Il djembe è lo strumento portante del laboratorio che Giuliano Lucarini svolge da più di 10 anni in diverse scuole. Il livello principianti è rivolto a tutti quelli che hanno curiosità per lo strumento ma nessuna esperienza pratica; il lavoro sviluppa da un lato le tecniche, i suoni e i codici più rappresentativi dell’Africa (con particolare attenzione a Guinea, Senegal e Congo), dall’altro vuole mantenere quello stato di coinvolgimento e armonia tipico dei Drum Circle, autentiche esperienze estemporanee dove ci si ritrova immersi in un gruppo armonioso anche senza avere alcuna esperienza ritmica. Dal livello intermedi in poi Giuliano si dedica allo studio dei ritmi tradizionali malinké.
Pubblicato in
Musica e danza africana
Festad’Africa Festival, fondato nel 2001 e già giunto alla VI edizione, è un evento che si tiene ogni anno nel mese di maggio, promosso e organizzato dal Centro Ricerche Teatrali scenaMadre, un’associazione che promuove lo sviluppo e la diffusione della cultura teatrale contemporanea.
Festad'Africa rappresenta un viaggio dentro e intorno al Teatro africano, attraverso il quale dalla pittura alla danza, passando attraverso la musica e la cucina, si abbracciano diverse espressioni di culture sub-sahariane. Oltre a questo aspetto prettamente artistico e culturale, il Festival dà spazio a incontri e dibattiti che si avvalgono di presenze autorevoli, per approfondire la conoscenza dell' Africa contemporanea.
Esiste un' Africa poco conosciuta e valorizzata rispetto alla sua reale importanza estetica e artistica: l' Africa della cultura e del teatro contemporaneo. Il Festival invita a far luce su una parte del mondo che l'immaginario collettivo associa a volte all' idea di un continente primitivo, senza spingersi a conoscerlo davvero.
Da questo nuovo universo di parole emerge una modernità sconcertante: un' Africa più urbana e un teatro che si interroga sulle contraddizioni del mondo contemporaneo. La nuova drammaturgia sub-sahariana diventa una preziosa occasione per favorire in Italia un ampliamento dei propri confini linguistici e tematici, nella certezza che solo la conoscenza è alla base di una reale integrazione tra culture e popoli.
Festad'Africa offre l'opportunità di conoscere e apprezzare gli aspetti più moderni e i fermenti della cultura africana. Si propone anche come piattaforma permanente e in crescita di relazioni più profonde tra culture per creare i presupposti di un'integrazione con la popolazione africana residente in Italia e moltiplicare gli incontri tra autori, spettatori, intellettuali italiani e stranieri.
Centro Ricerche Teatrali scenaMadre
Ufficio Festival
via D'Ovidio, 96
tel./fax 06 9039048
cell. 347 9345263
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
www.festadafricafestival.com
Festad'Africa rappresenta un viaggio dentro e intorno al Teatro africano, attraverso il quale dalla pittura alla danza, passando attraverso la musica e la cucina, si abbracciano diverse espressioni di culture sub-sahariane. Oltre a questo aspetto prettamente artistico e culturale, il Festival dà spazio a incontri e dibattiti che si avvalgono di presenze autorevoli, per approfondire la conoscenza dell' Africa contemporanea.
Esiste un' Africa poco conosciuta e valorizzata rispetto alla sua reale importanza estetica e artistica: l' Africa della cultura e del teatro contemporaneo. Il Festival invita a far luce su una parte del mondo che l'immaginario collettivo associa a volte all' idea di un continente primitivo, senza spingersi a conoscerlo davvero.
Da questo nuovo universo di parole emerge una modernità sconcertante: un' Africa più urbana e un teatro che si interroga sulle contraddizioni del mondo contemporaneo. La nuova drammaturgia sub-sahariana diventa una preziosa occasione per favorire in Italia un ampliamento dei propri confini linguistici e tematici, nella certezza che solo la conoscenza è alla base di una reale integrazione tra culture e popoli.
Festad'Africa offre l'opportunità di conoscere e apprezzare gli aspetti più moderni e i fermenti della cultura africana. Si propone anche come piattaforma permanente e in crescita di relazioni più profonde tra culture per creare i presupposti di un'integrazione con la popolazione africana residente in Italia e moltiplicare gli incontri tra autori, spettatori, intellettuali italiani e stranieri.
Centro Ricerche Teatrali scenaMadre
Ufficio Festival
via D'Ovidio, 96
tel./fax 06 9039048
cell. 347 9345263
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
www.festadafricafestival.com
Pubblicato in
Associazioni teatrali africane
Takshif è una associazione culturale che sviluppa l'idea di un progetto di diffusione della cultura, di rispetto dei valori della diversità culturale, l'amore per la cultura musicale ed artistica come un bene sociale, organizzando e promuovendo eventi di spettacolo.
Organizza inoltre, corsi e stages di formazione e seminari, rivolti anche ai bambini a partire di 3 anni.
Per informazioni rivolgersi presso il Centro per le Arti e le Culture africane " Abeng Dzam".
via Filippo Scolari, 37
tel. 06 27801390
cell. 339 5215874 - 339 5799322
sito in lavorazione
Riferimento principale di questa associazione è Felicité Mbezele, camerunense, che vive a Roma ormai da molti anni.
Oltre alla sua intensa attività di attrice nel cinema, in teatro, in televisione, continua il suo impegno come esperta di cultura africana nelle scuole e nelle biblioteche, in numerosi progetti di intercultura.
Gli spettacoli allestiti da Felicité Mbezele, che lavora con musicisti e percussionisti africani, sono spesso elaborazioni originali di testi teatrali e letterari, e sono sempre accompagnati da musica tradizionale africana, canto e danza.
tel. 06 27801390
cell. 339 5799322 - 339 5215874
Organizza inoltre, corsi e stages di formazione e seminari, rivolti anche ai bambini a partire di 3 anni.
Per informazioni rivolgersi presso il Centro per le Arti e le Culture africane " Abeng Dzam".
via Filippo Scolari, 37
tel. 06 27801390
cell. 339 5215874 - 339 5799322
sito in lavorazione
Riferimento principale di questa associazione è Felicité Mbezele, camerunense, che vive a Roma ormai da molti anni.
Oltre alla sua intensa attività di attrice nel cinema, in teatro, in televisione, continua il suo impegno come esperta di cultura africana nelle scuole e nelle biblioteche, in numerosi progetti di intercultura.
Gli spettacoli allestiti da Felicité Mbezele, che lavora con musicisti e percussionisti africani, sono spesso elaborazioni originali di testi teatrali e letterari, e sono sempre accompagnati da musica tradizionale africana, canto e danza.
tel. 06 27801390
cell. 339 5799322 - 339 5215874
Pubblicato in
Associazioni teatrali africane
Nato nel 1959 nel Congo-Brazzaville è in Italia dal 1979, si è laureato in Filosofia all'Università Gregoriana di Roma; in Giornalismo e Scienze politiche alla Luiss di Roma. Dal 1993 ha collaborato a numerosi programmi radiofonici e televisivi della Rai. Tra gli altri, "Permesso di Soggiorno" (Radiouno), "C'era una volta" (Rai Tre), e "Un Mondo a Colori" (Rai Due) di cui è stato autore e conduttore. Collabora con numerose testate italiane e straniere sui temi legati all'intercultura, ai rapporti Nord-Sud e alla globalizzazione. E' uno degli opinionisti e collaboratori "storici" di "Nigrizia", sulle cui pagine cura mensilmente la rubrica Sesto Continente. E' autore di opere dedicate ai temi della cultura e della geopolitica africana: Africa. La pentola che bolle, EMI, 2003; Congo. Ruanda. Burundi. Le parole per conoscere, Editori Riuniti, 2004; L'Africa in Pista, SEI, 2006. Docente nelle Università di Bologna (Master in Scienza della Formazione) e Milano (Corso di Laurea in Mediazione Linguistica Culturale).
Attualmente ricopre la carica di Assessore alle Politiche Giovanili, Rapporti con le Università e Sicurezza del Comune di Roma.
E’ stato Assessore alla sicurezza, alle politiche giovanili e ai rapporti con le università del Comune di Roma.
Eletto parlamentare con l'Italia dei Valori nelle elezioni politiche dell’aprile 2008, è il primo parlamentare di colore della storia italiana.
E’ stato Assessore alla sicurezza, alle politiche giovanili e ai rapporti con le università del Comune di Roma.
Eletto parlamentare con l'Italia dei Valori nelle elezioni politiche dell’aprile 2008, è il primo parlamentare di colore della storia italiana.
Pubblicato in
Storici e filosofi
Martin Nkafu Nkemnkia, di nazionalità camerunense, laureato in filosofia e teologia, è docente di filosofia presso la Pontificia Università Lateranense, Gregoriana ed Urbaniana.
Insegna comunicazione interculturale presso il centro interdisciplinare sulla comunicazione sociale, religioni e cultura in Africa nella facoltà di missiologia della Pontificia Università Gregoriana.
Collabora con la Radio Vaticana, ed è membro cattolico della consulta Antropologia Theologica Commissione Fede e Ordine della Conferenza Mondiale delle Chiese WCC.
È inoltre membro della Commissione di studio per l'approfondimento delle tematiche relative all'educazione interculturale nella scuola italiana del Ministero della Pubblica Istruzione.
Tra le sue opere: Il pensare africano come Vitalogia,Città Nuova Ed., 1997; Prospettive di filosofia africana, Edizioni Associate, 2001
Collabora con la Radio Vaticana, ed è membro cattolico della consulta Antropologia Theologica Commissione Fede e Ordine della Conferenza Mondiale delle Chiese WCC.
È inoltre membro della Commissione di studio per l'approfondimento delle tematiche relative all'educazione interculturale nella scuola italiana del Ministero della Pubblica Istruzione.
Tra le sue opere: Il pensare africano come Vitalogia,Città Nuova Ed., 1997; Prospettive di filosofia africana, Edizioni Associate, 2001
Pubblicato in
Storici e filosofi
Nato in Angola, ha svolto i suoi studi in Brasile e in Italia. Filosofo e antropologo, collabora con le Università di Bari, Lecce ed Urbino, dedicandosi allo studio sistematico delle filosofie e delle religioni africane, con particolare attenzione alla cultura Bantu.
Fra le sue pubblicazioni ricordiamo: Kijila. Per una filosofia Bantu; Mwa Lemba. Per una teologia Bantu; Honga. Guida per una immersione felice fra i Bantu dell'Africa Nera; Kjmbanda. Guaritori e salute fra i Bantu dell'Africa nera; Talamungongo: lo sguardo dell'Africa verso il terzo millennio; Muxima. Sintesi epistemologica di filosofia africana , Edizioni Associate, 2002; Sarvas. Salute, salvezza, tecniche di rassicurazione e salvaguardia olistica nel pensiero nero africano, LBM, 2007. Molti suoi articoli, sulla "convivialità delle differenze", sono stati pubblicati in Italia e all'estero.
Fra le sue pubblicazioni ricordiamo: Kijila. Per una filosofia Bantu; Mwa Lemba. Per una teologia Bantu; Honga. Guida per una immersione felice fra i Bantu dell'Africa Nera; Kjmbanda. Guaritori e salute fra i Bantu dell'Africa nera; Talamungongo: lo sguardo dell'Africa verso il terzo millennio; Muxima. Sintesi epistemologica di filosofia africana , Edizioni Associate, 2002; Sarvas. Salute, salvezza, tecniche di rassicurazione e salvaguardia olistica nel pensiero nero africano, LBM, 2007. Molti suoi articoli, sulla "convivialità delle differenze", sono stati pubblicati in Italia e all'estero.
Pubblicato in
Storici e filosofi
Filomeno Lopes, in arte Fifito, è originario della Guinea-Bissau: un piccolo paese che si trova sulla costa occidentale dell'Africa. Ha studiato a Roma, dove vive attualmente, presso le Pontificie Università Urbaniana e Gregoriana di Roma. È scrittore e redattore per la Radio Vaticana.
Dal 1998 si divide tra l'attività giornalistica e l'impegno letterario ed artistico per la pace e lo sviluppo nel proprio paese.
Attraverso l'arte, in modo particolare la musica, cerca di comunicare in modo sintetico ciò che dice in maniera più estesa nei suoi scritti filosofici, nell’ intento di poter coinvolgere le popolazioni del suo paese nel creare spazi ed occasioni di incontri e di dibattiti. Il suo primo album è Cercu Iabri è volto a sensibilizzare il suo paese sulla necessità di un clima di pace e di riconciliazione nazionale. Nel secondo album, Child-Eyes, affronta un'altra tematica fondamentale per la sopravvivenza del continente africano: la questione dei bambini. L’ album Maka tratta invece, il tema della leadership in Africa e nel mondo. La sua musica è essenzialmente una musica impegnata, che nasce con uno scopo sociale ed umanitario.
Dal punto di vista letterario ha pubblicato: Terzomondialità. Riflessioni sulla Comunicazione Interperiferica, Ed. L'Harmattan ,1997; Filosofia Attorno al Fuoco, Ed. EMI, 2001; Filosofia senza Feticci, Ed Associate, 2004 e La Storia sotto l'Albero, Ed. Cittadella Editrice.
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Attraverso l'arte, in modo particolare la musica, cerca di comunicare in modo sintetico ciò che dice in maniera più estesa nei suoi scritti filosofici, nell’ intento di poter coinvolgere le popolazioni del suo paese nel creare spazi ed occasioni di incontri e di dibattiti. Il suo primo album è Cercu Iabri è volto a sensibilizzare il suo paese sulla necessità di un clima di pace e di riconciliazione nazionale. Nel secondo album, Child-Eyes, affronta un'altra tematica fondamentale per la sopravvivenza del continente africano: la questione dei bambini. L’ album Maka tratta invece, il tema della leadership in Africa e nel mondo. La sua musica è essenzialmente una musica impegnata, che nasce con uno scopo sociale ed umanitario.
Dal punto di vista letterario ha pubblicato: Terzomondialità. Riflessioni sulla Comunicazione Interperiferica, Ed. L'Harmattan ,1997; Filosofia Attorno al Fuoco, Ed. EMI, 2001; Filosofia senza Feticci, Ed Associate, 2004 e La Storia sotto l'Albero, Ed. Cittadella Editrice.
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Pubblicato in
Storici e filosofi
Elisa Kidané è nata a Segheneiti, in Eritrea, nel 1956.
Dopo aver studiato nel collegio femminile delle suore missionarie Comboniane ad Asmara, nel 1980 è diventata lei stessa missionaria comboniana.
Dopo i primi anni di formazione, ha realizzato il suo ideale missionario ed è partita per l’America Latina.
Dal 1986 al 1993 ha vissuto in Ecuador, Perù e Costa Rica. In seguito è tornata a vivere in Italia, a Verona, dove è stata redattrice della rivista delle suore missionarie Comboniane Raggio. Attualmente vive a Roma. Ha pubblicato le raccolte di poesie Ho visto la speranza danzare e Fotocopia a colori , per la casa editrice veronese Novastampa e l’antologia Orme nel cuore del mondo per le edizioni Studio Iride.
Dopo aver studiato nel collegio femminile delle suore missionarie Comboniane ad Asmara, nel 1980 è diventata lei stessa missionaria comboniana.
Dopo i primi anni di formazione, ha realizzato il suo ideale missionario ed è partita per l’America Latina.
Dal 1986 al 1993 ha vissuto in Ecuador, Perù e Costa Rica. In seguito è tornata a vivere in Italia, a Verona, dove è stata redattrice della rivista delle suore missionarie Comboniane Raggio. Attualmente vive a Roma. Ha pubblicato le raccolte di poesie Ho visto la speranza danzare e Fotocopia a colori , per la casa editrice veronese Novastampa e l’antologia Orme nel cuore del mondo per le edizioni Studio Iride.
Pubblicato in
Scrittori migranti a Roma
Masa Mbatha Opasha ha vinto il primo premio nel 1° concorso letterario per immigrati, chiamato “Io e Roma” e istituito dalla X Commissione del Campidoglio, cantando il suo “amore eterno” per Roma. Tenore e compositore, nato a Durban 45 anni fa e arrivato alla "città eterna" all'età di 28 anni, ha lavorato nel campo artistico immergendosi completamente nella cultura italiana.
Come tanti altri stranieri, che hanno poi deciso di stabilirsi a Roma, Masa Mbatha-Opasha è approdato in Italia per motivi di studio, con una borsa di studio del governo italiano per la lirica.
È specializzato in consulenze linguistiche per attori, doppiatori e cantanti; è scrittore e compositore (autore di testi poetici, letterari e musicali). Ha collaborato con l'ambasciata Sud Africana per raccontare in prima persona la storia del Sud Africa e dell'Apartheid nelle scuole italiane e ha presentato la proposta per il Programma elettorale del nuovo Sud Africa.
Ha inciso il CD "Thank you Lord" (Edizioni Paoline), e pubblicato anche una raccolta di poesie dedicate alle ottantuno vittime di Ustica intitolato "Morti in cielo: Ustica, perché?" (Edizioni Il Ventaglio).
Nel 1998 ha vinto il Premio Internazionale Italiano per gli artisti africani "Beato Angelico per l’Africa". È in preparazione di pubblicazione il libro “L’ottimismo naturale delle cose”, Edizione Nuove Idee.
web.tiscali.it/masa/mbathaopasha.htm
Come tanti altri stranieri, che hanno poi deciso di stabilirsi a Roma, Masa Mbatha-Opasha è approdato in Italia per motivi di studio, con una borsa di studio del governo italiano per la lirica.
È specializzato in consulenze linguistiche per attori, doppiatori e cantanti; è scrittore e compositore (autore di testi poetici, letterari e musicali). Ha collaborato con l'ambasciata Sud Africana per raccontare in prima persona la storia del Sud Africa e dell'Apartheid nelle scuole italiane e ha presentato la proposta per il Programma elettorale del nuovo Sud Africa.
Ha inciso il CD "Thank you Lord" (Edizioni Paoline), e pubblicato anche una raccolta di poesie dedicate alle ottantuno vittime di Ustica intitolato "Morti in cielo: Ustica, perché?" (Edizioni Il Ventaglio).
Nel 1998 ha vinto il Premio Internazionale Italiano per gli artisti africani "Beato Angelico per l’Africa". È in preparazione di pubblicazione il libro “L’ottimismo naturale delle cose”, Edizione Nuove Idee.
web.tiscali.it/masa/mbathaopasha.htm
Pubblicato in
Scrittori migranti a Roma
Kpan Teagbeu Simplice, nato nel 1952 in Costa d'Avorio, studia fino all'età di 15 anni nel villaggio natale dove apprende i segreti dell'Africa tradizionale da suo padre Téa, capo del villaggio.
Frequenta il liceo classico e moderno di Bouaké e in seguito l'Università di Abidjan, che gli apre le porte dell'Europa.
Laureato in Economia e commercio presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", ha svolto varie attività a favore degli immigrati in Italia, prima come studente, poi come lavoratore.
Ha pubblicato La danza fuori dal cerchio ( Emi,2002)e Il condottiero (Emi, 2003).
Frequenta il liceo classico e moderno di Bouaké e in seguito l'Università di Abidjan, che gli apre le porte dell'Europa.
Laureato in Economia e commercio presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", ha svolto varie attività a favore degli immigrati in Italia, prima come studente, poi come lavoratore.
Ha pubblicato La danza fuori dal cerchio ( Emi,2002)e Il condottiero (Emi, 2003).
Pubblicato in
Scrittori migranti a Roma








