Lily, bambina creativa e spensierata, si affaccia alla vita con l’ottimismo e le speranze tipiche di un’infanzia serena. Studia e colora, sogna e socializza, amata e circondata da un ambiente familiare ricco di affetto e valori. Non sa che grossi nuvoloni neri si stanno addensando sul suo amato Paese. Una guerra assurda, sanguinaria e disumana la strapperà dai suoi affetti e dalle sue radici. È l’inizio di un’odissea. Un girovagare alla ricerca esasperata di un angolo di mondo in cui sentirsi, finalmente, al sicuro. È il viaggio di ognuno di noi verso un luogo da poter chiamare casa, verso una dimensione di significatività e realizzazione.

Pubblicato in Lily Amis

Giovedì 5 dicembre 2013 alle ore 17 presso la Scuola di cinema documentario Cesare Zavattini, via Ostiense 106, si terrà la presentazione del libro di Andrea Corrado e Igor Mariottini, Cinema e autori sulle tracce delle migrazioni (Ediesse, Collana Arte e lavoro). Interviene Francesco Rosi. Gli autori ne parlano con Laura Delli Colli, Presidente del Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani; Franco Montini, Presidente del Sindacato nazionale critici cinematografici italiani; Costanza Quatriglio, regista. Conduce Gabriella Gallozzi, giornalista de l’Unità.

Pubblicato in Cinema

Sabato 24 Ottobre 2015 alle ore 21 al Teatro Planet Via Crema, 14 Il dono della diversità - Laboratorio di teatro narrazione presenta La truffa dei migranti, spettacolo presentazione dell'omonimo libro edito da Tempesta Editore di e con Alessandro Ghebreigziabiher.

Pubblicato in Teatro

I bastardi di Sarajevo ringhiano forte, sia nel presente che nei ricordi del passato dei protagonisti del libro. C’è la crudeltà e la spregiudicatezza dei carnefici e la sofferenza taciuta delle vittime, soprattutto donne. La voglia di rivoluzione dei giovani e la saggezza rassegnata e ironica di un Professore. La brama sanguinaria di certi turisti e la ricerca di redenzione da parte di chi – come molti di noi – ha guardato da spettatore la guerra e non ha fatto ciò che doveva. I personaggi sfilano davanti al lettore sul palcoscenico decadente di una Sarajevo dai mille angoli bui, con l’autore che tesse una trama perfetta e avvincente fatta di soli dialoghi. Il teatro dei bastardi di Sarajevo non ha ancora calato il sipario.

Pubblicato in Luca Leone

Di Luca Leone e Riccardo Noury. Prefazione di Moni Ovadia. Introduzione di Irfanka Pašagić. Postfazione di Silvio Ziliotto
Srebrenica, Bosnia Erzegovina, 11 luglio 1995: oltre diecimila maschi tra i 12 e i 76 anni vengono catturati, torturati, uccisi e inumati in fosse di massa. Stesso destino hanno alcune giovani donne abusate dalla soldataglia. Le vittime sono bosniaci musulmani, da oltre tre anni assediati dalle forze ultranazionaliste serbo-bosniache agli ordini di Ratko Mladić e dai paramilitari serbi.
Quattro lustri dopo, rimane un profondo senso di ingiustizia e di impotenza nei sopravvissuti e un pericoloso messaggio di impunità per i carnefici di allora, in buona parte ancora a piede libero e considerati da alcuni persino degli “eroi”.
Questo libro è un reportage nel buco nero della guerra e del dopoguerra bosniaco e nel vuoto totale di giustizia che ha seguito il genocidio di Srebrenica, una delle pagine più nere della storia europea del Novecento e sicuramente la peggiore dalla fine della seconda guerra mondiale.

Pubblicato in Luca Leone

Siamo ad Arad, in Israele, una città nel cuore del deserto del Negev. In questo luogo arido, implacabile, sorge un avveniristico Istituto di riabilitazione e terapia. Tutto è pulito e immensamente confortevole. Ma dietro la perfetta facciata si nascondono innumerevoli tragedie: l'Istituto è un manicomio per reduci della Shoah, ed è stato concepito, finanziato e realizzato da una ricca americana. Ad aiutarla nell'impresa una donna ebrea, votata all'attesa di una nuova Rivelazione, che non può avvenire se non per bocca di uno dei malati di mente. Tutto, follia compresa, ruota attorno ad Adam Stein, ex pagliaccio, ebreo, vissuto in Germania prima della guerra.

Pubblicato in Yoram Kaniuk

Questo romanzo è uno dei libri più arditi, audaci e coraggiosi della letteratura israeliana. Yosef, il protagonista del romanzo, è arabo da parte di padre ed ebreo da parte di madre. Nel suo desiderio di appartenenza e nella sua anima sensibile d’artista si rispecchiano la storia e le ambizioni di due popoli irrequieti: un’eredità eccessiva e non sostenibile. In una lunga confessione, Yosef scandaglia la storia della sua famiglia ripercorrendo con commozione sugli amori e i rapporti di amicizia che si sono intessuti nel tempo e che hanno dato vita a quel frutto ibrido e sofferente che egli sente di essere.

Pubblicato in Yoram Kaniuk

Venerdì 14 ottobre alle ore 17 l’Istituto per l’Oriente C. A. Nallino presenta il volume della dottoressa Lea Nocera “La Turchia Contemporanea. Dalla repubblica kemalista al governo dell’AKP”.  La Repubblica turca fondata da Mustafa Kemal Ataturk sui principi della laicità e delle moderne democrazie occidentali è oggi un paese governato da un partito di genealogia islamica, il primo Stato a maggioranza musulmana candidato ufficiale all'ingresso nell'Unione europea.

Pubblicato in Turchia

Il mondo di "Post mortem" è quello degli ebrei di Tel Aviv, e in particolare quello degli immigrati in fuga dalla Germania fra gli anni Venti e Quaranta del Novecento. Kaniuk, ripercorrendo gli eventi tragici e insieme quotidiani che smembrarono la sua famiglia fino a farla sparire, si tiene lontano da ogni ripiegamento sentimentale. La scomparsa di una così fitta ragnatela di parentele diventa occasione per dissezionare anche il mito della grande famiglia patriarcale della tradizione ebraica e farne il bersaglio della sua pungente scrittura.

Pubblicato in Yoram Kaniuk

Questo è il viaggio coraggioso di una viandante fra due mondi, una giovane turca che vuol fare l’attrice e non trova altro modo, per pagarsi la scuola di recitazione, che emigrare in Germania. È vergine, sprovveduta, non sa una parola di tedesco, ma è curiosa, caparbia, intelligente e decisa a farcela. La sua storia, intensa, dolcissima, divertente, è l’arguto racconto di una ragazza che rifiuta di mettere la testa a posto, della sua passione per il teatro, il cinema, la poesia, la politica, di un periodo incredibile vissuto tra Berlino e Istanbul alla fine degli anni sessanta.

Pubblicato in Emine Sevgi Özdamar
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