Il dojo Meditazione zen Roma nasce dall’esperienza di quattro praticanti zen, provenienti dalla tradizione Zen Soto nella tradizione del maestro Roland Yuno Rech di cui sono discepoli. Alla morte del Maestro Deshimaru, avvenuta nel 1982, i suoi discepoli tra cui Roland Yuno Rech, hanno continuato e perpetuato la diffusione di questa pratica.

Il Tempio Buddhista Zen Sōtō Jōhōji (Continuità del Dharma) si trova a Roma ed è aperto a tutti coloro che vogliano praticare in modo autentico e sincero lo Zazen (meditazione seduta secondo la tradizione buddhista della scuola giapponese Sōtō Zen). Chiunque è benvenuto ad assistere e a partecipare agli incontri che si tengono settimanalmente. Nessuna distinzione viene fatta tra chi inizia e chi pratica regolarmente. Oltre ai numerosi incontri settimanali di Zazen (orari sul sito), il tempio organizza, con cadenza mensile, periodi di pratica intensiva (sesshin) della durata di alcuni giorni, oltre a lezioni di cucito (Fukudenkai) secondo la tradizione del maestro Kōdō Sawaki (1898-1965).

Dojo Shobogendo è un centro di pratica di tradizione Soto Zen. Nel Dojo si svolge una pratica regolare di zazen (meditazione seduta), kin-hin (meditazione in movimento), Sutra (recitazione dei testi sacri), Kesa (cucitura dell'Abito). Sono inoltre previste sessioni intensive di pratica (sesshin) e seminari di studio. Guida spirituale è il maestro F. Taiten Guareschi, Abate del Tempio Shobozan Fudenji.

L'associazione cultuale Centro Hòdo è stata costituita nel 2011 per diffondere il Buddhismo Zen della Scuola Soto. A tal fine organizza Sesshin (periodi di pratica intensiva di Zazen -meditazione seduta e di Samu-lavoro consapevole), seminari e corsi inerenti le Vie dello Zen (Chado, Shodo etc.), yoga, arti marziali, biodanza, integrati dalla Meditazione Buddhista, diffusione e pubblicazione di testi e bollettini informativi, conferenze e cerimonie ed ogni altra attività volta a sviluppare una vasta e profonda comprensione del Dharma, che educhi al rispetto ed all'amore per tutti gli esseri.

Sarà in mostra fino al 24 ottobre all'Istituto Giapponese di Cultura, via Antonio Gramsci 74, l'esposizione a cura di Taro Igarashi dell'Università del Tohoku. Nel titolo, Come hanno risposto gli architetti all'immediato post 11/3? una domanda retrospettiva sulle immediate reazioni dell’architettura alla devastazione: di necessità virtù, tamponare l’emergenza e poi, in velocità, ottimizzare la tabula rasa per una ripartenza positiva, dove nulla è impensabile, con i suggerimenti da tutto il territorio, e dall’estero. Ingresso libero.
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La Galleria CAMERA21, via dei Gracchi 58, presenta fino al 24 ottobre, la mostra Washi. La via tradizionale, di Karmen Korak, nell’ambito del Circuito di Fotografia Festival Internazionale di Roma 2012. La mostra è a cura di Marco Meccarelli e ha il patrocinio dell'Istituto Giapponese di Cultura.  Il progetto espositivo prevede una selezione di circa  30 immagini in b/n scattate in Giappone, a Echizen, stampate nel laboratorio di Davide Di Gianni su carta giapponese Kurotani washi, realizzata da Hayashi Shinji. La mostra si potrà visitare dal martedì al sabato ore 16-20. 
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In occasione dell’arrivo della primavera, stagione durante la quale in Giappone si festeggiano i bambini, il Museo Nazionale d’Arte Orientale Giuseppe Tucci, via Merulana 248, dedica ai piccoli visitatori l’allestimento della sala della pittura e della grafica estremo orientale ad un’esposizione di ottanta bambole e marionette da tutto il mondo, con particolare riguardo all’Estremo Oriente e al Sud-est Asiatico. La mostra sarà visitabile fino a domenica 5 maggio.

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Mercoledì 25 luglio 2018 alle 18.30 presso il Museo delle Civiltà - Museo preistorico etnografico "Luigi Pigorini"  è prevista l'inaugurazione della mostra Geisha - l'arte, la persona con la curatrice Loretta Paderni e i fotografi Fabrizio e Federico Bonifazi. Il mondo femminile attraverso gli oggetti raccolti in Giappone dallo scultore palermitano Vincenzo Ragusa tra il 1876 e il 1882, e le fotografie di Fabrizio e Federico Bonifazi (Compagnia della foto). La mostra rimarrà allestita fino al 30 ottobre 2018.

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Fino al 20 dicembre la Galleria SpazioCima in via Ombrone, 9 ospita le opere dell’artista italo-giapponese Yuriko Damiani, specializzata da venti anni nel settore delle porcellane. Con il progetto L’istante in un Segno l’artista approfondisce il tema degli Haiku, componimenti poetici giapponesi nati nel VII secolo, generalmente composto da tre versi per complessive diciassette morae. L’esposizione del progetto, curata e organizzata da Roberta Cima, è a ingresso libero, visitabile da lunedì a venerdì, dalle 15 alle 19. Dal 5 all’8 dicembre la galleria è visitabile solo su appuntamento, dalle h. 15 alle h. 19. L’artista sarà presente in galleria giovedì 3 dicembre dalle 16 alle 21: previsti ingressi contingentati. Verranno osservate tutte le regole nel rispetto delle misure anti Covid.

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La biblioteca Valle Aurelia, in collaborazione con l’Associazione Villa Carpegna, propone una breve rassegna cinematografica della produzione di Yasujirō Ozu, a cura di Bruno Seravalli. Ultimo incontro venerdì 18 marzo ore 18 presso la Biblioteca Valle Aurelia
incontro sul tema Nuvole vaganti. Scrittura femminile e cinema nel Giappone del dopoguerra; ore 20.30 presso l’Associazione Villa Carpegna proiezione del film Viaggio a Tokyo [Tōkyō monogatari]; Giappone 1953.

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