Giorgia DM
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Intensa saga africana che percorre un lungo e terribile ciclo di violenza e di cancellazione, La memoria amputata fa emergere dall’oblio quanto è stato rimosso dal vissuto della protagonista, nel suo tenace sforzo di sopravvivere a una vita densa di tremendi ostacoli. Un processo necessario non solo sul piano della vicenda individuale di Halla, ma per la storia di un intero popolo colonizzato e traumatizzato, perché si realizza soltanto ricorrendo alla memoria ancestrale e collettiva, interrogando fatti che intrecciano episodi personali e nodi mnestici corali, simboli di un passato ancora da filtrare e riportare alla luce.

Un noir in terra africana, dove al mistero del delitto si mescolano gli arcani che avvolgono una cultura ricca di miti e leggende.
In Mali nel villaggio di Kokri, lungo le rive del fiume Niger, vivono i pescatori di etnia bozo, profondi conoscitori del mondo acquatico e dei suoi misteri. Un giorno, durante la stagione secca, una tempesta sconvolge la loro vita lasciandosi dietro, al mattino, i corpi senza vita del capovillaggio e della sua sposa. Il commissario Habib e il suo fedele ispettore Sosso vengono incaricati di scoprire la causa di quelle morti inquietanti. Per i bozo, legati alle antichissime tradizioni della loro terra, la spiegazione è priva di misteri: Maa il Lamantino, il dio delle acque, si è vendicato.

Casa editrice di Roma che pubblica libri di narrativa contemporanea, con una particolare attenzione alla letteratura spagnola e narrativa contemporanea di area iberica: romanzi dalla Spagna e dal Portogallo, ma anche dall'Africa lusofona e dallo sconfinato continente latinoamericano.

Dopo più di venti anni di matrimonio, Rami scopre che suo marito Tony la tradisce con diverse amanti, con le quali ha costituito altre famiglie parallele. Sconvolta, la donna inizia una ricerca febbrile nel disperato tentativo di salvare il suo matrimonio, allontanando le amanti e legando a sé il marito. Comincia così un affascinante viaggio tra gli usi e i costumi sessuali del Mozambico, i misteri dei riti d'iniziazione, le danze erotiche (il ballo del Niketche ) delle promesse spose dell'etnia Macua, gli incantesimi d'amore usati nella regione di Maputo e gli ancestrali e inviolabili tabù.

Madya Diebate viene dalla Casamance, una regione a sud del Senegal in cui prevale l’etnia mandinka. Discende da una famiglia griot, con una parentela stretta con la famiglia di Toumani Diabate e Ballake Sissoko. La kora, l’arpa a 21 corde dei mandingo, è originaria di quelle terre. A differenza dei maliani, in Gambia e in Casamance la kora si suona in modo più ritmico e percussivo, con le corde che vengono colpite e pizzicate. Madya Diebate può essere considerato uno dei più virtuosi suonatori di kora della diaspora africana. Attento interprete della cultura mande suona sia in gruppi tradizionali che in progetto di fusione che vedono assieme la crema del jazz italiano e la tradizione orale ouest-africaine.

In occasione della Fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi, Palazzo dei Congressi l'Istituzione Biblioteche invita a due eventi: uno lunedì 6 dicembre alle ore 11 presso la Sala Ametista per la presentazione del calendario 2011 delle Biblioteche di Roma in cui interverranno Francesco Antonelli, Silvia Bazzocchi, Irene Colosimo, Agnese Wulzer e i rappresentanti delle case editrici; l'altro mercoledì 8 dicembre alle ore 11 presso la Sala Ametista per presentazione del sito internet Le pagine della Solidarietà. Intervengono Francesco Antonelli, Vincenzo Curatola e Pasquale De Muro. Coordina Silvia Bazzocchi.

L’Associazione Culturale Aniwe/Per Tutti, promuove il laboratorio Teatrale per italiani e stranieri per la messa in scena dello spettacolo Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio. Il progetto parte con la ricerca di italiani e stranieri di diverse etnie, interessati a partecipare allo spettacolo teatrale. Il laboratorio sarà completamente gratuito e si farà presso le Officine Culturali Insensinverso, in via Vaiano 7 (Magliana- Roma). Le lezioni avranno inizio martedì 11 gennaio; le iscrizioni sono aperte fino a metà febbraio.

Il meltèmi è il vento secco che proviene dal nord-nordest del Mar Egeo, a volte anche dal nordovest. E' un vento piacevole, che rinfresca le calde giornate in un appuntamento estivo, immancabilmente, ogni anno. Per questo si chiama anche etesio, cioè annuale. Forte quanto basta, il meltèmi modera il caldo e ti lascia vivere l'estate ma può anche diventare imprevedibile e allora supera i limiti e scatena incendi sulla terra e burrasche in mare. L'autrice ha scritto molti di questi versi in contemplazione prolungata nel tempo, anche a distanza di anni. Altri versi, invece, sono fuggiti e si sono insediati clandestinamente sulla carta, impulsivi e incontrollabili, approfittando della burrasca.

Quali sono, oggi, le aspirazioni e i disagi quotidiani di chi indossa la pelle nera in Italia? Come vivono i nuovi italiani neri, figli di coppie miste, o adottati, o nati da genitori africani residenti da decenni nel nostro Paese? E soprattutto, esiste un problema razzismo in Italia? Come va concepita la nozione di cittadinanza nella nostra società, destinata a essere sempre più multietnica? Mescolando sapientemente l’inchiesta giornalistica con la finzione narrativa, il piano del presente e del passato, Noi italiani neri si muove tra i campi di calcio – infestati dal razzismo degli ultrà, in Italia, Francia e Inghilterra, a volte con la connivenza di certa politica – e i campi di battaglia della seconda guerra mondiale, raccontando il sacrificio di migliaia di soldati neri che combatterono contro le armate hitleriane, contribuirono alla vittoria ma non poterono, per il razzismo dei vertici militari americani, partecipare alla parata per la liberazione di Parigi e furono dimenticati dalla storiografia europea.