Centri di documentazione

Strutture essenziali della costruzione di una società multiculturale sono stati e sono i centri di documentazione.
Queste realtà organizzative hanno promosso per anni gran parte dello scambio di ricerche e di esperienza tra persone di diversa nazionalità e cultura.
Grazie a loro sono stati raccolti e messi a disposizione di studiosi, operatori pubblici e sociali, ma anche semplici cittadini interessati a questi temi, materiali di storia, sociologia, politica, attualità, cultura relativi ai paesi di origine degli immigrati, l’ambiente, l’economia, i diritti umani, i conflitti etnici, la religione, le iniziative dei movimenti di indipendenza, i progetti concreti che si possono realizzare, ai rifugiati e alle politiche di intervento messe in atto dall’Onu e da altre organizzazioni umanitarie.
Quel che distingue un centro dall’altro non è tanto l’origine (nati da Organizzazioni non governative o da associazioni prima impegnate sul terreno dell’emigrazione italiana, da associazioni cristiane o laiche..), quanto il loro asse principale di intervento e la qualità e quantità dei materiali raccolti.

In spagnolo “piccolo villaggio”, si propone, favorendo la conoscenza reciproca e l’avvicinamento di culture diverse, la costruzione di una cultura della pace, della mondialità, della giustizia, della solidarietà e dei diritti umani. È ideato e gestito da Progetto Domani:Cultura e Solidarietà (PRO.DO.C.S.), Ong riconosciuta idonea per la realizzazione di progetti di Educazione ai Diritti Umani e allo Sviluppo e di Cooperazione Internazionale.
Il Centro ha in dotazione un patrimonio bibliografico e documentario riguardante le problematiche relative alla cooperazione allo sviluppo - internazionale e decentrata, al mondo del volontariato e al terzo settore; alle culture del Sud del mondo e ai diritti umani; ai temi della cittadinanza e dello sviluppo eco-sostenibile.
Un sistema di Rete permette la connessione al Centro di Documentazione DO.SVI., anche questo in dotazione PRO.DO.C.S., specializzato sulla tematica di genere, allo scopo di offrire una documentazione completa ed esaustiva su tale argomento.




Il Centro Studi e Ricerche IDOS nasce nel 2004 dall'originario gruppo dei ricercatori senior operanti presso la Caritas di Roma per la realizzazione del Dossier Statistico Immigrazione, la prima raccolta organica in Italia di dati statistici in materia di immigrazione. Il Centro Studi prende il proprio nome (IDOS/Immigrazione Dossier Statistico) proprio da questo Rapporto, per realizzare il quale si avvale del contributo di sponsor (prima Caritas e Migrantes, negli anni 2013 e 2014 UNAR, e dal 2015 in partenariato con la rivista interreligiosa Confronti e con il sostegno dei fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese, in collaborazione con l’UNAR) al fine di elaborare e mettere a disposizione un sussidio di larga diffusione e in grado di favorire una conoscenza del fenomeno migratorio libera da pregiudizi e strumentalizzazioni. Dal 2013, i soci del Centro Studi e Ricerche IDOS aderiscono all'Associazione di promozione sociale IDOS, che tra i propri scopi ha quello di promuovere attività di sensibilizzazione in materia di immigrazione, integrazione dei migranti e lotta alle discriminazioni, anche sostenendo la diffusione del Dossier Statistico Immigrazione.


Nata nel 1958, l'associazione è composta da soci sensibili e consapevoli dei conflitti generati dal modello di sviluppo dominante, ma soprattutto partecipi dei processi di liberazione e riscatto intrapresi dai poveri del pianeta.
Tra le sue finalità, l'associazione ha quella di impegnarsi nel settore della cooperazione internazionale, promuovendo e realizzando progetti con partner locali nei paesi del così detto terzo mondo. Agricoltura, comunicazione sociale ed educazione sono i settori di attività con cui il centro internazionale Crocevia interviene in appoggio delle comunità indigene, delle associazioni di contadini, dei gruppi organizzati della società civile e dell’associazionismo di base, presenti in Africa, Asia, Medio Oriente, Centro e Sud America.






La sezione internazionale della Fondazione Lelio e Lisli Basso (eretta in ente morale con DPR n. 503, del 18.6.1974), opera sulla base di programmi di natura politico-culturale, studiando su un piano giuridico e storico, ma anche economico, sociale e antropologico, le formulazioni giuridico-politiche che sostanziano il Diritto dei popoli (cfr. Dichiarazione universale di Algeri del 1976).
La sezione internazionale, già Fondazione internazionale Lelio Basso per il diritto e la liberazione dei popoli, è confluita nella Fondazione Lelio e Lisli Basso dal gennaio 2005. Suo scopo è contribuire all'elaborazione dei principi che dovrebbero regolare un nuovo ordine di rapporti, volti a favorire la pace tra i popoli.



L’Archivio dell’Immigrazione si pone, oggi, come punto di riferimento e scambio per quanti cerchino notizie, dati, formazione e aggiornamento sui vari aspetti della società multiculturale.
Come centro di consultazione l’Archivio comprende: una videoteca, completa di un ampio patrimonio audiovisivo sui temi dell’immigrazione, del razzismo e dell’asilo politico e puntualmente aggiornato con materiali della Rai, di emittenti private e produttori indipendenti; una biblioteca, contenente le più significative pubblicazioni sull’immigrazione degli ultimi anni, come opere di saggistica, libri antologici, ricerche, favole legate al mondo degli immigrati e ai loro paesi di origine; una emeroteca che raccoglie riviste, bollettini, notiziari e altre pubblicazioni periodiche dedicate ai temi dell’immigrazione.

 


Il Centro documentazione biblioteca Interculturale del CIES nasce nel 1983, con lo scopo di fornire risorse documentarie alle attività di solidarietà e cooperazione.
Nel corso degli anni si è trasformato in un luogo di elaborazione e di formazione. Il Centro, oltre che come biblioteca/mediateca specializzata sui temi dell’educazione allo sviluppo, alla globalità e all'intercultura, si propone alle scuole e alla città come un Centro Risorse: è un luogo dove trovare materiali didattici, libri, video, documenti, cd rom, dvd, ma anche dove lavorare insieme per costruire nella propria scuola o nel proprio quartiere un progetto interculturale.
L’archivio dei materiali a disposizione degli utenti è formato da un centinaio di periodici in abbonamento, tra cui riviste specializzate sui temi dell'immigrazione, dell'educazione interculturale e dei rapporti Nord – Sud del mondo; oltre 1000 video, di cui 600 doppiati in italiano, provenienti da Europa, Asia, Africa e America Latina e decine di cd di musica etnica e tradizionale.




Il Centro Studi Emigrazione è un’istituzione con finalità culturali promossa nel 1963 dalla Congregazione dei Missionari Scalabriniani, impegnata dal 1887 nell’assistenza religiosa e sociale degli emigrati italiani all’estero e, da alcuni decenni, nell'assistenza e promozione umana di tutti i migranti. Scopo del Cser è "la puntualizzazione e l’approfondimento delle tematiche relative al fenomeno migratorio", attraverso un approccio interdisciplinare in grado di toccarne gli aspetti sociologici, demografici, storici, economici, legislativi e pastorali, per una piena comprensione della mobilità umana. La costituzione di una Biblioteca specializzata, la pubblicazione della rivista trimestrale "Studi Emigrazione" e di una collana di volumi sui vari aspetti dell’esperienza migratoria italiana e internazionale, rendono il centro meta di molti studiosi, italiani e stranieri, che vi giungono per completare le loro ricerche. Qui possono contare su una documentazione rara e preziosa, essere seguiti personalmente e usufruire della consulenza professionale offertagli dal centro.


Questo museo di recente creazione si propone di presentare la varietà delle esperienze migratorie su scala regionale e locale, offrendo così un’opportunità di riflessione sulla storia, l’attualità ed il futuro dell’essere e del sentirsi italiani.
Lo spazio espositivo propone un percorso che parte dalle Origini dell’emigrazione italiana, prosegue con L’emigrazione di massa (1876-1915), L’emigrazione fra le due guerre (1916-1945), L’emigrazione nel secondo dopoguerra (1946-1976) ed un’ultima parte dedicata agli Italiani nel mondo. Mondo in Italia (dal 1977 ad oggi).