Paesi Arabi
Edizione 2001 a cura di Nacera Benali.
Aggiornamenti 2003 a cura di Abdelilah Batan.
Edizione 2007 a cura di Federica Quattrone e Maged El Mahedy.
L’immigrazione proveniente dal mondo arabo e soprattutto dalle sue sponde mediterranee, del Nord Africa e del Vicino Oriente, è tra le più antiche in Italia.
Secondo i dati dell’Ufficio Statistiche del
Comune di Roma, aggiornati al 31
dicembre 2006, le presenze più numerose
a Roma e provincia sono costituite
da egiziani e marocchini, rispettivamente
9.425 e 3.928. Seguono la Tunisia
(2.196), l’Algeria (1.052), la Libia (1.028), il
Libano (819), l’Iraq (705), la Siria (597), la
Giordania (528).
La maggior parte della comunità araba
residente in Italia si è spostata nel nostro
paese per motivi di lavoro e sono numerose
le imprese commerciali portate
avanti soprattutto da egiziani e marocchini.
I componenti di queste comunità
sono spesso impiegati anche nel campo
dell’edilizia.
Grazie ai ricongiungimenti familiari si
sta progressivamente riducendo, rispetto
ai primi decenni del fenomeno migratorio,
la sproporzione tra popolazione
maschile e femminile, quest’ultima
prima nettamente minoritaria.
La comunità araba a Roma si rivela piuttosto
composita e al suo interno è
presente anche un certo numero di
professionisti: solo nel Lazio si calcola, ad
esempio, ci siano circa un centinaio di
medici palestinesi, oltre a molti farmacisti
giordani, libanesi e palestinesi.
Si riscontra che non sempre a un livello di
scolarizzazione elevato corrisponde un
impiego adeguato, fenomeno d’altronde
condiviso da migranti e non.
Molti giovani provenienti soprattutto dai
paesi del Mashreq, cioè da Siria, Libano,
Giordania e Palestina, che vengono in
Italia per studiare, scelgono come meta
proprio Roma, prediletta tra le città
italiane.
Segnaliamo, infine, il fenomeno dei
matrimoni misti, in crescita, come segno
e auspicio di una sempre maggiore integrazione.








