Kiran Desai

Nata in India nel 1971, ha studiato anche in Inghilterra e negli Stati Uniti.
Figlia della scrittrice Anita Desai, ha impiegato nove anni per scrivere il suo primo romanzo.

Tutto comincia con un vecchio giudice che vive in una dimora cadente di Kalimpong, alle falde dell'Himalaya orientale, col suo misero cuoco senza neppure un nome, e una cagnetta, Brac, che del giudice sembra l'unico amore. Ma questo terzetto in apparenza dimesso diventa, con l'arrivo della nipote del giudice, Sai, l'epicentro di un terremoto narrativo le cui onde si propagano in ogni direzione e raggiungono ogni latitudine: dalla New York degli anni Ottanta, dove il figlio del cuoco lavora in una sfilza di ristoranti mandando al padre notizie sempre più allarmanti sulla sua avventura americana, alla Cambridge d'anteguerra, dove il giudice ha frequentato l'università, all'Unione Sovietica, in cui si è interrotto il sogno astronautico del padre di Sai.

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Protagonista del romanzo un bambino nato nel momento in cui arriva il monsone dopo un periodo di grande siccità, quindi destinato ad un grande avvenire.
Lo ritroviamo invece a venti anni impiegato in un ufficio postale dove sogna e legge la posta degli altri finchè un giorno decide di andare a vivere su un albero da dove vive dispensa “rivelazioni” all’intero villaggio; secondo Rushdie un libro creativo e di grande immaginazione.

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