Giorgia DM
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Shamim Shamse, affermato professore di letteratura persiana dell’Università di Tehran, si sta affacciando alla soglia dei quarant’anni quando il passato riemerge con prepotenza nella sua vita. Una studentessa polacca, Eliza, si presenta nel suo studio senza preavviso dicendo di essere la figlia di Adri, la ragazza che Shamim aveva amato da giovane e che gli aveva spezzato il cuore con una partenza tanto inspiegabile quanto definitiva. Adesso, ventitré anni dopo, Eliza è arrivata da Varsavia carica di notizie e determinata a far luce sul vissuto di sua madre e della nonna, Barbara, che durante la Seconda guerra mondiale aveva trovato rifugio nella città di Isfahan dopo essere approdata in Iran insieme ad altre migliaia di profughi polacchi reduci dai gulag sovietici.

Venerdì 7 giugno 2019 alle ore 17 in via Alberto Caroncini, 19 l'Istituto per l'Oriente C.A. Nallino invita alla presentazione di L'Islam italiano. Un'indagine tra religione, identità e islamofobia (Meltemi ed.) di Fabrizio Ciocca.

Il Sumal è un paese felice, almeno fino a quando gli uomini della Fratellanza, feroci integralisti islamici, non occupano il nord dello stato. Per la maggior parte della popolazione, non integralista, comincia un incubo fatto di violenza, barbarie, giustizia sommaria e rigido moralismo in osservanza alle norme della sharia. In queste difficili condizioni un ristretto gruppo di intellettuali decide di fare opera di resistenza attraverso un giornale di opposizione che scatena il furore di Abdel Karim, crudele capo della polizia islamica. Ne consegue un’immediata e spietata repressione che fa sorgere dubbi morali al dottor Malamine, al professor Déthié, alla bella informatica Madjigueen Ngoné e agli altri autori del giornale clandestino: qual è l’effettiva utilità della loro azione, se deve portare all’arresto e alla tortura di chiunque legga o detenga una copia del foglio ribelle? Nel frattempo si scatena la caccia ai misteriosi giornalisti condotta da Abdel Karim con una micidiale alternanza di brutalità spiccia e astuzie psicologiche.

Il secondo volume del Quartetto ottomano, l’affresco-capolavoro dello scrittore turco Ahmet Altan, segue le vicissitudini dei personaggi che avevamo conosciuto nel primo volume, Come la ferita di una spada. Ne emerge un affresco impressionante per potenza e vivacità della crisi dell’Impero ottomano all’inizio del ‘900, attraverso le storie intrecciate di personaggi vivissimi alle prese con amori tormentati, intrighi, giochi di potere e rivolte. Questo secondo romanzo si apre subito dopo il tentativo di suicidio di Hikmet Bey, figlio del medico personale del sultano, mentre cerca di dimenticare la donna all’origine della sua tristezza, la sua sposa, la bellissima e superba Mehpare Hanım. Mentre in un ospedale di Salonicco Hikmet ritrova lentamente le forze e la voglia di vivere, le cose cambiano nella capitale ottomana. Il potere del sultano è minacciato, si prepara la rivolta, le strade di Istanbul diventano teatro di ogni violenza.

Biografia romanzata di uno dei padri del sufismo (la corrente mistica dell’Islam), è un romanzo storico, d’avventura, di viaggio e d’amore, che restituisce un’immagine del santo sufi ripulita dall’alone di leggenda: Ibn ‘Arabi uomo in carne e ossa, che si sposa e divorzia, che piange e ride, che viaggia alla ricerca del senso della vita. Il titolo si riferisce proprio a un detto di Muhyi-d-din Ibn ‘Arabi: L’amore è una piccola morte. In questo ambizioso romanzo, Mohamed Hasan Alwan ci conduce in un’epoca lontana, a cavallo tra il XII e il XIII secolo, ricostruendo passo dopo passo e con dovizia di particolari la vita del “sommo maestro” Muhyi-d-din Ibn ‘Arabi, uno dei più grandi sheikh sufi di tutti i tempi, filosofo, mistico e poeta la cui opera ha influenzato molti intellettuali e mistici tanto in Oriente quanto in Occidente (secondo alcuni studiosi avrebbe influenzato, seppur indirettamente, anche Dante Alighieri e San Giovanni della Croce). In apertura del romanzo, Alwan immagina Ibn ‘Arabi, in eremitaggio su una montagna in Azerbaigian, intento a scrivere la propria autobiografia.

Mercoledì 12 giugno 2019 dalle ore 20 presso Casale Garibaldi in via Romolo Balzani, 87 è previsto l'incontro con Blandine Sankara. A seguire la performance di Abou Tourè e il concerto degli Africa Gnawa. cena a cura di Maki Sapori dal mondo. E' necessaria la prenotazione.

Martedì 11 giugno 2019 dalle ore 18 presso il Centro Documentazione Biblioteca Interculturale del Cies in via delle Carine, 4 è previsto lincontro Il giro del mondo del cibo-merce. Da dove viene quello che mangiamo e che impatto ha sull'ambiente?. Lezione aperta con il giornalista e scrittore Stefano Liberti. Dal pomodoro globalizzato coltivato in Cina al suino geneticamente modificato, dai tonni che attraversano mezzo pianeta per finire in una scatoletta alla bresaola della Valtellina che viene dal Brasile, un viaggio a parole e immagini attraverso i meccanismi di funzionamento e i retroscena della grande industria alimentare. Presentazione anche di: èunmacello, campagna di sensibilizzazione del progetto CostruttoridiFuturo, per promuovere un cambiamento positivo e consapevole e scegliere quanta e quale carne mettere in tavola.

Venerdì 21 giugno 2019 alle 19 presso la Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo in via Opita Oppio, 41 è prevista la presentazione del libro Iran, 1979. La rivoluzione, la Repubblica islamica, la guerra con l'Iraq, di Antonello Sacchetti, edito da Infinito edizioni.

Lunedì 10 giugno 2019 dalle ore 19 alle 21 in Via Casilina 607 BAZAR - Taverna Curdo Meticcia invita all'evento Resistenze di Genere. Tra Nigeria e Italia con Francesca De Masi, attivista, sociologa di formazione e socia della Cooperativa sociale Befree, una delle redattrici del rapporto Mondi connessi, che tratta la migrazione femminile dalla Nigeria all’Italia e la sorte delle donne rimpatriate e con Fabrizio Coresi di ActionAid, altro redattore del rapporto, con approfondimenti e materiali video. Dal rapporto emerge che è la violenza di genere il fattore principale che spinge le donne nigeriane a lasciare il proprio Paese per raggiungere l’Italia, diventando vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale e che le recenti modifiche introdotte dal “Decreto sicurezza” (113/2018) hanno determinato un peggioramento delle condizioni di accoglienze, della possibilità di riconoscimento delle vittime di tratta e della loro tutela. Durante la serata Aperitivo Africano a cura di Gnamou, il cuoco di Bazar, a seguire la classica Cena Curdo Meticcia della Taverna di Torpigna. (consigliata prenotazione).

Venerdì 7 giugno 2019 alle ore 19 in via Ostuni, 8 il Teatro Biblioteca Quarticciolo presenta Thioro, un cappuccetto rosso senegalese - Teatro delle Albe. Coprodotto da Accademia Perduta/Romagna Teatri è uno spettacolo nato in Senegal, nuova occasione d’incontro nel solco della feconda relazione del Teatro delle Albe con Diol Kadd e gli attori legati all’indimenticato e indimenticabile Mandiaye N’Diaye. Tratto dalla famosissima fiaba, così celebre che nella sua estrema e feconda diffusione si è radicata in tutte le culture, Thioro, intrecciando lingue, strumenti musicali e immaginari tra Italia e Africa, risulta essere una festa per gli occhi, per le orecchie e per il cuore.

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