I pozzi di Betlemme è un libro autobiografico che insieme ai ricordi d’infanzia rievoca la società della Betlemme degli anni Venti del secolo scorso e quella della Gerusalemme nel decennio successivo. Dai ricordi sono estratti come da un archetipo i molteplici significati di cui “il primo pozzo” è investito, a contenuto e tema centrale del racconto.

Pubblicato in Giabra Ibrahim Giabra

Le sei storie presentate nella raccolta compongono una sorta di paradigma di immagini e riferimenti, la cui valenza politica e simbolica è continuamente ridefinita e avvalorata dal lettore, chiamato a rintracciare nel racconto la chiave di lettura del ‘conflitto israelo-palestinese’ e di un presente incerto e drammatico.

Pubblicato in Jamal Bannura

Dal 31 marzo al 5 aprile 2014 la Biblioteca Franco Basaglia ospiterà la mostra Cromofonìe. Sinfonia per immagini di sogni, paure, diritti negati, aspirazioni, desideri dei bambini che vivono a Burj al Shemali, campo di profughi palestinesi nel sud del Libano. In occasione della mostra, martedì 1 aprile alle 18 verrà proiettato il film della regista palestinese Mai Masri Frontiers of dreams and fears. Partecipa Monica Maurer, regista. Venerdì 4 aprile alle 17.30 verrà presentato il libro Nakba. La memoria letteraria della catastrofe palestinese (Edizioni Q, 2013), con Simone Sibilio e Wasim Dahmash.

Mercoledì 13 maggio 2015 alle ore 17 la Biblioteca Nelson Mandela, via la Spezia 21, ospiterà l'ultimo incontro di Focus Palestina. Parole e immagini del cinema palestinese: una rassegna dell'intensa produzione palestinese degli ultimi anni a cura di Maurizio Carrassi (Ufficio Attività cinematografiche dell’Istituzione Biblioteche) in collaborazione con Festival Al Ard, Edizioni Q, Ulaia ArteSud onlus e Servizio Intercultura - Biblioteche di Roma. Il programma prevede autori consacrati dal successo internazionale come Abu Assad e Suleiman e film e corti provenienti dall’ultima edizione del Festival Al Ard di Cagliari. Mercoledì 13 ci sarà una conversazione con Monica Maurer, regista, Festival Al Ard e la proiezione del corto Journey of a Sofa di Alaa Al Ali e del film Cronaca di una sparizione di Elia Suleiman.

Stato d'assedio (Hàlat Hisàr) è un 'testo', come lo ha definito lo stesso autore, elaborato a Ramallah nel gennaio 2002, nelle settimane in cui la città era assediata dalle truppe israeliane del generale Ariel Sharon.
Mahmud Darwish, che a Ramallah viveva, si è trovato perciò nella hàla, ossia nella 'condizione' di assediato. Con questo 'testo' il poeta palestinese non vuole solo descrivere lo stato d'assedio, vuole invece e soprattutto dare corpo alle parole per esprimere la hàla quando ci si ritrova a essere assediati.

Pubblicato in Mahmud Darwish

Nei racconti di questa antologia Samira Azzam ci conduce attraverso la trasformazione della Palestina nella storia recente.
Dal ricordo dei momenti più drammatici di questa storia e dall’osservazione costante della condizione dei palestinesi nel passaggio da una vita normale a quella di profughi, emergono personaggi le cui storie superano la sfera di appartenenza a una determinata area, per rientrare nella più generale umanità dolente.

Pubblicato in Samira Azzam

Al di là del valore letterario questo libro è la straordinaria, struggente dimostrazione di quanto sia difficile - in verità impossibile - voler essere davvero se stessi in situazioni di mostruosa tensione politica, ideologica, psicologica come quella del conflitto israelo-palestinese.
La storia del giovane arabo-israeliano che non accetta di crescere soggiogato dal manicheismo di una società, di una famiglia e di un villaggio.

Pubblicato in Sayed Kashua

Un gruppo di donne si trova regolarmente in un noto ristorante di Ramallah, Palestina.
Intorno il mondo è minacciato, ma queste donne hanno il semplice coraggio di guardare indietro, alle loro storie private, di guardare il destino dei loro paesi, di vivere la propria femminilità esausta come un’allegoria del presente.
Intorno al tavolo, sul quale si succedono le prelibatezze assemblate nella cucina del galante Usamah, si intrecciano le storie privatissime di Ola, Jamileh, Lena, Rana e delle loro amiche: ognuna parla di sé con sincerità ed emozione, sullo sfondo più ampio delle tormentate vicende politiche e sociali del Medio Oriente, dal nazionalismo di Abdul Nasser alla vittoria di Hamas, passando per la guerra del ’67, la questione libanese e Arafat.

Pubblicato in Suad Amiry

Di cosa è fatta la bellezza di una casa, se non della vita di chi la abita? Ma quando accade che un intero popolo si trovi all’improvviso espropriato delle sue dimore, la domanda che passa, amara, di bocca in bocca è soltanto una: che fine fa quella bellezza, e che fine fa l’anima di chi in quelle case, in quei palazzi, in quei giardini, ci ha vissuto, ci ha pianto e ci ha gioito, per una vita intera? Questa storia ha inizio nel 1948, quando gli inglesi, partendo da Israele, lasciarono due popoli in lotta: l’uno con tutto, l’altro con niente.

Pubblicato in Suad Amiry

Beit Safafa è il quartiere più ricco di Gerusalemme est. Prediletto dagli arabi israeliani provenienti dal nord, il quartiere ha prezzi di case, carne e altri generi di prima necessità così alti che nelle panetterie vi sono due tariffari, uno per i locali e un altro per gli immigrati. A Beit Safafa vive l'avvocato protagonista di queste pagine, un giovane procuratore con una promettente carriera da principe del foro gerosolimitano davanti a sé. Vive in una villetta, due piani con salotto spazioso, cucina ultramoderna e due ampie stanze da letto.

Pubblicato in Sayed Kashua
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