Il Museo Nazionale d'Arte Orientale "Giuseppe Tucci" custodisce all’interno di Palazzo Brancaccio i reperti degli scavi delle missioni archeologiche italiane in Iran, Pakistan e Afghanistan, oltre che gli oggetti acquistati in Nepal e Tibet da Giuseppe Tucci (uno fra i massimi orientalisti del Novecento) e collezioni di oggetti di vari periodi provenienti dal vicino ed estremo oriente. Nel corso degli anni il patrimonio del museo si è arricchito grazie agli acquisti effettuati dallo stato, a donazioni da parte di privati ed enti, a scambi con vari paesi asiatici. Il museo ospita, inoltre, alcune esposizioni temporanee.
Attualmente i settori visitabili del museo sono: Vicino e Medio Oriente Antico, Islam, Tibet e Nepal, India e Gandhara, Estremo-Oriente (Cina e Giappone).
Settore Tibet – Nepal: il nucleo principale della raccolta è costituito da una vasta gamma di oggetti, tra cui si segnalano i dipinti arrotolabili su stoffa (Thang.Ka), le statue in lega metallica e lignee e le cretule votive (Sa.Tsa.Tsa), che fanno di questa una fra le più importanti collezioni d’arte tibetana del mondo, sia per la qualità tecnica che per la varietà del repertorio iconografico. La maggior parte degli oggetti fu raccolta da Giuseppe Tucci durante le sue esplorazioni, la cui documentazione fotografica è depositata presso l'Archivio fotografico.
Pochi ma significativi esempi dei dipinti su rotolo sono esposti al momento. I criteri in base ai quali si è giunti alla scelta sono l’appartenenza a cicli liturgici particolarmente importanti, e le opere che riassumono graficamente concetti religiosi estremanente complessi: ad esempio il bhavacakra, schema cosmologico che illustra i sei mondi della rinascita (inferni, spiriti famelici, animali, uomini, titani, divinità mondane), e il mandala, lo ‘psicocosmogramma’ (Tucci) che illustra i rapporti tra il microcosmo e l’universo.
Ogni domenica il museo offre al pubblico la visita guidata gratuita.
Orario: mart-merc-ven ore 9-14; giov-sab-dom e festivi ore 9-19.30
chiuso: lunedì
Biglietteria: biglietto intero: euro 6; ridotto: euro 3.
Ingresso libero per i minori di anni 18 e maggiori di anni 65, per gli studenti di Conservazione dei Beni Culturali, Architettura e Lettere (indirizzo storico-artistico e archeologico).
Ingresso e servizi per i portatori di handicap.
via Merulana, 248
tel. 06 46974832 - 06 46974831 fax 06 46974837
direzione: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it
servizio didattico: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it
www.museorientale.it
Settore Tibet – Nepal: il nucleo principale della raccolta è costituito da una vasta gamma di oggetti, tra cui si segnalano i dipinti arrotolabili su stoffa (Thang.Ka), le statue in lega metallica e lignee e le cretule votive (Sa.Tsa.Tsa), che fanno di questa una fra le più importanti collezioni d’arte tibetana del mondo, sia per la qualità tecnica che per la varietà del repertorio iconografico. La maggior parte degli oggetti fu raccolta da Giuseppe Tucci durante le sue esplorazioni, la cui documentazione fotografica è depositata presso l'Archivio fotografico.
Pochi ma significativi esempi dei dipinti su rotolo sono esposti al momento. I criteri in base ai quali si è giunti alla scelta sono l’appartenenza a cicli liturgici particolarmente importanti, e le opere che riassumono graficamente concetti religiosi estremanente complessi: ad esempio il bhavacakra, schema cosmologico che illustra i sei mondi della rinascita (inferni, spiriti famelici, animali, uomini, titani, divinità mondane), e il mandala, lo ‘psicocosmogramma’ (Tucci) che illustra i rapporti tra il microcosmo e l’universo.
Ogni domenica il museo offre al pubblico la visita guidata gratuita.
Orario: mart-merc-ven ore 9-14; giov-sab-dom e festivi ore 9-19.30
chiuso: lunedì
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Ingresso libero per i minori di anni 18 e maggiori di anni 65, per gli studenti di Conservazione dei Beni Culturali, Architettura e Lettere (indirizzo storico-artistico e archeologico).
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Il Museo Nazionale d'Arte Orientale "Giuseppe Tucci" custodisce all’interno di Palazzo Brancaccio i reperti degli scavi delle missioni archeologiche italiane in Iran, Pakistan e Afghanistan, oltre che gli oggetti acquistati in Nepal e Tibet da Giuseppe Tucci (uno fra i massimi orientalisti del Novecento) e collezioni di oggetti di vari periodi provenienti dal vicino ed estremo oriente. Nel corso degli anni il patrimonio del museo si è arricchito grazie agli acquisti effettuati dallo stato, a donazioni da parte di privati ed enti, a scambi con vari paesi asiatici. Il museo ospita, inoltre, alcune esposizioni temporanee.
Attualmente i settori visitabili del museo sono: Vicino e Medio Oriente Antico, Islam, Tibet e Nepal, India e Gandhara, Estremo-Oriente (Cina e Giappone).
Ogni domenica il museo offre al pubblico la visita guidata gratuita.
Orario: mart-merc-ven ore 9-14; giov-sab-dom e festivi ore 9-19.30
chiuso: lunedì
Biglietteria: biglietto intero: euro 6; ridotto: euro 3.
Ingresso libero per i minori di anni 18 e maggiori di anni 65, per gli studenti di Conservazione dei Beni Culturali, Architettura e Lettere (indirizzo storico-artistico e archeologico).
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Il Museo Nazionale d'Arte Orientale "Giuseppe Tucci" custodisce all’interno di Palazzo Brancaccio i reperti degli scavi delle missioni archeologiche italiane in Iran, Pakistan e Afghanistan, oltre che gli oggetti acquistati in Nepal e Tibet da Giuseppe Tucci (uno fra i massimi orientalisti del Novecento) e collezioni di oggetti di vari periodi provenienti dal vicino ed estremo oriente. Nel corso degli anni il patrimonio del museo si è arricchito grazie agli acquisti effettuati dallo stato, a donazioni da parte di privati ed enti, a scambi con vari paesi asiatici. Il museo ospita, inoltre, alcune esposizioni temporanee.
Attualmente i settori visitabili del museo sono: Vicino e Medio Oriente Antico, Islam, Tibet e Nepal, India e Gandhara, Estremo-Oriente (Cina e Giappone).
Settore India: la collezione comprende sculture di varie epoche storiche, provenienti da diverse aree del subcontinente indiano. Tra queste ricordiamo alcune opere della regione di Mathura, di periodo Kushana e Gupta, come il frammento di immagine del Buddha in arenaria rossa di Sikri, e le sculture di periodo Hindu-Shahi (VIII-IX sec.), tra cui il famoso “Marmo Scorretti” che raffigura la dea Durga nell'atto di sottomettere il demone bufalo.
Particolarmente significative sono le tre stele in pietra scura di periodo Pala (VIII-XII sec.) dell'India orientale, con le raffigurazioni di Shiva e Parvati, di Vishnu e del Bodhisattva Avalokiteshvara, ed i rilievi dell'India centro-settentrionale, databili al X secolo circa, ispirati dal culto del dio Visnu. Altrettanto interessante è il gruppo di bronzi provenienti dall'India meridionale, tra cui merita di essere menzionata l'immagine di Shiva Nataraja (X sec.), uno dei più antichi esemplari di questo genere di epoca Cola (IX-XIII sec.).
Settore Gandhara: l’arte del Gandhara è un particolare fenomeno figurativo caratterizzato dalla compresenza di influssi classici (ellenistico-romani), indiani, iranici e centroasiatici, sviluppatosi tra il I e il IV-V secolo d. C. nelle aree dell’antico Nord-Ovest indiano, un territorio di frontiera fra mondi diversissimi, corrispondente all’attuale Pakistan e a parte dell’Afghanistan. Questo settore del Museo è uno dei più strettamente legati all’attività archeologica promossa da Giuseppe Tucci come presidente dell’IsIAO, (Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente) nella valle dello Swat (Pakistan settentrionale) e in particolare nelle aree sacre di Butkara, Saidu Sharif e Panr. Secondo quanto definito nell’accordo siglato con il Governo del Pakistan, una parte dei reperti rinvenuti dalla Missione Archeologica Italiana in questi siti venne assegnata all’Italia.
Questa sezione contiene senza dubbio una delle più importanti raccolte di arte gandharica al di fuori del sub-continente indiano e presenta dunque un valore storico ed archeologico eccezionale.
Ogni domenica il museo offre al pubblico la visita guidata gratuita.
Orario: mart-merc-ven ore 9-14; giov-sab-dom e festivi ore 9-19.30
chiuso: lunedì
Biglietteria: biglietto intero: euro 6; ridotto: euro 3.
Ingresso libero per i minori di anni 18 e maggiori di anni 65, per gli studenti di Conservazione dei Beni Culturali, Architettura e Lettere (indirizzo storico-artistico e archeologico).
Ingresso e servizi per i portatori di handicap.
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Settore India: la collezione comprende sculture di varie epoche storiche, provenienti da diverse aree del subcontinente indiano. Tra queste ricordiamo alcune opere della regione di Mathura, di periodo Kushana e Gupta, come il frammento di immagine del Buddha in arenaria rossa di Sikri, e le sculture di periodo Hindu-Shahi (VIII-IX sec.), tra cui il famoso “Marmo Scorretti” che raffigura la dea Durga nell'atto di sottomettere il demone bufalo.
Particolarmente significative sono le tre stele in pietra scura di periodo Pala (VIII-XII sec.) dell'India orientale, con le raffigurazioni di Shiva e Parvati, di Vishnu e del Bodhisattva Avalokiteshvara, ed i rilievi dell'India centro-settentrionale, databili al X secolo circa, ispirati dal culto del dio Visnu. Altrettanto interessante è il gruppo di bronzi provenienti dall'India meridionale, tra cui merita di essere menzionata l'immagine di Shiva Nataraja (X sec.), uno dei più antichi esemplari di questo genere di epoca Cola (IX-XIII sec.).
Settore Gandhara: l’arte del Gandhara è un particolare fenomeno figurativo caratterizzato dalla compresenza di influssi classici (ellenistico-romani), indiani, iranici e centroasiatici, sviluppatosi tra il I e il IV-V secolo d. C. nelle aree dell’antico Nord-Ovest indiano, un territorio di frontiera fra mondi diversissimi, corrispondente all’attuale Pakistan e a parte dell’Afghanistan. Questo settore del Museo è uno dei più strettamente legati all’attività archeologica promossa da Giuseppe Tucci come presidente dell’IsIAO, (Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente) nella valle dello Swat (Pakistan settentrionale) e in particolare nelle aree sacre di Butkara, Saidu Sharif e Panr. Secondo quanto definito nell’accordo siglato con il Governo del Pakistan, una parte dei reperti rinvenuti dalla Missione Archeologica Italiana in questi siti venne assegnata all’Italia.
Questa sezione contiene senza dubbio una delle più importanti raccolte di arte gandharica al di fuori del sub-continente indiano e presenta dunque un valore storico ed archeologico eccezionale.
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Orario: mart-merc-ven ore 9-14; giov-sab-dom e festivi ore 9-19.30
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Il Museo Barracco è formato da una
prestigiosa collezione di sculture antiche
(arte assira, egizia, cipriota, fenicia,
etrusca, greca, romana) che Giovanni
Barracco, ricco gentiluomo calabrese,
donò al Comune di Roma nel 1904.
L'arte egizia è rappresentata in tutto il
suo percorso storico dalle più antiche
dinastie (3.000 a.C.) all'epoca romana.
Dalla Mesopotamia provengono i
preziosi rilievi assiri, ornamento parietale
dei palazzi di Assurbanipal a Ninive e
Sennacherib a Nimrud del VII e VI sec a.C..
orario: dal martedì alla domenica ore 9-19; 24 e 31 dicembre 9-14
chiuso: lunedì
biglietto intero: euro 3, ridotto: euro 1,50
per informazioni e prenotazioni:
tel 06 0608 tutti i giorni ore 9-22.30
prenotazioni online: www.pierreci.it/do/show/ticket/0000000235
corso Vittorio Emanuele, 166/a
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www.museobarracco.it
orario: dal martedì alla domenica ore 9-19; 24 e 31 dicembre 9-14
chiuso: lunedì
biglietto intero: euro 3, ridotto: euro 1,50
per informazioni e prenotazioni:
tel 06 0608 tutti i giorni ore 9-22.30
prenotazioni online: www.pierreci.it/do/show/ticket/0000000235
corso Vittorio Emanuele, 166/a
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Il Museo Nazionale d'Arte Orientale "Giuseppe Tucci" custodisce all’interno di Palazzo Brancaccio i reperti degli scavi delle missioni archeologiche italiane in Iran, Pakistan e Afghanistan, oltre che gli oggetti acquistati in Nepal e Tibet da Giuseppe Tucci (uno fra i massimi orientalisti del Novecento) e collezioni di oggetti di vari periodi provenienti dal vicino ed estremo oriente. Nel corso degli anni il patrimonio del museo si è arricchito grazie agli acquisti effettuati dallo stato, a donazioni da parte di privati ed enti, a scambi con vari paesi asiatici.
Attualmente i settori visitabili del museo sono: Vicino e Medio Oriente Antico, Islam, Tibet e Nepal, India e Gandhara, Estremo-Oriente.
Il settore Islam comprende una ricca collezione di oggetti provenienti sia da scavi archeologici, sia da acquisti sul mercato antiquario, ed appartengono alla produzione di diversi paesi quali Turchia, Iraq, Iran, Afghanistan, Asia centrale, India nonché Egitto e Spagna. Cronologicamente il materiale ricopre un lungo periodo che va dall’VIII all’inizio del XIX secolo. Gli oggetti della raccolta (oltre 2.000 esemplari) afferiscono a diversi classi di produzione, quali ceramica, metallistica, miniatura, numismatica, gioielleria, arte tessile, e sono realizzati in vari materiali e tecniche.
Ogni domenica il museo, che ospita anche alcune esposizioni temporanee, offre al pubblico la visita guidata gratuita.
Orario: lun, mer, ven e sab dalle 8.30 alle 14; mar, giov, dom e festivi dalle 8.30 alle 19.30
chiuso: I e III lunedì del mese
come raggiungere il museo: autobus 16, 714; metro A (Vittorio), Metro B (Cavour)
Biglietteria: tel. 06 4874415 / 06 4875077 fax 06 4870624
Ingresso libero per i cittadini italiani e dell’Unione Europea minori di anni 18 e maggiori di anni 65, per gli studenti di Conservazione dei Beni Culturali, Architettura e Lettere (indirizzo storico-artistico e archeologico).
Biglietto intero: euro 4, ridotto: euro 2.
Ingresso e servizi per i portatori di handicap.
via Merulana, 248 (Esquilino)
tel. 06 46974801-02-03
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Attualmente i settori visitabili del museo sono: Vicino e Medio Oriente Antico, Islam, Tibet e Nepal, India e Gandhara, Estremo-Oriente.
Il settore Islam comprende una ricca collezione di oggetti provenienti sia da scavi archeologici, sia da acquisti sul mercato antiquario, ed appartengono alla produzione di diversi paesi quali Turchia, Iraq, Iran, Afghanistan, Asia centrale, India nonché Egitto e Spagna. Cronologicamente il materiale ricopre un lungo periodo che va dall’VIII all’inizio del XIX secolo. Gli oggetti della raccolta (oltre 2.000 esemplari) afferiscono a diversi classi di produzione, quali ceramica, metallistica, miniatura, numismatica, gioielleria, arte tessile, e sono realizzati in vari materiali e tecniche.
Ogni domenica il museo, che ospita anche alcune esposizioni temporanee, offre al pubblico la visita guidata gratuita.
Orario: lun, mer, ven e sab dalle 8.30 alle 14; mar, giov, dom e festivi dalle 8.30 alle 19.30
chiuso: I e III lunedì del mese
come raggiungere il museo: autobus 16, 714; metro A (Vittorio), Metro B (Cavour)
Biglietteria: tel. 06 4874415 / 06 4875077 fax 06 4870624
Ingresso libero per i cittadini italiani e dell’Unione Europea minori di anni 18 e maggiori di anni 65, per gli studenti di Conservazione dei Beni Culturali, Architettura e Lettere (indirizzo storico-artistico e archeologico).
Biglietto intero: euro 4, ridotto: euro 2.
Ingresso e servizi per i portatori di handicap.
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Musei
Jaber è un artista che vive in Italia da quasi trent’anni. Impegnato nella ricerca sulla nuova pittura, nella sua lunga carriera artistica ha realizzato mostre in Italia, in Europa e nel mondo arabo.
L’atelier di Jaber è aperto a tutti gli appassionati d’arte.
L’atelier di Jaber è aperto a tutti gli appassionati d’arte.
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Artisti arabi
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Artisti arabi
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Artisti arabi
Nato a Tehran nel 1983,ha frequentato un corso di pittura ed illustrazioni presso l’atelier di Hafez Miraftabi e in seguito ha partecipato a diverse mostre collettive e personali, sia in Iran che in Italia. Ha lavorato anche come scrittore e disegnatore di cartoni animati, vincendo un premio in Iran nel 2005 con il cartone Parvaz di Elham Doosthaghighi.
Attualmente vive a Roma, dove frequenta il corso di laurea in Grafica multimediale.
cell. 320 9645912
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Artisti iraniani
Giovane artista di Teheran, vive a Roma dal 2001.
Fereshteh Rezaeifar ha studiato arte con importanti maestri persiani, per poi specializzarsi nella miniatura, negargaré in farsi, un’arte molto antica, che tradizionalmente serviva per illustrare una poesia o una storia d’amore, ma anche scene di caccia o momenti di guerra.
Impartisce lezioni di miniatura.
cell. 347 7767482
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Fereshteh Rezaeifar ha studiato arte con importanti maestri persiani, per poi specializzarsi nella miniatura, negargaré in farsi, un’arte molto antica, che tradizionalmente serviva per illustrare una poesia o una storia d’amore, ma anche scene di caccia o momenti di guerra.
Impartisce lezioni di miniatura.
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Artisti iraniani








