Leila D
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È nato a Teheran nel 1941, ma dal 1960 vive a Roma, dove ha studiato architettura e scienze politiche.
È stato per venti anni fra i quadri dirigenti della sinistra iraniana in esilio e ha partecipato all’opposizione iraniana al passato regime dello scià.
Ha cominciato l’attività giornalistica nel 1980, dopo la rivoluzione islamica, ed è esperto di politica mediorientale per il gruppo L'Espresso-Repubblica. Ha pubblicato saggi sul mondo iraniano e le biografie di Mohammad Mossadegh e dell’ayatollah Khomeini (Ed. Cei, 1974), Documenti di un dirottamento (Ed. Eri, 1988), sul caso dell’Achille Lauro, La grande casa di Monirrieh (Feltrinelli, 2004), ambientato in Iran fra gli anni Trenta e il periodo del conflitto con l’Iraq, L’estate è crudele (Feltrinelli, 2007), che racconta la storia di un amore di Parviz e Maryam, nato e finito ai tempi della repressione in Iran, I demoni del deserto (Nottetempo, 2011) e Il cuore del nemico (Cooper, 2009).

Di padre iraniano e madre italiana, è nato nel 1951 a Teheran, nello stessa palazzina dove aveva sede il settimanale Rafat, fondato da suo padre. Ha studiato Scienze Politiche in Italia e ha frequentato un corso di specializzazione sulla Psicologia dei Mezzi di Comunicazione all'Università di Francoforte. Dal 1976 lavoro come giornalista professionista. Ha lavorato e collaborato con giornali, radio e televisioni italiane, spagnole, britanniche, arabe, americane e iraniane. Si occupa di diritti umani e della libertà d'espressione e grazie al suo lavoro ha ricevuto vari riconoscimenti. Fra i suoi lavori, L’ultima primavera. La lotta per la libertà di informazione in Iran (2006), edito da Polistampa e Iran. La rivoluzione online, Cult Editore, 2010.

Lingua e traduzione persiana
docente: prof.ssa Paola Orsatti
lettore: dott. Changiz Davarpenah
Il corso intende fornire agli studenti una buona conoscenza del neopersiano contemporaneo d’Iran (farsi), nelle due varietà letteraria e colloquiale.
I corsi sono affiancati da esercitazioni di lettura, scrittura e conversazione, svolte dal lettore di lingua madre.
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Storia della lingua persiana
Docente: prof.ssa Paola Orsatti
Il corso vuole essere un approfondimento delle conoscenze linguistiche sul neopersiano. Si sofferma, fra l’altre, sulla lingua colloquiale informale d’Iran o tehranese, sulla terminologia scientifico-letteraria o persiano commerciale e, per gli studenti di Laurea specialistica, sul persiano antico.
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studio 2 (dipartimento Studi Orientali)
via Principe Amedeo 182/b
tel 06 4991 3090
w3.uniroma1.it/studiorientali


Facoltà di Lettere e Filosofia
Lingua e letteratura persiana
docente: prof. Mario Casari
Nell’ambito del corso di laurea in Storia e civiltà dell’Oriente e del Mediterraneo, è stato attivato un corso di lingua persiana sia per la laurea di base, che per la specialistica.

aula docenti Facoltà di Studi Orientali
via Principe Amedeo 182/b
tel 06 49913090
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http://w3.uniroma1.it/studiorientali

L’Istituto per l’Oriente Carlo Alfonso Nallino, fondato nel 1921, si propone di divulgare e accrescere la conoscenza della vita culturale, politica ed economica di tutto l'Oriente islamico.
Presso l’Istituto si tengono ogni anno corsi di lingua e cultura persiana, tenuti dalla dottoressa Ferminia Moroni. Le lezioni si svolgono ogni lunedì dalle ore 17 alle ore 19. 

L’associazione si è adoperata sin dal suo nascere per il riconoscimento del genocidio armeno da parte del Parlamento Italiano, obiettivo raggiunto nel 2000, a seguito del lavoro svolto presso tutte le forze politiche e la promozione di diversi convegni per sensibilizzare l’opinione pubblica e parlamentare.
Zatik è impegnata in numerose attività, fra cui ricordiamo: commemorazione del genocidio armeno il 24 aprile di ciascun anno; appello al Parlamento Italiano per la tutela del patrimonio architettonico, artistico e religioso del popolo armeno; presentazione, in occasione di manifestazioni varie di pubblicazioni riguardanti l’Armenia; richiesta e ottenimento di apertura dell’Ambasciata Italiana a Yerevan; incontri con delegazioni armene in Italia; definizione di progetti di ricerca riguardanti la diaspora armena nei paesi dell’U.E.

Pejman Tadayon è nato a Isfahan nel 1977.
Fin da bambino, ha coltivato la sua predisposizione per la pittura e nel 1987 ha realizzato la sua prima opera, sotto la guida del maestro Ustad Nasr, famoso ad Esfahan per essere stato uno dei primi ad usare la tecnica figurativa realista per ritrarre la natura, usando la tecnica ad olio.
Da allora, Pejman ha lavorato molto sulle proprie capacità, arrivando a ritrarre soggetti sempre più complessi, come le complicate architetture della sua città e a soli 17 anni è diventato maestro di pittura presso la scuola del nonno.
Nel suo percorso, non ha mai abbandonato altri interessi: si è iscritto alla Facoltà di Ingegneria, ha studiato come autodidatta la filosofia e la storia dell’arte.
La passione per la pittura è stata, per un certo periodo, sostituita da quella per la musica, in particolare per la musica tradizionale dell’Iran e per alcuni strumenti persiani, come il setar.
Successivamente, però, la sua ricerca è andata oltre: è riuscito a coniugare queste due espressioni, a mettere in una lo spirito dell’altra.
È quindi tornato a dipingere, a sperimentare nuove tecniche e nuovi materiali; nel 2003 si è trasferito in Italia, si è iscritto all’Accademia di Belle Arti di Firenze, ed ha partecipato a varie mostre collettive.
Dal 2003 vive a Roma, continua a studiare pittura e suona nel gruppo curdo-iraniano Sarawan.

Pejman Tadayon
cel. 339 8120101
www.pejmantadayon.com
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Nato in Colombia nel 1960, Alvaro ha studiato Danze folcloristiche colombiane e, successivamente, Tecnica vocale, presso la Scuola popolare di musica, a Roma.
Già nel 1980, ha fondato il suo primo gruppo danza, in Colombia; erano i Chirimia, tuttora esistenti.
Dal 1987 vive in Italia, dove tiene dei corsi di balli latino-americani e di folclore colombiano; inoltre, ha partecipato a vari festival.

Salsa & Latin Dance Music. Uno strumento a fiato di legno simile ad un clarinetto, importato dagli spagnoli in Colombia dà il nome a questa formazione storica nel panorama della musica latina in Italia. Caratteristica del gruppo è di cimentarsi nel vastissimo repertorio della musica e dei ritmi attualmente in voga nel Caribe, dalla salsa al merengue, al bolero, dalla cumbia al cha-cha-cha. Hanno realizzato due lavori discografici per la BMG. Leader storico, fondatore e anima del gruppo è il cantante-ballerino Alvaro Hugo Atehortua Martinez, tra i primi promulgatori di questo genere nella capitale e nel resto della penisola. Al suo fianco il direttore musicale è il pianista cubano Leonardo Perez Guerra.

Il gruppo nasce da un progetto del sassofonista Javier Girotto, che vuole fondere i ritmi del tango con quelli del jazz.
La loro musica richiama chiaramente al grande del tango Astor Piazzola, ma riescono a creare un repertorio del tutto originale.
Partecipano a molti festival musicali, collaborano con importanti artisti italiani, come Paolo Fresu o Peppe Servillo degli Avion Travel, e vengono sempre più apprezzati dal pubblico italiano.
Nel 2006, nel trentesimo anniversario del colpo di Stato in Argentina, esce il loro nono disco, Trentamila cuori, album di memoria e di denuncia.
Il gruppo é così formato: Javier Girotto (sax,flauti andini), Alessandro Gwis (pianoforte), Michele Rabbia (percussioni), Marco Siniscalco (basso).

Nasce nel 1995 dall'incontro fra musicisti italiani e argentini attivi nel campo della musica da camera, con l'intento di diffondere la musica di Astor Piazzolla.
La scelta della formazione a quattro, flauto, piano, violino e violoncello, è finalizzata a evidenziare l'aspetto cameristico della musica del compositore argentino.
Ha partecipato a numerosi festival e rassegne musicali (Festival Mundi, Festival internazionale di musica latinoamericana, Mille e una nota, ecc.) e ha registrato numerose partecipazioni televisive per varie emittenti internazionali.
Fra le incisioni: Musica di Astor Piazzolla, T come tango.

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