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Emina Gegic, autrice multimediale originaria della Bosnia Erzegovina, è nata nel 1976 a Gorazde. Si è laureata presso l’Accademia delle Arti Sceniche di Sarajevo. Dal 2006 è guest docent per la sceneggiatura presso il Sae Institute di Milano. Vive in qualità di cittadina planetaria, lavorando per teatro, televisione e cinema. Per Infinito edizioni ha pubblicato il libro in due lingue (italiano e bosniaco) Dida.

Nato a Visoko (Bosnia Erzegovina), nel 1956, Bozidar Stanisic  si è laureato alla Facoltà di filosofia all’Università di Sarajevo nel 1978 in lingua e letteratura serbocroata. Fino al 1992 ha vissuto e lavorato a Maglaj (località a nord di Sarajevo), come professore di lingua e letteratura presso il locale liceo. Impegnato in diverse attività di pace e di solidarietà, dopo lo scoppio delle ostilità nel suo Paese ha trovato rifugio in Friuli, a Zugliano, dove si trova attualmente.

Nato nel 1970 a Sarajevo, dove vive, Senadin Musabegovic durante l’assedio della città (1992-1995), ha combattuto nelle file dell’esercito bosniaco e ha cominciato a scrivere saggi, poesie e racconti. Dopo la guerra è arrivato a Siena, in Italia, dove ha finito gli studi presso la locale Facoltà di Lettere e Filosofia. Ha pubblicato nel 1995 il primo libro, Udarci tijela.

Elvira Mujcic è nata in Serbia nel 1980; vissuta a Srebrenica, in Bosnia Erzegovina, fino al 1992, quando ha iniziato il suo girovagare per stabilirsi, infine, a Roma. Laureata in Lingue e letterature straniere, scrittrice e traduttrice letteraria, ha scritto pezzi teatrali, saggi e reportage per diverse riviste italiane.

Nato a Mostar da padre russo e madre croata, oggi Predrag Matvejevic è considerato uno dei massimi intellettuali europei. Ha insegnato letteratura francese all'università di Zagabria. Costretto a fuggire dalla Croazia nel 1991 durante la guerra dei Balcani, è stato prima professore di letterature comparate alla Sorbona di Parigi e poi ordinario di slavistica all'Università la Sapienza di Roma dal 1994 al 2009.
Nata a Valona (Albania) nel 1972, attualmente vive e lavora a Roma. Dopo aver studiato letteratura a Tirana, ha lavorato nel suo Paese presso testate giornalistiche radiotelevisive e vari quotidiani. Ha soggiornato anche in Svizzera, dove ha vinto il primo premio per la poesia albanese contemporanea (Losanna 1996). Rosso come una sposa (Einaudi, 2008) è il suo primo romanzo, scritto direttamente in italiano.

di Cristina Anisoara Bud
1° classificato sezione ragazzi

Avevo poco più di due anni quando mia madre ha raggiunto mio padre in Italia, alla ricerca di un lavoro e di un futuro migliore, lasciando me e mio fratello, Vasile, alle cure dei nonni. Circa tre mesi più tardi, una domenica mattina, mia nonna, andando in chiesa, è stata travolta e uccisa da un pirata della strada che ancora oggi non ha pagato la sua colpa!

Pubblicato in Racconti

di Veronica Orfalian

“Anci?”
“Presente!”
“Benni?”
“Presente!”
“Piarulli?”
“Presente!”
“Orf... Orfaliani? No... Orfaaaliano?”
“Orfaliàn, maestra... presente!”

Questa era la scena che si ripeteva identica ad ogni nuovo ciclo scolastico. La voce del professore proseguiva a ritmo regolare nel corso dell’appello per poi subire un’imbarazzante battuta d’arresto al momento di pronunciare il mio cognome.

Pubblicato in Racconti

di Ashai Lombardo Arop

Sono alla mia quarta rinascita, e non è male in una stessa vita.

Qualche tempo fa, dopo un'audizione andata a buon fine, mi sono sentita dire che ero grandiosa, decisamente quello che cercavano, tranne che per un dettaglio: il mio italiano era troppo perfetto.

Ecco un altro punto di svolta.
Quindici anni fa arrancavo a fatica contro il vento di una società, che mi accettava con un ghigno maldestro, solo dopo aver sentito il mio italiano perfetto. “Come sei brava”, mi dicevano “e come hai fatto ad imparare così bene la nostra lingua?” All'epoca ero adolescente, con la schiettezza cruda e nuda tipica di un'adolescente, dunque, non mi veniva da rispondere: “La vostra lingua è anche la mia signora... signore”, no, io semplicemente gli davo fuoco con lo sguardo e per me, rimanevano cenere appiccicata come colla ai miei vestiti.

Pubblicato in Racconti

In occasione della quarta edizione del Festival della letteratura di viaggio, domenica 2 ottobre 2011 alle ore 17.30 presso i Giardini di Villa Celimontana, Via della Navicella 12, il Servizio Intercultura-

Roma multietnica delle Biblioteche di Roma presenta Di soglia in soglia. Italiani d’altrove si raccontano: un incontro con la scrittrice e poetessa somala e italiana Cristina Ali Farah e lo scrittore algerino Tahar Lamri, performance di Amir Issaa, rapper italiano di origine egiziana, Awa Koundoul, danzatrice-cantante senegalese, Moustapha Mbengue, percussionista senegalese, e Rodolfo Demontis, percussionista. Letture e regia di Caterina Casini.

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