Asiatica è un festival internazionale di cinema asiatico, realizzato dall’Associazione Culturale Mnemosyne, con il sostegno della Direzione Cinema del Ministero dei Beni Culturali e del Comune di Roma e con il patrocinio di Ambasciate e Istituti Culturali di vari paesi asiatici.
Asiatica, giunta alla tredicesima edizione, continua a tenersi ogni anno in ottobre e a sostenere la diffusione della cultura e del cinema asiatici attraverso una selezione di alcune decine di film e documentari, realizzati nei mesi che precedono la manifestazione, in una trentina di paesi del continente asiatico e del mondo arabo: in Afghanistan, Birmania, Cina, Cambogia, Corea, Filippine, Georgia, Giappone, Hong Kong, India, Indonesia, Iran, Israele, Iraq, Kazakhistan, Kirghizistan, Libano, Malesia, Mongolia, Pakistan, Palestina, Singapore, Siria, Sri Lanka, Tagikistan, Thailandia, Turchia, Tibet, Uzbekistan, Vietnam, oltre che in Egitto, Tunisia, Marocco, Algeria, Libia.

c/o Ass. Cult. Mnemosyne
Via Nicolò V, 12/14
tel. 06 39388386 fax 06 39386904
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www.asiaticafilmmediale.it

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È il settembre del 1838 quando una terribile burrasca si abbatte sulla Ibis, la goletta a due alberi in viaggio verso Mauritius con il suo carico di "coolie", di "delinquenti". Come un uccello mitologico in balia del vento, con il bompresso come un grande becco e le vele come due enormi ali spiegate, la Ibis resiste miracolosamente alla furia dell'uragano. Nel fracasso della tempesta, tuttavia, tra lampi, tuoni e marosi, una scialuppa si allontana lestamente dalla goletta.
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Nel novembre del 1885, quando giunge a Mandalay, Rajkumar ha undici anni e lavora come aiutante e garzone su un "sampan". Dopo aver risalito l'Irrawaddy dal golfo del Bengala, la sua barca si è dovuta fermare per riparazioni e il ragazzino indiano si è spinto per un paio di miglia nell'entroterra ed è arrivato nella capitale del regno di Birmania. Vi è arrivato nei giorni della fine del regno. La casa reale ha chiamato i sudditi a combattere contro gli eretici e i barbari kulan inglesi, per difendere l'onore nazionale e "avviarsi sul cammino che conduce alle regioni celesti e al Nirvana".

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Fare una cronaca del mondo che viene, descrivendo e analizzando le sue situazioni violente "senza che il proprio lavoro ne diventi complice", è il tema proprio di questo libro. Guidato nelle zone calde del mondo da un reporter e uno scrittore indiano che ha vissuto da sempre, sin dall'infanzia, in circostanze incendiarie, il lettore scopre in queste pagine che c'è qualcosa di istruttivo nell'attuale disordine del mondo: che poche idee sono pericolose quanto la convinzione che ogni mezzo sia consentito in funzione di un fine auspicabile.

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Il Centro offre corsi di yoga classico (Patanjali) e hata-yoga (tradizione Van Lysebeth), corsi di yoga dolce per la terza età e corsi di yoga in gravidanza. Le lezioni si articolano attraverso pratiche di asana, pranayama, concentrazione, mantra, meditazione e rilassamento per lo sviluppo della consapevolezza, il benessere psicofisico e il riequilibrio energetico.
L'associazione organizza seminari tematici di yoga, conferenze e proiezioni sulla cultura indiana e dello yoga.

via Piccarda Donati, 5 (zona P.zza Bologna)
cell. 339 1232812 - 348 7458791
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Attrice, ballerina di danza classica bharatanatyam, Indian Dance Creative e Bollywood Dance.
Insegnante di danza e teatro. Organizza seminari, stage, master class, ritiri residenziali, percorsi di formazione in Italia, Spagna, Slovenia e in Sudamerica.
La sua esperienza lavorativa e formativa si è svolta in Francia, Argentina, Italia eIndia. Si esibisce per spettacoli, eventi e serate a tema.

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Indiana di nascita, attualmente residente in Italia, a Roma, ballerina e coreografa di Cinematic dance specializzata in danza “bollywood”. Inizia a ballare in India all’eta’ di 5 anni.
Frequenta la famosa scuola d’arte, danza e cinema Kalabhavan di Kochi (Kerala), studiando Bharatanatyam, la danza indiana classica del sud India,e Cinematic dance del sud e del nord dell’India. Trasferitasi a Delhi continua i suoi studi di Bharatanatyam e di varie danze folkloristiche indiane con il maestro Rajan Nair nella scuola Kalasree Natayalam e perfeziona la conoscenza della danza Bollywood  alla scuola di Gulshan Kumar T – Series a Noida, Delhi. Tornata a Kerala diventa membro del “College Arts Club” e con altri ballerini forma un suo primo corpo di ballo, partecipando a gare di Cinematic dance, a Talent Scan, (competizioni televisive) organizzate da Asianet Channel, Trivandrum di Kerala presentandosi per tre anni consecutivi oltre che con la Cinematic dance, con la Fusion Dance e la  Western dance stile anni ’70 – ’90, vincendo tutti e tre gli anni.

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Danzatrice e insegnante di Kuchipudi e Danze del Rajasthan.
Mandira inizia con lo studio della danza classica indiana, (stile Kuchipudi) nel 2005,  in India, a Chennai, sotto la direzione della sua guru SathyaPriya Ramana.
Dal 2005 al 2009 risiede principalmente in India, dedicandosi completamente ad apprendere queste antiche ed eleganti danze.
In India si interessa  anche ad altri stili classici come l'Odissi, e in Rajasthan entra in contatto e studia le danze folcloriche ballate nelle corti dei Rajput (Ghoomar) e quelle di matrice gypsy, legate alla tribu' nomadi dei Kalbelya.Si esibisce in Italia e India, a Roma insegna in diverse scuole corsi & workshop.

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La natura ambigua dell'amore divino e dell'amore umano sono al centro di questo romanzo, che Anita Desai ha cominciato a scrivere nel 1992, durante un lungo soggiorno in Italia. I protagonisti sono due giovani europei: Matteo che, come molti altri della sua generazione, negli anni Settanta va in cerca di illuminazione spirituale negli ashram dell'India, e Sophie, una giovane donna tedesca che pur non condividendo il suo bisogno di ascetismo e preghiera decide di seguirlo per amore. Desai osserva con occhio insieme compassionevole e ironico le loro peregrinazioni esistenziali fino all'incontro con la Madre personaggio centrale del romanzo, esplicitamente ispirato a Mirra Alfassa, che nel 1926 fondò lo Sri Aurobindo Ashram di Auroville.

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Tre novelle, un trittico, o meglio un retablo a tre ante sulle quali Anita Desai dipinge tre personaggi silenziosi, tre figure marginali alle prese con valori e disvalori dell'India contemporanea. Ambientate in luoghi dove si stende l'ombra lunga della storia, le tre novelle descrivono spazi fisici e mentali sui quali tuttora incombe il passato. Ne sono protagoniste figure indolenzite, un anziano custode, una traduttrice frustrata e un artista segreto, ognuno a suo modo maestro della cancellazione di sé. E che tuttavia proprio cancellandosi impongono la propria presenza, una sorta di corporeità dell'ombra.

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