Giorgia DM
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Sabato 30 novembre 2019 alle ore 16 all’UnAR (Union delle Associazioni Regionali) in via Ulisse Aldrovandi 16, si terrà il primo appuntamento del progetto RITMIAMO, promosso da Kel'Lam, CamRoL e Musintegra, una “Festa zero” nella quale è presentata l’idea e lo spirito del suo svolgimento. Il programma prevede un anno di incontri con artisti, musicisti, attori, registi, ballerini e coreografi,poeti, scrittori, pittori e altri protagonisti di tutti i tipi di arte, di tutte le etnie e culture, uniti nella proposizione di un interattivo gioco interculturale tra di loro e soprattutto con il pubblico, senza limiti d’inventiva, creatività, implicazione e coinvolgimento, in uno spazio aperto in cui è protagonista il ritmo in tutte le sue forme. Di seguito il programma.

Mercoledì 11 dicembre 2019 dalle ore 16 alle ore 18 presso la Biblioteca Tullio De Mauro in via Tiburtina, 113 è previsto l'incontro con il leader indigeno brasiliano Arassari dell'etnia Pataxò che descriverà  usi e costumi della sua popolazione ed eseguirà canti in lingua originale e danze. Interviene Suely Costa dell’Associazione Alberos.

Sabato 23 novembre 2019 alle 18 in via di Santa Cecilia, 1/a Griot ospita la presentazione del libro In Ghana. Etnografie dallo Nzema a cura di Matteo Aria, Pino Schirripa e Elisa Vasconi. A dialogare con i curatori ci sarà Susanna Panitti (Editions Mincione).

Giovedì 21 novembre 2019 alle ore 18 presso la Sala Zavattini Fondazione AAMOD in via Ostiense, 106 nell'ambito del Cineforum Palestina è prevista la proiezione del film The Truth: lost at sea di Rifat Audeh (Giordania/Palestina, 2017). Il regista incontra il pubblico al termine del film.

Venerdì 29 novembre 2019 alle ore 20 presso l'Associazione Il Fiume in via dei Dalmati, 37 è prevista una serata solidale con Juliana e Saiyora, alla scoperta delle culture del Kazakhistan e Uzbekistan con racconti, balli e cena.

Refugees Welcome to Lazio è il nuovo corso di formazione professionale di Ovale Training and Development Srls, rivolto a giovani e adulti disoccupati o inoccupati residenti o domiciliati nella regione Lazio e finalizzato al rilascio dell’attestato di frequenza in: Operatore sociale per l’accoglienza dei richiedenti e beneficiari protezione internazionale e umanitaria profilo riconducibile a quello di “Mediatore culturale”. Il corso è per 18 allievi della durata di n°400 ore (200 ore di attività in aula e 200 ore di stage). Sono inoltre previste 8 ore di orientamento in ingresso e 15 ore di accompagnamento individuale. La domanda di ammissione al corso, redatta in carta semplice e con allegata la documentazione relativa al possesso dei requisiti richiesti, dovrà pervenire entro il termine improrogabile del giorno 10 dicembre 2019 alle ore 15:00 presso la sede di Ovale Training and Development Srls in via Flaminia 53 oppure all’ indirizzo email: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
I cittadini non comunitari devono essere in possesso di regolare permesso di soggiorno al momento dell’iscrizione.

1939. Alla fine della Guerra civile spagnola, il giovane medico Víctor Dalmau e un'amica di famiglia, la pianista Roser Bruguera, sono costretti, come altre migliaia di spagnoli, a scappare da Barcellona. Attraversati i Pirenei, a Bordeaux, fingendosi sposati, riescono a imbarcarsi a bordo del Winnipeg, il piroscafo preso a noleggio da Pablo Neruda per portare più di duemila profughi spagnoli in Cile – il “lungo petalo di mare e neve”, nelle parole dello stesso poeta –, in cerca di quella pace che non è stata concessa loro in patria.

All’alba del 2004, tra le baracche e gli acquitrini di Kampala, capitale ugandese, Kamu Kintu è prelevato da due funzionari pubblici per un interrogatorio. Ma una volta in strada, ammanettato come un ladro, verrà linciato dalla folla, pronta a trattarlo come «una cosa» priva di ogni umanità. Forse è solo un tragico scherzo del destino, oppure l’esito inevitabile presagito dal nome della vittima: in luganda Kintu significa cosa, ma designa anche il primo uomo della mitologia Ganda. All’origine di quel destino c’è un episodio accaduto nel regno del Buganda nel lontano 1750, quando il governatore della provincia di Buddu, Kintu Kidda, intraprese una pericolosa traversata per rendere omaggio al nuovo sovrano, l’usurpatore Kyabaggu.

Siamo nel cuore dell’Africa sub-sahariana, nel villaggio del clan dei mulongo. Una notte, un incendio lo devasta e dodici giovani uomini scompaiono. Dove sono finiti? Chi è il responsabile? Una delle loro madri, Eyabe, continua a sognare il paese dell’acqua e lascia il villaggio alla ricerca del figlio. Il capo Mukano si mette in viaggio con la sua scorta per chiedere notizie alla regina dei bwele, il clan vicino con cui i mulongo intrattengono pacifici scambi commerciali. Anche suo fratello Mutango si allontana ma perché vuole approfittare della situazione e prendere il comando del clan grazie all’aiuto dei bwele. Lungo il tragitto, i tre personaggi iniziano a intuire una terribile verità.

Dal 22 novembre al 1 dicembre 2019 presso il Museo delle Civiltà - Museo Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" e Museo delle Arti e Tradizioni Popolari "Lamberto Loria" si tiene Resurface festival di sguardi postcoloniali. Alla sua prima edizione e curato da Viviana Gravano, Giulia Grechi e Salvo Lombardo, nasce dalla necessità di favorire un contesto di riflessione e uno spazio di condivisione esteso ad un pubblico il più ampio possibile, su concetti come identità, diversità, modernità, canone, stereotipo e conflitto, indagando in particolare immaginari prodotti nel periodo coloniale in Italia, dall’Unità fino al fascismo, che hanno veicolato rappresentazioni atte a forgiare l’identità culturale italiana nel profondo.

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