Mercoledì 24 aprile 2019 dalle ore 19:30 alle 22 a Casa Bellani, Via Angelo Bellani 18 è prevista la proiezione di Stone cold justice (Australia 2014, 45’, v.o., sottotitoli in italiano) e a seguire apericena arabo. Il ricavato della serata andrà come contributo a sostegno del lavoro di Addameer Prisoner Support and Human Rights Association (http://www.addameer.org/about/our-work).

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Domenica 16 giugno 2019 dalle ore 18:30 presso L'Asino Che Vola in via Antonio Coppi 12d è prevista la presentazione del progetto Sguardi senza diritti, insieme alla partecipazione della Presidente dell'associazione Ulaia onlus Olga Ambrosanio, della Professoressa dell'Accademia delle Belle Arti di Roma Angela Landini e di Monica Maureer attiva nella Fondazione Archivio Audiovisivo del movimento operaio e democratico. A seguire musica, balli e la possibilità di cenare con piatti tipici del sud.

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Mercoledì 6 novembre 2019 dalle 18.30 al CSOA La Strada in Via Francesco Passino, 24 è prevista la proiezione di Yallah Yallah - Fútbol, Pasiòn y Lucha e incontro e dibattito con il regista Cristian Pirovano. A seguire aperitivo a sostegno del Gaza FREEstyle Festival e di Aida Camp.

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Giovedì 19 dicembre 2019 dalle ore 17.30 alle 21 a Matemù in Via Vittorio Amedeo II, 14, è prevista una serata di festa a sostegno del progetto di scambio e formazione del “Centro italiano di scambi culturali – Vik” , a cura dell’Associazione Amici della Mezza Luna Rossa Palestinese e della Comunità palestinese di Roma e del Lazio. In programma incursioni di giocoleria e presentazione del progetto e a seguire cena circense palestinese.

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Mia cugina Condoleezza e altri racconti è una raccolta di undici racconti brevi che oscillano tra il grottesco e il sarcastico, nei quali Mahmud Shukair dipinge i dettagli di un quadro al cui centro emergono personaggi quasi caricaturali di un microcosmo isolato e assediato, ma che, per l’apparire di personalità di fama internazionale usate come pretesto narrativo, assume una dimensione globale. Seppur divertiti dal registro ironico della narrazione, ci si ritrova davanti alla presenza costante e ineludibile dei soldati israeliani, all’immagine ricorrente delle code ai checkpoint e alle traiettorie che il muro d’apartheid obbliga a percorrere.

Pubblicato in Mahmud Shukair

In una discoteca sulla costa israeliana un giovane palestinese scorge un tatuaggio a forma di scorpione sulla schiena di una turista francese con la quale trascorre la notte. La ragazza non gli invierà più alcuna notizia, sarà invece il piccolo scorpione a prendere vita e ad apparirgli spesso in sogno nel tenace quanto fallimentare tentativo di arrampicarsi su di uno specchio dal quale scivolerà grondante di sudore. Lo scorpione diventa la metafora della condizione di impotenza e di mancanza vissuta dai Palestinesi.

Pubblicato in Akram Musallam

Un uomo armato entra in un liceo femminile islamico e stermina ragazze innocenti. È americano, è bianco; il fucile automatico l’ha comprato online. Afaf è la preside del liceo, una palestinese a Chicago, sradicata dalla sua terra. Dallo stanzino dove si era ritirata a pregare, sente gli spari e si prepara all’impensabile. Nel tempo vorticoso dell’attesa, risente le note struggenti dell’oud che il padre suonava la sera, i profumi prelibati della cucina di sua madre; rivive lo strappo di una sorella scappata di casa, l’amore per il fratellino Majid.

Pubblicato in Sahar Mustafah

Le storie, le loro illustrazioni, il bosco di storie in cui i bambini ci invitano a passeggiare insieme a loro sono riusciti nell'intento desiderato: somiglianze e diversità emergono e nutrono il lettore con i loro profumi e sapori. Quanto all'amicizia - rubo le parole a Linguacciuto - «bisogna avere pazienza, ci vuole tempo, tutto il tempo che ci vorrà», ma il seme è messo e crescerà. Tra i due mondi - i bambini palestinesi del campo profughi di Burj al Shemali in Libano e i bambini romani di Primavalle a Roma divisi da distanze geografiche e linguistiche - prima ignari l'uno dell'altro, tanto diversi tra loro, ora c'è solo il mare. Niente frontiere, niente pregiudizi, nessuna paura. Sono insieme i bambini, compagni di viaggio uguali e diversi, ricchezza del mondo perché, come dice Eduardo Galeano, «Siamo fatti di atomi e di storie».

Pubblicato in Simonetta Lambertini

Romanzo illustrato delle primavere arabe. I pochi anni che ci separano dalle ‘Primavere arabe’ sono stati riempiti dalla perdita delle illusioni: forse perciò sono divenute oggetto di sintesi letterarie di cui questo libro è un esempio. L'opera della palestinese Samia Atout è costituita soprattutto da racconti che si distinguono per il loro carattere sperimentale. Una sperimentalità riscontrabile anche in questo romanzo.

Pubblicato in Samia Atout

Alla Casa del Cinema, largo Marcello Mastroianni, l’omaggio al grande scrittore palestinese Edward Said nella serata di venerdì 7 settembre 2018 alle ore 21. Uno spettacolo di suoni, immagini, letture, danze con Jussur Project e le foto di Fatima Abbadi.

Pubblicato in Paesi Arabi
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