Leila D
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Prosegue ancora per questa settimana, prima della pausa estiva, la programmazione dedicata alla cultura iraniana proposta dal giornalista Antonello Sacchetti, curatore del blog Diruz. Ecco i prossimi appuntamenti: martedì 21 luglio 2020 alle 19: Il tappeto persiano. Diretta con Taher Sabahi. Mercoledì 22 luglio alle 19, Visioni persiane – Fotocronache di un viaggio. Diretta con Franco Zampetti Franco Zeta. Venerdì 24 luglio alle 19, Cosa leggo in vacanza? Diretta con Giacomo Longhi. Sul profilo facebook dell'autore oppure su http://www.diruz.it/diruz-in-diretta/

Mercoledì 29 luglio 2020 in via Circumlacuale 27/d, sul lago di Bracciano, è stata organizzata una giornata allì'insegna dell'Africa. A partire dalle ore 16 percussioni, danza, concerti, meditazione e degustazioni per un viaggio nella cultura africana, insieme ai maestri Keba Seck e Sakou Kande.

Lunedì 20 luglio 2020 alle 20,30 la scrittrice e attivista Esperance Hakuzwimana Ripanti propone la diretta la trasmissione Il diritto di essere neri e fragili. Tema della puntata la vulnerabilità della mente e dell'anima nelle persone che convivono e sopravvivono alla discriminazione razziale.

«Ho vissuto molte vite dentro questo corpo. Ho vissuto molte vite prima che mi mettessero in questo corpo. Vivrò molte vite quando me ne tireranno fuori.»
Ada è nata in Nigeria, in un villaggio di terra rossa, ma a diciotto anni si è trasferita negli Stati Uniti per studiare. È un’adolescente come tante: frequenta le lezioni, esce a ballare, si ubriaca, si innamora. Ma Ada è un’adolescente come nessun’altra. La sua mente è abitata da presenze oscure: non sono le paure che assediano ogni coscienza umana, ma spiriti ancestrali della sua terra, reali quanto i compagni di college con cui passa le serate. Questi spiriti l’hanno seguita nel mondo quando è nata e sono rimasti intrappolati dentro di lei. Qui dimorano e combattono e offrono sacrifici di carne alla dea serpente che li ha partoriti, ma quando un evento traumatico minaccia di distruggere questo fragile equilibrio, gli spiriti prenderanno il sopravvento e non si fermeranno davanti a niente pur di difendere la loro Ada.

A quarant’anni dalla rivoluzione islamica in Iran, l'autore racconta la storia dell’Iran con un taglio anticonformista da un punto di vista sociologico, confutando la vulgata diffusa in Occidente, che ha cercato di liquidare la questione iraniana accomunandola erroneamente alla più generale “questione islamica”. Particolarmente interessanti sono la ricostruzione dei tentativi di imporre una rivoluzione colorata nel Paese e la storia degli ultimi cinque anni, molto rilevanti per il mutamento in atto del Paese.

La mamma e Mahtab sono emigrate negli Stati Uniti: è così che Saba, a undici anni, si spiega la loro improvvisa scomparsa. Lei è rimasta a vivere con il padre, in un villaggio dell'Iran travolto dalla rivoluzione islamica. Ma perché nessuno vuole darle notizie della madre e della sorella gemella? E perché, tra le due figlie, non è stata destinata lei a una vita migliore? Saba cresce tra questi interrogativi, sospesa tra la vana speranza di una lettera e il sospetto di una verità troppo dolorosa da accettare. Si chiede quanti cucchiaini di terra e di mare le servirebbero per coprire la distanza che la separa dalla sorella perduta, e cerca di colmare quel vuoto con tesori di contrabbando: riviste, musica e videocassette americane, illegali in Iran, comprate e consumate di nascosto come piaceri proibiti. Eppure, con l'approssimarsi dell'età adulta, Saba si rende conto che nemmeno un nuovo album di Madonna o una puntata di "Genitori in blue jeans" possono metterla al riparo dalla vita vera, quella fatta di chador neri e matrimoni combinati. Nulla, però, le impedisce di sognare, immaginandosi nei panni di Mahtab e delle sue infinite opportunità. Allora, inventarsi la vita di Mahtab sarà un po' come fuggire, raccontarla sarà un po' come esserne protagonista, pur restando in Iran. Dove realtà e finzione convivono da sempre nell'arte millenaria dei cantastorie.

Nilu è solo una bambina quando è costretta a lasciare la sua casa, in Iran, e partire per l'America. L'Oklahoma. Un posto sconosciuto dove, con la madre e il fratello, deve già imparare, così piccola, a ricominciare da capo. Per questo, da quando è arrivata in America, conserva sempre uno zainetto pieno delle sue cose: non si sa mai quando bisognerà scappare di nuovo, né quando, finalmente, comincerà il lungo viaggio per tornare a casa. A casa, dov'è rimasto suo padre: Nilu è convinta che presto li raggiungerà, e non vede l'ora. Ma Nilu non sa che Bahman è rimasto in Iran perché per lui le radici sono una cosa potente, e che negli anni a seguire, in tutta la sua lunga vita di figlia, vedrà suo padre solo una manciata di volte, nei posti diversi dove la vita la porterà. Dall'America all'Europa, ad Amsterdam, dove incontrerà rifugiati provenienti da ogni Paese, in un mondo cambiato dall'undici settembre, Nilu cercherà sempre di riavvicinarsi a quel padre rimasto "a casa". Forse perché, nonostante tutto ciò che è riuscita a ottenere nella vita - lo studio, l'amore, un lavoro che la appassiona -, quello è l'unico modo per tornarci un po' anche lei, a casa, e trovare finalmente il rifugio che non ha mai avuto.

Alla fine degli anni ottanta, quando la sua famiglia decise di fuggire dall’Iran in guerra, Dina Nayeri era una bambina. Il rumore delle bombe, le sirene e le corse per nascondersi nel seminterrato, la poca luce filtrata dalle finestre serrate erano tutte cose normali. Negli anni a venire, sui letti a castello delle case per i rifugiati di Londra, di Dubai, di Roma, poi dell’Oklahoma, Dina conobbe per la prima volta il silenzio del sonno tranquillo e ininterrotto: quella fu la sua prima idea di cosa fosse la pace. Sua madre le diceva di pregare e di essere grata. Sui migranti sono state scritte molte storie. A partire dall’Eneide, l’esperienza di chi è costretto a fuggire non ha mai smesso di essere all’origine di narrazioni impetuose, grandi, travolgenti. Storie di singoli individui, soli contro la perdita di tutto, storie che sono universali.

M.T.O. Shahmaghsoudi® è una scuola di Erfan (sufismo islamico), basata sulla conoscenza intrinseca e sulla disciplina scientifica risalente a 1400 anni fa. M.T.O Shahmaghsoudi® è un'organizzazione internazionale senza scopo di lucro con oltre 100 centri in 5 continenti e decine di migliaia di studenti in tutto il mondo.
Questa organizzazione, compresa la sua scuola, è presente anche a Roma, con sessioni settimanali di insegnamenti Sufi e gli insegnamenti di Tamarkoz, l'arte sufi della conoscenza di sé attraverso la concentrazione, la respirazione, l'equilibrio, l'armonia e la meditazione.
Attività interculturali a Roma: conferenze e presentazioni di libri in varie librerie e associazioni come Aseq, Harmonia Mundi, Olgiata e Bibliothè; presentazione di libri nelle scuole internazionali di Roma come la Marymount International School e la St. George's British International School; workshop di Tamarkoz® a La Sapienza; corso di lingua farsi; aperture al pubblico in occasioni come Norouz (festa del primo giorno di primavera).

Per la Giornata Mondiale del Rifugiato 2020 Comunità di Sant’Egidio, con l'Associazione Centro Astalli, la Caritas Italiana, la Fondazione Migrantes, la Federazione Chiese Evangeliche in Italia, il SIMN - Scalabrini Migration International Network organizzano l'evento Morire di speranza, una grande preghiera in memoria di quanti perdono la vita nei viaggi verso l'Europa. L'appuntamento è per giovedì 18 giugno 2020 alle ore 18,30 nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, piazza di Santa Maria in Trastevere e in streaming sulla home page e sulla pagina Facebook di Sant'Egidio.

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