Racconti in cui si narra di frutti fatati, maghi metropolitani, angeli pasticcioni, lepri dorate e zie un po' streghe.
Una sorpresa straordinaria per chiunque voglia offrire ai bambini di oggi la possibilità di leggere un libro ammaliante e sottilmente ironico, che guarda alla fiaba e tuttavia dichiara la propria appartenenza al territorio della grande letteratura.

Published in Silvina Ocampo

Una donna si sporge dalla balaustra di un transatlantico in navigazione sull’Atlantico per recuperare una spilla che è rimasta impagliata alla sua sciarpa e cade accidentalmente in mare aperto. Mentre vede la poppa della nave che si allontana fa una promessa a Santa Rita, la santa protrettrice della causa impossibili: se riesce a salvarsi scriverà la storia della sua vita.

Published in Silvina Ocampo

È impossibile, leggendo i racconti di Silvina Ocampo, non concordare con Borges che li definiva di una "innocente crudeltà" soprattutto quando riguardano l'infanzia, tema prediletto dall'autrice che lo coniugava alla morte, a un sotterraneo erotismo, a un umorismo lieve e sinistro e al repertorio di tabù, paure, segreti e sospetti racchiusi nel cerchio in apparenza protettivo della famiglia.

Published in Silvina Ocampo

Non ha nome, luogo d’origine, famiglia di appartenenza. Sappiamo che ha studiato veterinaria e che lavora, con scarso entusiasmo, in un negozio di animali. Da poco tempo ha conosciuto una ragazza che invece un nome ce l’ha (Aída) e, apparentemente, una vita movimentata da impegni. Si è trasferita a casa di lei, per una scelta quasi casuale, in cui il sesso è più una forma di vicinanza e di conforto. Senonché (ed è questo l’evento che dovrebbe, almeno in teoria, far virare il racconto) Aída scompare e, contemporaneamente, la nostra protagonista assiste al suicidio di una persona che si getta nel fiume dal ponte de La Boca (una donna? giovane? Aída?)

Published in Iosi Havilio

Nella provincia argentina di Misiones, ai confini con il Paraguay e il Brasile, tre tardo-adolescenti si ritirano in una estancia a ridosso della foresta per una vacanza che si trasformerà in un grottesco rito di passaggio all’età adulta. Storditi dal caldo asfissiante della selva e da una zuppa psichedelica fatta in casa, i ragazzi affrontano un paesaggio minaccioso, che nasconde serpenti annidati ovunque (uno dei tre è affetto da ofidiofobia e si documenta ossessivamente sulle varie specie).

Published in Daniel Krupa

In Scritto sulla tua terra il giovane autore racconta la scomparsa del padre Héctor Libertella (1945-2006), figura di spicco nel panorama delle lettere argentine, nonché uomo sopra le righe e immolato all’alcolismo: ma se nel racconto del lutto, mai enfatico, mai accanito, Mauro cerca innanzitutto una riconciliazione affettiva, per lui è altrettanto importante ricollocare se stesso in un’ipotetica genealogia letteraria. Si chiede infatti Mauro: è possibile diventare scrittori quando il nostro cognome appartiene già a uno autore consacrato? Una narrazione dura, onesta, talvolta soffocante, ma al contempo mai deprimente in cui l'autore racconta gli ultimi giorni di questo grande padre.

Published in Mauro Libertella

Armando, un rinomato psicologo di San Paolo, è alla fine di una lunga e illustre carriera. Sebbene restio, accetta di seguire un ultimo paziente: Sergio, il figlio adolescente di un facoltoso imprenditore brasiliano. Sergio è inquieto e i suoi genitori sono preoccupati. Eppure dopo poche sedute il ragazzo decide di interrompere bruscamente la terapia, in seguito a un viaggio a New York: dice infatti di aver trovato la strada per essere felice e di volerla perseguire da solo.

Published in Alexandre Vidal Porto

Nei brevi e fulminanti bozzetti che formano Bestiario – dettati a braccio nel corso di una settimana a un giovanissimo José Emilio Pacheco – Arreola concentra tutta l’ironia e la sagacia della sua poetica. L’autore si mette parodicamente nei panni di un naturalista e caratterizza i vari animali riflettendo allo stesso tempo sulla condizione umana.

Published in Juan José Arreola

Juan José Arreola, puntiglioso artigiano della parola, solitario e individualista, ha rincorso con l’ostinazione dell’autodidatta la sintesi assoluta per tutta la sua carriera di scrittore, producendo alcuni dei racconti più significativi della letteratura latinoamericana. Pubblicato oggi in una nuova traduzione di Stefano Tedeschi, il Confabulario di Arreola è una raccolta di racconti e prose che sfidano qualunque tentativo di classificazione: dall’aforisma alla satira, dal fantastico al visionario, dal grottesco al noir.

Published in Juan José Arreola

Kamchatka è una parola stramba. Per alcuni non ha nessun significato, per altri suona come un incrociarsi di spade, per altri ancora è il paese in alto a destra nel tabellone del Risiko. Per Harry, è l’ultima parola pronunciata dal padre prima di diventare uno dei tanti desaparecidos. 1976: Harry è un bambino a cui piace inventare storie, giocare con il suo amico Bertuccio, sfidare suo padre a Risiko. Ha un fratello più piccolo, il Nano, e ama i suoi genitori.

Published in Marcelo Figueras
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