Giovedì, 04 Ottobre 2007 02:00

Museo nazionale d’arte orientale Giuseppe Tucci

Vota questo articolo
(0 Voti)

Il Museo Nazionale d'Arte Orientale "Giuseppe Tucci" custodisce i reperti degli scavi delle missioni archeologiche italiane in Iran, Pakistan e Afghanistan, oltre che gli oggetti acquistati in Nepal e Tibet da Giuseppe Tucci (uno fra i massimi orientalisti del Novecento) e collezioni di oggetti di vari periodi provenienti dal vicino ed estremo oriente. Nel corso degli anni il patrimonio del museo si è arricchito grazie agli acquisti effettuati dallo stato, a donazioni da parte di privati ed enti, a scambi con vari paesi asiatici. Il museo ospita, inoltre, alcune esposizioni temporanee.
Attualmente i settori visitabili del museo sono: Vicino e Medio Oriente Antico, Islam, Tibet e Nepal, India e Gandhara, Estremo-Oriente (Cina e Giappone).

Settore Estremo Oriente: le collezioni di questo settore offrono al visitatore una eccezionale panoramica sulla creatività e le culture della regione dalla Preistoria al XX secolo. Le culture preistoriche e protostoriche dell’arcipelago giapponese nei periodi Jomon tardo, Yayoi e Kofun (metà del III millennio a.C.-V sec. d.C.) sono illustrate da reperti archeologici provenienti da uno scambio con il Museo Nazionale di Tokyo. Sempre da uno scambio, ma con il Museo Nazionale di Seoul, vengono i vasi di gres con diversi tipi di vetrine ferruginose, del tipo detto in Occidente céladon, che rappresentano la migliore produzione delle fornaci coreane tra il XII ed il XV-XVI sec. (dinastie Koryo e Choson). Di pari importanza è la collezione – donata all’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente dall’ambasciatore Giacinto – di statuine di bronzo a soggetto buddhistico databili dal V al XIV sec. d.C., specchi di bronzo dal IV sec. a.C. al XIV sec. d.C., e da altri preziosi manufatti di bronzo ma di diversa funzione ed epoca, provenienti dalla Cina, dalla Corea e dal Giappone.

Il Museo Nazionale d'Arte Orientale "Giuseppe Tucci" custodisce i reperti degli scavi delle missioni archeologiche italiane in Iran, Pakistan e Afghanistan, oltre che gli oggetti acquistati in Nepal e Tibet da Giuseppe Tucci (uno fra i massimi orientalisti del Novecento) e collezioni di oggetti di vari periodi provenienti dal vicino ed estremo oriente. Nel corso degli anni il patrimonio del museo si è arricchito grazie agli acquisti effettuati dallo stato, a donazioni da parte di privati ed enti, a scambi con vari paesi asiatici. Il museo ospita, inoltre, alcune esposizioni temporanee.
Attualmente i settori visitabili del museo sono: Vicino e Medio Oriente Antico, Islam, Tibet e Nepal, India e Gandhara, Estremo-Oriente (Cina e Giappone).


A Palazzo Brancaccio: Settore Estremo Oriente: le collezioni di questo settore offrono al visitatore una eccezionale panoramica sulla creatività e le culture della regione dalla Preistoria al XX secolo. Le culture preistoriche e protostoriche dell’arcipelago giapponese nei periodi Jomon tardo, Yayoi e Kofun (metà del III millennio a.C.-V sec. d.C.) sono illustrate da reperti archeologici provenienti da uno scambio con il Museo Nazionale di Tokyo. Sempre da uno scambio, ma con il Museo Nazionale di Seoul, vengono i vasi di gres con diversi tipi di vetrine ferruginose, del tipo detto in Occidente céladon, che rappresentano la migliore produzione delle fornaci coreane tra il XII ed il XV-XVI sec. (dinastie Koryo e Choson). Di pari importanza è la collezione – donata all’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente dall’ambasciatore Giacinto – di statuine di bronzo a soggetto buddhistico databili dal V al XIV sec. d.C., specchi di bronzo dal IV sec. a.C. al XIV sec. d.C., e da altri preziosi manufatti di bronzo ma di diversa funzione ed epoca, provenienti dalla Cina, dalla Corea e dal Giappone.
Per quanto concerne la più alta forma d’arte dell’Oriente Estremo, la pittura, il Museo ne possiede esempi cinesi, coreani e giapponesi di diverso stile e soggetto che datano, per la maggior parte, ai secc. XVII-XIX. Ma non mancano opere più antiche, come due pitture su rotolo verticale nel classico stile giapponese (Yamato-e) del sec. XIV-XV, e di più recenti, tra cui due opere d’arte contemporanea coreana donate al Museo dagli artisti. Si segnalano, infine, una delle raccolte italiane più ricche di stampe xilografiche giapponesi del sec. XIX, per lo più ispirate al mondo del teatro Kabuki, ed una rara pittura a soggetto religioso eseguita su pelle di capra (sec. XVIII-XIX) verosimilmente proveniente dalla Mongolia Interna.


Il museo dalla sede di Palazzo Brancaccio è stato trasferito all’Eur nel Palazzo delle Scienze. In attesa del riallestimento definitivo previsto per la fine del 2020, “Aperti per lavori” è un’esposizione temporanea di oltre 650 oggetti del museo Tucci presentati nelle sale del Museo Pigorini.

Per info: https://museocivilta.beniculturali.it/museo-gtucci/

MUSEO DELLE CIVILTÀ
Piazza Guglielmo Marconi 14, 00144 – Roma EUR
Tel. +39 06 549521 Fax +39 06 54952310
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Letto 6923 volte Ultima modifica il Mercoledì, 30 Settembre 2020 11:36