto a tutti i livelli di conoscenza. Gli incontri si svolgeranno tutti i mercoledì dalle ore 19,30 alle 21.

 

Published in Iran

Tre giovani donne, la cui amicizia è nata nelle aule della facoltà di ingegneria dell’Università di Tehran, si confrontano, sulla soglia dei trent’anni, con scelte importanti dalle quali dipenderà il loro destino futuro.
Leila cerca disperatamente di ritrovare il suo posto nel mondo dopo che ha deciso di non seguire il marito all’estero per proseguire gli studi. Incapace di rassegnarsi alla fine di quello che era stato un grande amore e un matrimonio felice, cerca conforto nel lavoro in un giornale che le mutate condizioni politiche costringeranno di lì a poco a chiudere.

Published in Nasim Marashi
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